I N T E R V I S T A
Articolo di Daniela Pontello
Nel cuore dell’estate italiana, a due passi dal Lago di Garda, prende forma ogni anno un festival che ha fatto dell’intimità, della qualità e della poesia la sua bandiera. È Tener-a-mente, che dal 27 giugno al 29 luglio 2025 torna per la sua 14ª edizione nell’Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera (BS).
Un luogo che non è solo scenario, ma parte stessa dello spettacolo. E un cartellone che sceglie, con rigore e passione, artisti capaci di lasciare un segno. Quest’anno più che mai.
«Io non ci sono mai stata, ma dalle foto mi ha affascinato profondamente», dico all’inizio dell’intervista con Viola Costa, direttrice artistica del Festival. Lei sorride, e conferma: «Dal vivo è ancora più straordinario. È un luogo raccolto, quasi un abbraccio. La distanza massima dal palco è di 40 metri, la minima di tre: chi è in prima fila si sente come in un concerto nel salotto di casa».

Anche il settore più economico – una gradinata semicircolare non numerata – dista appena 15 metri dal palco, con la vista che si apre sul lago e sulle colline. Un’esperienza che unisce natura, arte e ascolto.
Il programma di quest’anno è coraggioso. Non inseguito dai numeri, ma guidato da un’idea forte. «Abbiamo scelto artisti che non si sono mai esibiti in Italia o che mancano da anni», racconta Costa. «Non facciamo scouting. Non siamo alla ricerca del nuovo talento» precisa, «ma vogliamo dare spazio a grandi nomi internazionali spesso ignorati dal mercato italiano. Brandi Carlile, per esempio, non si è mai esibita qui, eppure ha 11 Grammy Awards. Lo stesso vale per gli Hermanos Gutiérrez o Finneas. Artisti noti nel mondo, ma che in Italia sono ancora tutti da scoprire».
Una sfida doppia, culturale e imprenditoriale: «ma necessaria per rimanere fedeli alla nostra identità e non cedere all’omologazione. Siamo un festival che si regge sulla vendita dei biglietti. Portare nomi nuovi è un rischio, ma è anche ciò che ci distingue. Non facciamo intrattenimento generico: cerchiamo musica che nasca da un’urgenza espressiva. E un pubblico che voglia davvero ascoltare». Tra gli ospiti anche: The The, Marcus King Band, Kamasi Washington, Bill Callahan, Morrissey, Anastacia, Mika, Antonello Venditti, The Kenny Wayne Shepherd Band e Vinicio Capossela.

I dati parlano chiaro: il pubblico c’è e, in effetti, ha risposto con entusiasmo. Sono già quattro i concerti sold out e sono stati venduti oltre 17.000 biglietti. Gli spettatori arriveranno da 43 Paesi: tra i più esotici, Bahamas, Malawi, Bielorussia, Costa d’Avorio e Emirati Arabi Uniti. Gli artisti con il pubblico più internazionale? Brandi Carlile e Hermanos Gutiérrez, con presenze da ben 33 nazioni ciascuno.
L’Italia resta centrale: il 65% degli spettatori arriva dalla Lombardia, con Brescia che da sola rappresenta il 41%. Le fasce d’età più presenti sono tra i 46 e i 60 anni e tra i 31 e i 45, insieme oltre il 70%.
Accanto alla musica, una presenza che ormai è simbolo: “Più Luce!”, evento gratuito dedicato alla poesia e curato da Paola Veneto, torna il 19 luglio con testi e sonorità ispirati al tema del viaggio. «Non è un’apertura del Festival, ma una festa della parola, del pensiero, del viaggio interiore – racconta Costa –. È poesia, sì, ma non solo D’Annunzio. Ci sono autori di tutto il mondo, voci contemporanee e classiche, da Kerouac a Kavafis, da Hesse a Calvino, lette e accompagnate da musica dal vivo. È forse il nostro gesto più poetico. E più politico. Ogni anno, 1.500 persone vengono ad ascoltare versi. Una rarità, in tempi in cui la poesia fatica a farsi spazio perfino sugli scaffali».

Una curiosità che strappa il sorriso e racconta molto: a Tener-a-mente si può venire anche con il proprio cane. “Posti-zampa” li chiamano: 16 per ogni concerto, con spazi dedicati, cuccia, ciotola, acqua e biscotti. «È una piccola coccola», dice Costa, «ma anche un gesto di civiltà. Qui ogni spettatore deve sentirsi accolto. E poi, D’Annunzio adorava i suoi levrieri…».
In un momento in cui molti festival riducono i programmi, Tener-a-mente rilancia. «Come diceva D’Annunzio: più alto, più oltre. Dal 2026, oltre all’edizione estiva nascerà una nuova programmazione stabile a settembre, a cui stiamo già lavorando», annuncia Viola.
Anche il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, conferma: «Ricevo talmente tante richieste da dover cedere spesso il mio posto per accontentare amici e sconosciuti che non riescono a trovare più biglietti…. Mi sembra il commento migliore per raccontare l’insaziabile successo di questo Festival».

A Tener-a-mente si viene per ascoltare, non per fare rumore: «Qui non si entra con la birra in mano. Non si chiacchiera sotto al palco. Ci si siede, si vive l’esperienza – racconta la direttrice –. Il paragone con altri contesti italiani è evidente. Da noi è tutto votato all’ascolto. Non è snobismo, è una scelta. La nostra. E chi ci sceglie, lo fa proprio per questo».
Un festival che si ascolta con attenzione. Che non cerca l’effetto, ma lascia un segno. E che anche nel 2025 promette emozioni vere, senza rumore di fondo.
Qui il programma completo.



Photo Ⓒ 1 Andrea Ripamonti, 2 Beck Peccoz, 3-4-5 Maurizio Andreola, 6-7-8 Antonio Martella.


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