R E C E N S I O N E


Articolo di Giacomo Starace

Last Train Leaving è il nuovo album di David Knopfler, musicista esperto e navigato, ex membro di una delle più famose band della storia: i Dire Straits. Il passato non è l’unica cosa che condivide con il gruppo britannico: David è infatti il fratello di Mark Knopfler, nome che non richiede presentazioni.
Quest’ultimo lavoro in studio si presenta come un insieme di brani perfettamente equilibrati, arrangiati conservando al centro pianoforti, voce e chitarre acustiche, dando un bel sapore retrò al disco. Se il fratello riempie i suoi brani di blues e radici folk britanniche, David richiama il country, le ballate dylaniane, le steel guitars, la fisarmonica. Questi elementi sono fondamentali nel disco e nessuno degli strumenti sembra sia stato trattato come secondario, ogni parte di ogni strumento è stata scritta perfettamente e con una buona dose di complicatezza. Tutto questo viene messo insieme da una produzione di primordine: nulla viene sommerso o dimenticato.

Evocativi, ben scritti, ben suonati, ognuno dei brani è una piccola perla di qualità, senza strafare e senza affaticare l’ascolto, così l’intero album risulta di una scorrevolezza rara.
David è un vecchio musicista, esperto e capace (non a caso è stato una delle menti creatrici dei Dire Straits, non proprio gli ultimi arrivati), ma c’è qualcosa che ne offusca la figura. L’avere un fratello come Mark non è stato un aiuto alla notorietà come solista e, soprattutto, il condividere le radici musicali, dalle quali entrambi traggono linfa vitale per i loro lavori, il timbro di voce, non aiuta a risolvere il problema.
Dato che chi conosce entrambi non potrà non notare le somiglianze, proviamo a guardare alle differenze.
Oltre al differente approccio al mondo folk, a livello tecnico negli album di Mark vengono messe al centro del mix le chitarre, i virtuosismi sono affidati principalmente alle dita del famoso guitar hero, mentre, per quanto riguarda David, al centro del mix risalta soprattutto il pianoforte, le chitarre appena appena più indietro e la voce esce con dolcezza dall’insieme di strumenti, conquistando il centro dell’attenzione senza imporsi. I virtuosismi, nel caso di David, non sono affidati a nessuno in particolare, ogni parte strumentale è un piccolo virtuosismo e questo non fa che aggiungere valore alle sue capacità di scrittura.
Concludendo, ascoltare David Knopfler è un piacere, è garanzia di qualità e di bellezza, ma, purtroppo per lui, come potranno confermare tutti i fratelli minori del mondo, compreso il sottoscritto, bisogna cercare di superare il confronto con il fratello maggiore per gustare fino in fondo i suoi lavori.

TRACKLIST

01. The ballad of Little Blackie
02. I Gave My Heart
03. Glory Be
04. All the Fun of the Fair
05. Wolfboy
06. That Perfect Storm
07. Pinky Promises
08. When a Boy Becomes a Man
09. Requiem for the Living
10. These Two Hands
11. Only a Miracle
12. Nearly Really There
13. The Gift of Life (Last Train Leaving)
14. Who Do You Really Love

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