L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Marco Cassé

Sabato 28 giugno 2025, l’Anfiteatro del Vittoriale ha accolto l’unica data italiana dell’Ensouled World Tour dei The The. Per i fan di lunga data, l’evento non è stato solo un concerto, ma un abbraccio atteso da oltre 25 anni: il ritorno in Italia di Matt Johnson con la sua band è stato potente, poetico e profondamente umano.
Tramonto sul lago, inizio del viaggio. La serata si è aperta con le note di Cognitive Dissident, mentre il sole calava dolcemente dietro le colline di Gardone Riviera. Le luci artificiali erano ancora spente: era la luce naturale del tramonto a tingere il palco, creando un’atmosfera intima e sospesa. Seguono Sweet Bird of Truth e Armageddon Days Are Here (Again), brani che hanno subito proiettato il pubblico in un mondo lirico, viscerale, tra critica sociale e introspezione spirituale.

È con This Is the Day che tutto cambia: Johnson guarda il pubblico e lo invita ad alzarsi. Da quel momento nessuno si è più seduto. La platea si è trasformata in un’onda di corpi in movimento, voci all’unisono, mani al cielo. Il concerto, da contemplativo, è diventato tribale. L’anfiteatro si è trasformato in un corpo unico, pulsante, che ha danzato e cantato fino all’ultima nota.

Accanto a Johnson magnetico sacerdote laico delle emozioni (voce e chitarra), la formazione 2025 dei The The ha visto:

  • Barrie Cadogan: chitarra solista, graffiante ma mai invadente
  • DC Collard: tastiere, architetto di atmosfere dense e cinematiche
  • James Eller: basso, struttura portante e anima funky
  • Earl Harvin: batteria, cuore ritmico e propulsivo

Il concerto si è sviluppato come una narrazione coerente, con brani tratti dal nuovo album EnsoulmentKissing the Ring of POTUS, Some Days I Drink My Coffee by the Grave of William Blake, Risin’ Above the Need — che si sono intrecciati naturalmente con pietre miliari del repertorio storico.

Tra i momenti più intensi:

  • Heartland, con la sua critica sociale ancora attualissima
  • Love Is Stronger Than Death, accolta da un silenzio carico di emozione
  • Where Do We Go When We Die?, riflessiva e struggente
  • Uncertain Smile, con un assolo di piano che ha rapito il tempo
  • Giant, scelta come chiusura, ha lasciato il pubblico in uno stato di trance e gratitudine

Scaletta

  1. Cognitive Dissident
  2. Sweet Bird of Truth
  3. Armageddon Days Are Here (Again)
  4. Heartland
  5. Kissing the Ring of POTUS
  6. Some Days I Drink My Coffee by the Grave of William Blake
  7. The Beat(en) Generation
  8. Love Is Stronger Than Death
  9. Where Do We Go When We Die?
  10. Risin’ Above the Need
  11. Icing Up
  12. Slow Emotion Replay
  13. This Is the Day
  14. The Sinking Feeling
  15. Dogs of Lust
  16. I’ve Been Waitin’ for Tomorrow (All of My Life)
  17. Infected
  18. Lonely Planet
  19. Uncertain Smile
  20. Giant

Quella sera al Vittoriale, con la sua bellezza sospesa nel tempo,  non è stata solo un’esibizione: è stata un rito collettivo, una riconnessione con le parole, la musica e le verità scomode che i The The continuano a offrire con integrità e profondità. Per chi c’era, sarà “quel” giorno — This is the day — che resterà nella memoria per sempre.

Photo Ⓒ Marco Cassé

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