R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Sarà un arazzo magnifico
Fatto delle più pregiate pietre
I rossi dei rubini, il giallo dello zafferano
Odorerà e ammalierà il piedi di ogni visitatore
(Il buon sarto Andalou)

-Bòna la prima?
-A quanto pare sì!
-Ma davvero, senza neppure una sbavatura.
-Eh già, neppure una. A volte l’alchimia è quella giusta, così quello che si produce risulta suonato “bene al punto giusto”.
-Quale sarebbe il “punto giusto”?
-Hai presente un’altalena?
-Bambini… su e giù… mamma che guarda apprensiva… sorrisi felici…
-Esatto, ma in questo caso immagina che sull’altalena ci siano un canguro e una farfalla White Peacock.
-Immagine quantomai bizzarra…

Tre musicisti in posizione davanti a una parete di mattoni, uno con un sassofono, uno seduto e l'altro con un tar.

-E ora ti spiego. Prendi due jazzisti australiani, rispettivamente un sassofonista e un contrabbassista, e un musicista iraniano che suona il tar.
-Tar?
-Un liuto iraniano a sei corde.
-Capito.
-E lascia che inizino ad andare su e giù su quell’altalena: dove uno lancia un’idea musicale, l’altro l’accoglie, la fa rimbalzare e la rilancia al collega.
-Così si fa in fretta a registrare gli album.
-Non penso proprio. Devi conoscere quello che stai suonando, anche se non lo conosci.
-Va bene, ho capito, inizi a fare il sofistico. Meglio se accendo il lettore e ascolto il loro lavoro.

C’era in quel vento
Un torpore di cicale sognanti
Sulle foglie di ligustro che sa di liquirizia
Ogni sospiro era quello perfetto

Un’introduzione, ci rendiamo conto, decisamente articolata, ma come rendere al meglio la magia che regala il magnifico album Tapestry pubblicato meritoriamente da Earshift Music.
Si tratta del secondo capitolo dell’avventura del trio Vazesh, iniziata con l’album The Sacred Key, giudicato da ARIA Award miglior disco del 2021 e risultato finalista nell’Art Music Award nella categoria della musica jazz/improvvisata.
Questo album è stato registrato in una sola giornata il 3 febbraio del 2020 da Lloyd Swanton che suona il contrabbasso, Jeremy Rose alle ance (sax tenore e soprano, clarinetto basso) e Hamed Sadeghi che suona il tar. Il risultato consta di quattordici tracce per la durata di poco meno di 58 minuti.
Musica che si produce attraverso una serie di brani della durata massima di poco più di quattro minuti, a eccezione di due di circa sette minuti, e dai titoli suggestivi ed evocativi: Zircon, Pistachio, Azure, Magic, Saffron

Non saranno le ricchezze a farti ricco
Non saranno i tramonti a farti vecchio
Saranno i ruggiti dei leoni che hai incontrato
Che ti hanno fatto vibrare di terrore e gioia
(Proverbio patafisico)

L’ascolto ripetuto, come nostra consuetudine, di questo album, ci ha permesso di addentrarci sempre più nel fitto tessuto musicale, organizzato dai tre musicisti. Si percepisce chiaramente, ad esempio, la grande sintonia che li muove e li sospinge in differenti direzioni.
Dove uno dei tre abbozza un’idea, subito gli altri sono pronti a raccoglierla e a svilupparla, grazie a un ascolto reciproco davvero mirabile. La misura e l’equilibrio di avvertono, come pure l’afflato mistico e quello poetico. Ogni composizione procede sicura eppure lieve, articolata e al contempo perfettamente godibile.
A farla da padrone nelle quattordici tracce sono per lo più sonorità che vagheggiano melodie mediorientali. Utilizziamo appositamente quel “vagheggiano” perché in realtà le improvvisazioni hanno l’indubbia qualità di estendere e ampliare la gamma espressiva di musica che altrimenti avremmo definito semplicemente etnica. In questo caso, invece, la grande abilità dei musicisti rende ogni brano una vera e propria delizia.

Attendiamo con grande curiosità il prossimo capitolo della produzione di questo trio, magari recuperando musica e melodie tradizionali del continente australiano?

Tracklist:
01. Zircon (04:40)
02. Lilac (04:33)
03. Rose (03:57)
04. Pagoda (02:16)
05. Pistachio (02:03)
06. Julep (02:41)
07. Magic (03:37)
08. Calabash (03:04)
09. Azure (03:40)
10. Demitasse (03:59)
11. Divan (06:58)
12. Pashmina (04:05)
13. Musk (04:50)
14. Saffron (07:32)

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