R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Se c’è un genere permeabile ad altre forme musicali è il jazz. Fa da sempre scorpacciate di tutto quello che gli capita sotto i denti. Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, i DJ provenienti dalla scena hip hop vengono intercettati dalle nuove leve di musicisti, che indossano anch’essi scarpe da ginnastica, maglia da basket e cappellino da baseball.
La loro musica si arricchisce di campionamenti, scratch, beat e testi rap. Le collaborazioni danno vita a progetti seminali per gli anni a venire. Per citarne solo un paio: Branford Marsalis con Buckshot LeFonque e Bill Laswell coi suoi Material.
La ricerca sonora da parte dei DJ s’impone nei decenni come una vera e propria arte. Le collaborazioni tra la scena jazz e quella che oggi viene chiamata musica elettronica proseguono fino ai giorni nostri.

I progetti attuali più interessanti vedono la presenza di DJ Crush, DJ Logic, Murcof e Madlib (non sono gli unici, ma in questa sede non posso proporre un elenco lungo mezza pagina!). La complessità delle loro architetture sonore, la curiosità e il gusto musicale, la sapienza compositiva e la capacità di interagire coi musicisti fanno di ogni loro collaborazione un piccolo evento per gli appassionati di musica.
Salutiamo quindi con piacere e interesse il progetto DJ Rocca presents: Triorox Moods che viene pubblicato da Irma Records. Il trio è composto da Luca ‘DJ Rocca’ Roccatagliati che suona l’intero campionario di sintetizzatori, campionamenti, drum programming e flauto; Giovanni Guidi al pianoforte, Fender e sintetizzatori; Joe Rehmer al basso elettrico e ai campionamenti.
Dieci brani che vedono anche la presenza di alcune special guest come il trombonista Gianluca Petrella (da anni impiega l’elettronica, ascoltate i superbi Cosmic Reinassance e Cosmic Reinassance-Universal Language) che duetta con il Fender di Guidi nel brano Mirrors su di una base techno.
Il sassofonista Luigi Di Nunzio suona in Space Rain, nell’orientaleggiante Muniqi e nel sincopato e frenetico Sax and The City. Tre composizioni che propongono latitudini geografiche distanti l’una dall’altra: dallo spazio siderale a un Oriente proiettato nel futuro, alla frenesia urbana contemporanea.
Il trombettista Jacopo Fagioli si cimenta forse nel pezzo più notturno ed efficace dal punto di vista compositivo: Mood One. La tromba ci propone suoni davisiani con riverberi ed echi, cui fa da contrappunto il Fender di Giovanni Guidi.
Dan Kinzelman al clarinetto basso infonde invece calore a Next To Canada.
Un album che regala all’ascoltatore alcuni momenti interessanti, a fronte di un eccessivo impiego di basi techno, che sono nel complesso un po’ ripetitive. Le improvvisazioni dei musicisti, in alcuni casi, non sono state sufficienti a rendere le composizioni abbastanza efficaci.
Sarebbe stato necessario un ulteriore lavoro di editing della parte elettronica, perché l’album risultasse davvero stimolante. Ormai il campionario di suoni a disposizione dei DJ è praticamente illimitato, e con esso si possono realizzare mondi sonori vari e originali.
Ma, se la finalità di questo progetto è la discoteca o un lounge bar (ce ne sono ancora, vero?) allora tutto acquista un nuovo senso. Se invece DJ Rocca presents: Triorox Moods è destinato al semplice ascolto, allora palesa, come indicato, qualche limite.
Tracklist:
01. Mirrors (06:16)
02. Space Rain (04:38)
03. Mood One (04:33)
04. Angels (05:16)
05. Corea (06:58)
06. Mood Two (02:46)
07. Next To Canada (06:11)
08. Mood Three (04:41)
09. Muniqi (04:33)
10. Sax And The City (05:35)


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