L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Daniela Pontello

The Who in concerto a Milano: una serata memorabile tra tributi, rock immortale e visioni del passato

Milano, 22 luglio 2025 – Il Parco della Musica ha ospitato uno dei momenti più intensi e significativi della storia recente del rock: la seconda tappa italiana del tour d’addio degli Who, The Song Is Over, ha regalato al pubblico milanese uno spettacolo emozionante e intriso di memoria. Pete Townshend e Roger Daltrey, entrambi sopra gli 80 anni, hanno dimostrato che l’energia e il talento non hanno età, confermandosi maestri assoluti della scena.

La serata si è aperta con un toccante tributo ad Ozzy Osbourne, la cui scomparsa è stata annunciata poco prima. La sua immagine iconica – vestito da pipistrello – ha campeggiato sugli schermi del palco, seguita dall’esecuzione di I Can’t Explain, il brano d’esordio della band nel 1964, dedicato proprio a Ozzy. Un momento silenzioso e commosso, accolto con rispetto da tutto il pubblico.

Vestito completamente di bianco, Pete Townshend ha fatto risuonare la sua chitarra con i leggendari movimenti “a mulinello”, mentre Roger Daltrey, in jeans e occhiali scuri, ha dato prova di una voce ancora solida e commovente, soprattutto nei passaggi più impegnativi di Love, Reign O’er Me e See Me, Feel Me. La scaletta ha ripercorso l’intera carriera degli Who, dai capolavori del primo periodo fino ai brani simbolo della loro opera rock.

Ad accompagnare Daltrey e Townshend sul palco:

  • Simon Townshend (chitarra ritmica)
  • Jon Button (basso)
  • Loren Gold (tastiere)
  • Scott Devours (batteria)
  • John Hogg (cori)

Devours, chiamato a sostituire Zak Starkey dopo un controverso avvicendamento, ha offerto una prova solida e rispettosa dell’eredità ritmica di Keith Moon.

I visual hanno saputo fondere presente e passato con efficacia: immagini d’archivio si sono alternate a riprese live, creando un ponte generazionale tra la Londra degli anni ’60 e il pubblico di oggi. Il monolite di Who’s Next è riapparso su Love Ain’t for Keepin’, mentre My Generation ha rivisitato l’iconografia mod in chiave emozionale.

Scaletta del concerto (22 luglio 2025):

  1. I Can’t Explain
  2. Substitute
  3. Who Are You
  4. Love Ain’t for Keepin’
  5. Bargain
  6. The Seeker
  7. Pinball Wizard
  8. Behind Blue Eyes
  9. The Real Me
  10. 5:15
  11. I’m One
  12. I’ve Had Enough
  13. Love, Reign O’er Me
  14. Eminence Front
  15. My Generation
  16. Cry If You Want
  17. See Me, Feel Me
  18. You Better You Bet
  19. Baba O’Riley
  20. Won’t Get Fooled Again
  21. The Song Is Over (bis finale)

Nessuna canzone post-anni ’80 nella scaletta, ma solo brani che hanno fatto la storia. Townshend ha introdotto The Seeker scherzando: “Questa l’ho scritta in una palude in Florida tra le zanzare, perfetta per il 2025”. L’urlo finale in Won’t Get Fooled Again ha visto Daltrey perfettamente in forma, seguito dal bis conclusivo con The Song Is Over, assente a Piazzola sul Brenta, ma simbolo di questo tour d’addio.

Prima di The Song Is Over, Townshend ha detto: «Questa è una canzone che non suoniamo da tanto tempo… forse da febbraio, quando abbiamo fatto casino al Teenage Cancer». E poi l’ha suonata. Un addio vero, ma pieno di dignità.

Sono tornata a casa con le orecchie che fischiavano e il cuore pieno. Gli Who non sono solo una band: sono un pezzo di vita, di storia, di cultura. Se questo è stato davvero l’ultimo concerto in Italia, allora è stato il congedo perfetto.

E ora, come cantano loro: “Don’t cry / Don’t raise your eye / It’s only teenage wasteland.”

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