R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Esordio discografico d’impatto per i Mountain Caller, progetto molto interessante nato a Londra. Il loro è un progressive sperimentale, tutto rigorosamente strumentale, che trascina la mente in viaggi cosmici ai confini del mondo. Chronicle I: The Truthseeker, viene prodotto per l’etichetta New Heavy Sounds ed è un sorprendente biglietto da visita, per qualcosa di nuovo e orecchiabile. Nelle loro sonorità troviamo un’infinità di riff macchinosi, che strizzano l’orecchio ai monumentali Sleep, ma ci sono anche i paradisi immensi e incantevoli degli scozzesi Mogwai. La band non ha nessun problema a ricevere paragoni scomodi, mescolando tutto il lavoro in studio con grande gusto musicale, accumulato in così poco tempo, band dalle enormi potenzialità.

L’album si apre su Journey Through The Twilight Desert con un loop delicato e sensibile che si immerge nel groove potente di un basso stupendo e aggressivo, seguendo il tuonante ingresso di una chitarra dal tiro incredibile. Nella parte centrale la struttura rallenta in maniera netta, per poi esplodere con un cambio graffiante post metal, in perfetto stile Black Sabbath. Apertura d’effetto dal sapore misterioso. A seguire Feast At half Light City dove ascoltiamo i primi esperimenti post rock e il tiro progressive che distingue la band, si cullano con sicurezza all’interno del loro habitat. Il sound ruvido è una mina innescata alla perfezione e nel finale il doom completa gli innumerevoli cambi di tempo di una batteria impazzita. Il secondo singolo I Remember Everything uscito nello scorso Ottobre, rilascia anche un videoclip molto originale, diretto dall’eclettico artista Tom Le Bon. La composizione di livello, prepara una battaglia contro il passato, all’interno di una terra desolata. L’arena è pronta per affrontare i colpi che subisce, da una grancassa sporca e la linea martellante di una distorsione corposa. Il bridge centrale non ruba niente agli Isis, gruppo storico americano che ha fatto dei suoi riff sperimentali uno stile di vita. Questa è una delle migliori take in assoluto.

Trial By Combat lascia il segno in maniera definitiva, come uno tsunami che spazza via tutto l’odio e la sofferenza, per una carica pazzesca.
Il trio dimostra ancora una volta di sentirsi a suo agio, in questo mondo desolato e amorfo. Arrivando alla fine troviamo A Clamour of Limbs, un’ennesima traccia dai tempi dispari e ritmiche geniali. La struttura si agita nell’atmosfera dormiente, con un solo di chitarra dal timbro hard rock. Il resto è una tempesta di fulmini accecanti e nella parte finale appare un insolita voce femminile, di Claire, la guitarist del gruppo. Chiudiamo con Dreamspirals dove notiamo una bella sensazione, che il basso distorto e un arpeggio creano ripetitivi ma fondamentali. Brano tecnico e importante.
Il trio inglese nonostante la giovane età, mette in risalto una grande sintonia, creando un disco originale senza precedenti. Nel momento storico che stiamo vivendo, è una boccata di aria fresca che lascia uno spiraglio per il futuro.

Tracklist:
01. Journey Through The Twilight Desert
02. Feast At half Light City
03. I Remember Everything
04. Trial By Combat
05. A Clamour Of Limbs
06. Dreamspirals