R E C E N S I O N E


Recensione di Luca Onyricon Giglio

È noto come nel corso della sua carriera l’acclamato arrangiatore Mark Masters abbia scelto di esaminare maestri del passato come il trombettista Clifford Brown, il compositore Alec Wilder, il sassofonista Dewey Redman e il sassofonista contralto Lee Konitz. La magia degli arrangiamenti di Masters si riversa a pieno regime anche nella musica del pioniere del jazz d’avanguardia, Sam Rivers, in celebrazione del centenario della nascita del compositore/multi-strumentista con la pubblicazione di Sam Rivers 100 uscito il 6 giugno 2025 per la Capri Records, storica label di Masters stesso.

L’album celebra il debutto di Rivers come leader Fuschia Swing Song (Blue Note, 1965); tutti e sei i brani dell’album vengono riesaminati qui, insieme ad altri cinque brani del repertorio di Rivers, da un ensemble di 14 elementi che scava a fondo nelle composizioni sciolte e dalla struttura vaga, con musicisti disposti a rischiare e vincoli flessibili in termini di architettura formale dei brani.

Il disco si apre infatti proprio con il brano Fuchsia Swing Song, swing puro dove Harper si scatena e si disperde nel suo assolo articolato, Jeff Colella, al pianoforte, frena un po’ il suono, con un assolo conciso e controllato che sembra evocare lo spettro del pianista e compositore Ahmad Jamal. Il sassofonista Jerry Pinter è il successivo, che cerca di trasformare il suono in una potente sfida con Harper, mentre il batterista Kendall Kay suona con l’energia di un Art Blakey a metà carriera.

“Sono un fan di Sam Rivers da molti anni”, afferma Masters. L’idea di arrangiare la sua musica nacque quasi 20 anni fa, quando Masters portò Rivers, allora poco più che ottantenne, e il suo trio al Claremont McKenna College nell’ambito di una serie prodotta dall’American Jazz Institute.
“Ero incuriosito da quanto fosse diverso l’approccio di Sam alla musica nei diversi momenti della sua carriera. Ero attratto dalla sua musica ed ero determinato a farne qualcosa prima o poi.”

Sebbene Rivers fosse solitamente etichettato come un artista free jazz, questa definizione dimostra che le etichette sono, nella migliore delle ipotesi, inadeguate. Fuschia Swing Song era, nelle mani di Rivers all’epoca, e nelle numerose mani ora del Mark Masters Ensemble, un brano accessibile.

Così anche la sua Beatrice, uno dei brani più belli dell’opera jazz, viene ripresa decisamente bene e in linea con il concetto musicale dell’album. Qui si apre con un malinconico giro di pianoforte, l’assolo di Harper ha un’atmosfera ricca e raffinata e l’accompagnamento della band è sobrio con armonie gloriose. Se proprio dobbiamo scegliere un brano di Rivers, è proprio questo. Una rivisitazione di precedenti lavori dei Mark Masters Jazz Ensembles, in particolare Porgy and Bess, dimostra che Masters sa aggiungere un tocco feroce anche alle opere più sofisticate e mainstream.

Ascoltare Sam Rivers 100 dimostra che Masters sa spingersi verso il lato selvaggio e renderlo ancora più selvaggio, riportandolo comunque a un flusso meraviglioso e mainstream. Piuttosto che creare questo progetto scrivendo spartiti tumultuosi che rispecchiassero lo spirito e l’approccio di Rivers alle canzoni, Mark ha saggiamente scelto di interpretare le espressioni free-jazz di Rivers decostruendole per poi ricostruirle sulla qualità lirica delle composizioni infondendo con cura il tocco free-jazz negli assoli e lasciando la piena espressione del sassofono di Rivers all’eccezionale Billy Harper.

Un album intriso di storia del jazz, con arrangiamenti splendidi ed eleganti in un contesto da big band moderna, un ritratto scrupolosamente curato di un artista, visto attraverso gli occhi di un arrangiatore che si considera non solo un traduttore, ma anche un interprete.

Tracklist:
01. Fuchsia Swing Song
02. Cyclic Episode
03. Helix
04. Parts Of Speech
05. Point Of Many Returns
06. Beatrice
07. Downstairs Blues Upstairs
08. Calls Of The Wild
09. Paean
10. Ellipsis
11. Luminous Monolith

Photo © Shawna Sarnowski


One response to “Mark Masters Ensemble – Sam Rivers 100 (Capri Records, 2025)”

  1. […] meridionale, per registrare due album tributo. Il primo, Sam Rivers 100, di cui ho già parlato qui, è stato dedicato alla musica del compianto sassofonista in occasione del centenario della sua […]

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