I N T E R V I S T A


Articolo di Mariolina Giaretta

“Prova a lasciarti andare e a mescolare le tue emozioni con le mie… 
dilaterai il mio tempo avvicinandomi al traguardo dell’eternità…” 

Con queste parole una saggia e sapiente Signora che ha nome Storia della Danza, si manifesta a un bambino narrandogli le storie entusiasmanti e bellissime che lo condurranno a conoscere, vibrando di commozione, le vicende dei capolavori del balletto, dall’inizio del suo repertorio a oggi. E chi meglio di un fanciullo potrà a sua volta coinvolgere altri piccoli curiosi a inoltrarsi nelle appassionanti vicissitudini della storia del balletto?

Con questi intenti affascinanti e di preziosa sensibilità, uniti a una feconda capacità narrativa, Marta Cataliotti, palermitana, studiosa di danza classica e versatile scrittrice, ha pubblicato, a partire dal 2020, tre incantevoli volumi: C’era una volta…il ballettoDanza delle mie brame…Fidànzati di me…rivolti ai giovanissimi aspiranti danzatori. 

Ciascun testo tratta di una parte del repertorio del balletto con modalità diverse di racconto. Nei libri compaiono i titoli appartenenti ai differenti periodi storici: il Preromanticismo de La fille mal gardée, il Romanticismo di Sylphide e Giselle, poi il classicismo di Petipa-Ivanov alla corte degli Zar, tra cui i tre balletti čaikovskijani, per arrivare al primo Novecento dei Ballets Russes di Diaghilev e inoltrarsi successivamente nel repertorio del neoclassicismo e del balletto contemporaneo di George Balanchine, Frederick Ashton, Yuri Grigorovich, John Cranko, Kenneth Mc Millan e John Neumeier. Arricchiti da coloratissimi bei disegni, creati dall’autrice stessa così come li inventerebbe un bambino rapito e coinvolto dagli argomenti narrati, i volumi ripercorrono i temi e le trame dei grandi balletti, sottolineando i valori travolgenti dei sentimenti, della ricerca della felicità e dell’anelito di libertà che li pervadono. 

In concomitanza con la stesura dei suoi libri, Marta affianca anche delle lezioni di NarrAZIONEdanza attraverso delle dirette online e delle master class realizzate in presenza nelle scuole di danza del territorio nazionale. Vengono creati così incontri forieri di stimoli di movimento e di scambi emozionali, sostenuti anche dal disegno, per giovani desiderosi di conoscere e di interpretare, ciascuno con la propria manualità, gestualità e sensibilità – corpo, mente, anima dunque – l’intensità e la veemenza dei sentimenti evocati. Un’ulteriore proposta è anche rivolta agli insegnanti per prepararli a coinvolgere i loro allievi nell’analisi dei personaggi e al vibrato dell’interpretazione tecnica attraverso l’approfondimento dell’evoluzione artistica del balletto. Tutto ciò nella certezza che, incentivando la curiosità e la creatività, si potranno così favorire motivazioni e ispirazione attraverso la conoscenza della tradizione e, come naturale conseguenza, si consoliderà l’autentica cultura di danza e balletto del domani.

Signora Cataliotti, lei ha studiato danza classica fin da bambina e ha seguito studi universitari conseguendo una laurea in Scienze Politiche con un dottorato di ricerca al dipartimento di Sciences Sociales de l’Université de Toulouse. Tutto ciò è molto eclettico. Com’è nata l’idea di scrivere dei libri sulla storia del balletto rivolti a giovani lettori?
Il mio lungo percorso accademico traduce la mia attrazione per la ricerca storica. Questo atteggiamento ha caratterizzato anche il mio personale percorso coreutico vissuto tra lezioni in sala e letture inerenti la storia della danza che da sempre mi affascina. Ho un particolare trasporto anche verso i bambini (ho tre figli!) ai quali mi sono dedicata collaborando in corsi di danza creativa e propedeutica. Ho quindi unito le mie due grandi passioni: quella per la storia della danza e quella per i bambini. La scelta del libro per veicolare il progetto è frutto del mio spirito “antico” poco incline alle nuove tecnologie digitali e più propenso nel mantenere in vita preziose consuetudini culturali attualmente a rischio, come quella dello sfogliare un libro.

Come si è delineato, consolidato e organizzato in lei il percorso dei suoi tre volumi?
La trilogia NarrAZIONEdanza è frutto di un lavoro che si è sviluppato nel corso di tre anni, a partire dal 2020, l’anno della pandemia. In effetti è iniziato tutto per caso, senza prospettive. L’idea iniziale era quella di intrattenere a distanza i bambini con una modalità alternativa di lezione. Con dirette facebook settimanali ho iniziato un viaggio nel repertorio classico. Via via che il percorso andava avanti mi sono entusiasmata e la proposta si è strutturata. Ho raccontato trentanove titoli di repertorio in due anni: sono stati raccolti nei tre volumi che presentano l’incontro con quelle storie da tre punti di vista diversi: quello dell’insegnante, quello della Signora Storia della Danza e quello dei bambini.

Nei suoi seminari con quali modalità attua gli incontri con i bambini?
Si tratta di incontri in cui adopero diversi canali narrativi – parola, disegno, musica e gesto – che si alternano per coinvolgere e non annoiare i bambini. I video sono banditi. Ciò che desidero sollecitare al massimo è l’immaginazione e la fantasia per una immersione nelle storie del repertorio in profondità e con originalità in cui gli allievi diventano autori e insieme protagonisti dei titoli narrati.

