R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Inizio questa recensione con una confessione: non sono un grande estimatore di latin jazz. Ci ho provato molte volte, sono andato perfino nelle sale da ballo per vedere se l’impatto della musica suonata dal vivo avrebbe sortito qualche effetto, ma oltre al piacere della grande vitalità di questo genere… be’, poco altro si è mosso dentro di me.
Ho però trovato e provato degli “ascolti tangenziali” come Imaginary Cuba di Bill Laswell, che mi ha deliziato grazie alla preminenza data alle percussioni e ai ritmi africani tipici di certi rituali insulari.
Oppure il pianista argentino Horacio Gomez, (sfido a trovare più di qualcosa online!) con l’album CinematoGraphique, di cui ho apprezzato nelle composizioni l’uso sapiente dei campionamenti vocali ed elettronici combinati, in alcuni brani, con la rivisitazione della musica emblema del suo paese: il tango.

Così, quando il direttore della rivista mi propone di ascoltare Carrousel del gruppo El Comité non dico che storco il naso ma… ma che grande sorpresa!
Sul feeling e sul sound non si discute. I musicisti ci sanno davvero fare. Conoscono le proprie origini musicali: l’isola meravigliosa da cui provengono, Cuba, ma… non vogliono fermarsi sulla riva sabbiosa e bianca di quello splendido Mar dei Caraibi a sognare di terre e melodie lontane.
Loro in quei Paesi ci arrivano, assimilano, fanno tesoro di tutto quello che possono e poi mettono mano agli strumenti e ripartono questa volta per un viaggio tutto personale, che contiene comunque i colori e i modi musicali che hanno ascoltato in giro per il mondo. E allora il titolo dell’album, Carrousel, è una promessa mantenuta: assisterete a una parata che vi divertirà e vi stupirà.  
I membri di El Comité sono Carlos Sarduy alla tromba, Irving Acao al sax tenore e soprano, Rolando Luna e Harold López-Nussa alle tastiere, Gastón Joya al basso e al contrabbasso, Yaroldy Abreu alle percussioni, Rodney Barreto alla batteria.

Che cosa possiamo apprezzare di questo album? È presto detto. La sapiente miscela di generi che perdono il loro tradizionale connotato, per ritrovarsi in un contesto assolutamente differente, risultando quanto mai efficace.
Tra gli undici brani ad esempio, Alusión, “parla” jazz contemporaneo su cui i nostri innestano uno sghembo cha cha cha.
Carrousel, vede la partecipazione del celebre trombettista Ibrahim Maalouf. In questo caso la melodia ci catapulta ai tempi della musica barocca.
Wanna Feelin’ “rumbeggia” grazie al groove del percussionista ospite Pedrito Martinez. In questo caso il mood è decisamente quello tipico del latin jazz: tanta verve e divertimento, affiatamento e voglia di suonare e far ballare l’ascoltatore.
I nostri si concedono, invece, qualche minuto più lirico e dolce con Dance to hope: all’introduzione del pianoforte seguono l’assolo di tromba e la chiusa delle tastiere elettroniche.
L’album contiene anche due ottime rivisitazioni di brani piuttosto celebri: Wonderwall degli (ssshhh, diciamolo sottovoce: odiosi) Oasis condita in salsa latin, con gli immancabili assolo di sax tenore e tromba, seguiti dai chorus che all’unisono propongono il celeberrimo motivo.
Il secondo tributo, o rivisitazione, è il brano pop La Fama di Rosalía, una cantante piuttosto nota nei paesi sudamericani. L’arrangiamento fatto dai nostri sottolinea soprattutto l’aspetto più dolce della melodia.

Tante altre sorprese si susseguono in questo pregevolissimo album. Vi invito pertanto a farvi un giro nel Carrousel di El Comité. 

Tracklist:
01. Alusión (3:46)
02. Carrousel (3:36)
03. Wanna Feelin’ (4:42)
04. Dance To Hope (3:49)
05. Intro Wonderwall (1:14)
06. Wonderwall (3:36)
07. Tinajones (4:01)
08. Brainstorm Groove (3:49)
09. La Fama (3:17)
10. Toca El Cielo (4:56)
11. Jazz Plaza (4:26)

Foto © A Polak

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