R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Le prime sensazioni dopo un ascolto… Musiche che ti raggiungono per un incontro, ritmi pulsanti come abbracci, gioioso procedere dello sguardo in spazi aperti rocciosi e assolati. La mente si attacca a quello che conosce, dà forma a visioni un po’ stereotipate. A un secondo ascolto, Lamana dei FusaiFusa risulta semplicemente incalzante, e procede con una ferma e delicata determinazione di brano in brano, conducendo l’ascoltatore in una danza di ritmi lontani eppure… talmente orecchiabili che sembra di conoscerli da sempre.
In questa musica hanno spremuto l’essenza di vari profumi: dalle sonorità mediorientali ai ritmi del Maghreb, da quella spirituale sufi all’elettronica. Certo non sono suoni tipici delle nostre afose e umide latitudini, e proprio per questo rimaniamo estasiati dalla magia compiuta da questi straordinari artisti di origini curda, tunisina e italiana. In questo album sembrano dirci con molta serenità: veniamo da lontano eppure siamo sempre stati qui! Ed è così, questi sette brani entrano subito sottopelle e iniziano a pulsare.

L’impresa magica e meritoria è opera di un trio in cui capeggia Ashti Abdo alla voce, saz (tembûr), percussioni, marranzano e fiati. Di origini curde, nativo di Aleppo, la sua passione per le musiche “altre” lo ha portato dalla sua amata terra d’origine al suditalia, passando tra mille progetti, anche da Faber. È un musicista decisamente trasversale che affronta con pari sapienza la musica tradizionale e quella popolare, l’elettronica e il jazz. Il percussionista tunisino Taha Ennouri suona batteria, percussioni ed elettronica. La passione per il rock e il reggae, la musica elettronica e il dub ne fa un musicista quanto mai eclettico e onnivoro, in grado di regalare a ogni brano una varietà ritmica sorprendente. Il terzo membro di FusaiFusa è il cantante e percussionista Ali Belazi, che rappresenta l’anima “spirituale” del progetto, grazie alla conoscenza della musica sufi. Nelle sue passate collaborazioni, sia in Tunisia che in Italia, ha sempre voluto combinare le proprie origini musicali con questa forma di canto. È da rilevare il contributo come “presenza pervasiva” sempre misurata e più che apprezzabile, in cinque brani su sette, di Federico Gueci al basso e al moog.

Lamana si compone di sette brani, tra cui un tributo a Franco Battiato. Il titolo del brano di apertura, Exodus, è programmatico, con un reiterato e pulsante incedere, sul quale si innesta una melodia subito cantabile. Suggestionato dal titolo e dall’ascolto, ripenso al romanzo di Abraham Yehoshua Viaggio alla fine del millennio, in cui un gruppo di viaggiatori proveniente da Tangeri porta con sé il calore, il profumo delle spezie, i culti anche ancestrali dell’Africa nera nella fredda, grigia e piovosa terra francese. Un incontro che cambierà la vita di entrambe le comunità nel 999 d.C. Perché gli incontri tra culture diverse avvengono da sempre! Il brano che dà il titolo all’album, Lamana, vede anche il maggior numero di collaborazioni: Abdallah Ajerrar alla voce e al guembri, Gianluca Sia al sax soprano e ai synths, Jalal Nader al saz e Mosaab Hamad al canto. Sono poco più di tre minuti, in cui gli strumenti tradizionali e a fiato si mescolano con un sapiente dosaggio elettronico per dare vita a un vero trip in salsa afro-maghreb beat. Alla parte più solare, melodica e ritmica si affianca quella più spirituale nei brani Fusaifusa, Hevala Evindar e L’ombra della luce. Il tempo ha una battuta di arresto, il nostro respiro si quieta, gli occhi si chiudono badando solo al respiro. Il tappeto sonoro elettronico risulta molto fertile per ciò che fanno i musicisti coi loro strumenti tradizionali. Il brano che omaggia il “musicista spirituale” per eccellenza di casa nostra, Franco Battiato, viene cantato in italiano e in arabo regalandoci brividi e pelle d’oca.  

Note a margine.
Terzultima nota. Quanto è difficile trovare un titolo originale per un brano! Così sorridiamo un po’ del fatto che il nome del gruppo e il titolo dell’album siano anche i titoli di due brani.
Penultima nota. Quello che dispiace di questo lavoro è la durata: solo 36 minuti! Avremmo prolungato almeno del doppio il piacere dell’ascolto.
Ultima nota. Il termine fusaifusa allude al mosaico fatto da tanti piccoli tasselli che compongono disegni suggestivi e sorprendenti con sapiente semplicità e ispirata poesia. Questo è Lamana!

Tracklist:
01. Exodus

02. Lamana
03. Bêrîvanê
04. FusaiFusa
05. L’ombra della luce
06. Mistikî
07. Hevala Evîndar

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