L’importanza di unire il movimento danzato al disegno e all’ascolto della musica per ricreare le vicende e lo spirito dei balletti è certamente fonte di profonde sensazioni nell’animo dei piccoli, è un amalgama magico che crea afflati di sogno ma anche fiducia verso sé stessi e gli altri. Quando incontra i bambini in presenza, osservandoli, quali sono le rivelazioni per lei più inaspettate?
Mi colpisce sempre il loro stupore e il loro entusiasmo. Anche i più timidi e riservati si lasciano andare nello scoprire storie che pur essendo lontane nel tempo dimostrano un’attualità sorprendente. E i bambini assumono con serietà e gioia il ruolo di custodi e interpreti del passato che con questi incontri viene loro proposto. Si affrettano a disegnare i personaggi del passato per non farli scomparire e sono anche pronti a dare un nome alla Signora Storia della Danza dimostrando quanto in effetti siano vicini al mondo del repertorio, tanto da chiamarlo e farci amicizia.

Gli incontri sono pensati solo per i bambini?
No. Si può fare NarrAZIONEdanza con qualsiasi fascia di età. Anche con gli adolescenti e con i giovani è parecchio interessante e stimolante. Lo stile della narrazione ovviamente cambia e si adatta alle competenze di chi ascolta. Al principio tendo, con loro, a proporre una panoramica di storie e personaggi con lo scopo di far comprendere come il balletto sia specchio delle emozioni e come quindi la danza sia un prezioso e magico linguaggio per raccontare e per raccontarsi. Mi piacerebbe che i ragazzi creassero una personale relazione con il passato e ne cogliessero la preziosa eredità.

Come propone invece il lavoro agli insegnanti?
Alla luce delle positive esperienze di NarrAZIONEdanza raccolte in giro per l’Italia, da quest’anno ho deciso di rivolgermi anche agli insegnanti proponendo loro un week-end intensivo di approfondimento del mio progetto e quindi consegnare loro tutti gli strumenti per fare NarrAZIONEdanza nella loro scuola in perfetta autonomia e con continuità. Credo nel valore aggiunto che un percorso come questo può generare affiancandosi al consueto lavoro di formazione annuale.

Ogni volume termina con Invito alla Messa in Scena, in cui vengono caratterizzati, per carattere e livello interpretativo, tutti i personaggi dei diversi balletti presentati. Credo che questa analisi possa essere interessante per trasmettere al bambino la psicologia del personaggio con conseguente atteggiamento gestuale ed espressivo. Molto interessante per poi costruire, soprattutto a livello professionale, ciascun ruolo…
L’immedesimazione nel personaggio da danzare è un aspetto fondamentale per rendere veritiera l’interpretazione ed espressiva la danza. Nel mio piccolo è ciò che propongo, sia nella versione cartacea che negli incontri in presenza, tracciando un costante abbinamento tra carattere, forma, gesto e motivo musicale per ciascuna personalità narrata. Sicuramente si possono porre solide basi per un futuro approccio maturo e consapevole al ruolo da interpretare in palcoscenico. 


E a proposito di professionismo, il valore pedagogico dei suoi scritti, unito all’aspetto motivazionale dell’agire, potrebbe offrire nelle scuole di danza importanti incentivi sulla formazione di un futuro ballerino. Perché, a parer suo, tutto ciò viene a volte recepito da alcune scuole con difficoltà e con poca disponibilità ad aprirsi alla vera cultura?
Il mondo della danza, almeno in Italia, mi appare vittima di competizione e diffidenza. A questo aggiungo che spesso è il fattore tempo che l’insegnante mette avanti come ostacolo nell’intraprendere un percorso come quello da me suggerito. Ciò svela una preminente attenzione all’aspetto tecnico-atletico della formazione a scapito di un percorso di crescita e di educazione all’arte molto più ampio in cui, a  mio avviso, sarebbe opportuno investire per formare anime sensibili, non necessariamente étoile. Tra l’altro la proposta, proprio per l’importante traccia pedagogica che contiene, ha una operatività trasversale adattandosi ad altri contesti, che io stessa sto al momento esplorando, come le scuole e i centri culturali/librerie per bambini.

Progetti e volontà future? 
So di remare controcorrente, ma sono determinata e finché troverò lungo la strada anime affini, anche se poche, continuerò a fare la mia parte. Il sogno è che l’idea della NarrAZIONEdanza possa sempre più diffondersi nelle scuole private e che quindi lo studio della storia della danza, attraverso l’approccio multidisciplinare e motivazionale che io suggerisco, possa diventare la normalità, una costante occasione di crescita artistica per tutti gli allievi sin dalla propedeutica.


Chi ama la danza, il balletto e la cultura in generale, accoglierà sempre con entusiasmo il suo lavoro che dovrebbe far parte, come la musica e il teatro, del percorso scolastico di ogni livello cosicché maturi la coscienza del valore della danza che persino Socrate praticava ben consapevole della sua importanza formativa.

Buon lavoro, Marta, e in bocca al lupo affinché il suo insegnamento possa diffondersi sempre più e i suoi propositi possano diventare realtà.

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