R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Mohs. è un quartetto svizzero formato da Zacharie Ksyk alla tromba, Erwan Valazza sia alla chitarra che all’elettronica, Gaspard Colin al basso, Nathan Vandenbulcke alla batteria. L’album Baïne si compone di dieci tracce per la durata di una quarantina di minuti. Composizioni dove l’elettronica e la melodia dei brani vanno a braccetto. Sperimentazione delicata ed equilibrata che non indulge in inutili virtuosismi, ma che sollecita con delicata dolcezza l’ascoltatore. Un viaggio a tratti ipnotico che porta con sé echi delle sonorità di vari sperimentatori dell’elettronica come Jon Hassel, la prima traccia Baïne che dà anche il titolo al brano, ci ha ricondotto immediatamente nell’album Fourth World.

Stuck in Lagos utilizza ritmica e stilema africani proponendoli in una chiave meno “etnica”. La tromba dà ancora una volta la linea melodica da seguire alla chitarra, finché il suono non viene alterato elettronicamente.

Di queste terre farò dipinto
Di queste fronde donerò il profumo
Di nient’altro vorrò dirti
(J.T. Alexander, La comitiva curiosa)

Lovin’ U sviluppa un delicato e ripetitivo giro armonico in cui la chitarra e la tromba si trovano a dialogare ancora una volta poggiando sul beat, aprendosi nella seconda parte del brano. Il brano reggae Sur la Dune in cui il ritmo nervoso della batteria scandisce meticolosamente il tempo, offre una base per l’intreccio della chitarra riverberata e della tromba.

Ascoltando più volte le dieci tracce abbiamo notato alcuni elementi tipici della fusion anni Settanta, di cui alfiere fu il chitarrista Pat Metheny. Un approccio sapiente e al contempo rilassato, dove chi ascolta non sia in messo in eccessiva difficoltà ma si possa godere quanto viene suonato. Questo è uno dei pregi dell’album, che invita ad ascolti ripetuti.

Se assapori il nespolo
Con delicatezza staccalo
Dal palmo della mano

(J.T. Alexander, La costumanza dei modi)

Dolenti note…
L’immagine sul fronte e sul retro del cofanetto ritrae un paesaggio costiero dove si infrangono delle onde. L’interno contiene una foto dello stesso paesaggio. Fin qui tutto bene. I problemi li abbiamo avuti quando abbiamo cercato di decifrare il nome del gruppo e il titolo dell’album! La grafica è senz’altro molto interessante e suggestiva, non si discute, ma la comprensibilità ne è fortemente inficiata. Inoltre il corpo del lettering interno, se non si è dotati di una vista più che perfetta o di un buon paio di occhiali, è risultata per i nostri vecchi occhi troppo piccolo. Ci domandiamo che cosa abbia il gruppo contro la comprensibilità del proprio nome e del titolo dell’album?

Mohs.:
Zacharie Ksyk – tromba
Erwan Valazza – chitarra, elettronica
Gaspard Colin – basso
Nathan Vandenbulcke – batteria

Tracklist:
01. Baïne
02. Stuck In Lagos
03. Lovin’ U
04. Le Majordome
05. Candy Butcher
06. Sur la Dune
07. L’Éveil
08. Reverse Life
09. Pineapple
10. Louisiana

Photo © Julien de Preux

One response to “Mohs. – Baïne (BMM Records, 2025)”

  1. Avatar Riccardo Talamazzi
    Riccardo Talamazzi

    Bell’album davvero!

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