L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Natascia Caronte

Quando le luci si sono abbassate e Brian Fennell, musicista statunitense classe 1983, è salito sul palco, la sala si è zittita come se tutti trattenessero il fiato. Le prime canzoni hanno subito creato un clima intimo, quasi confidenziale. La sua voce, limpida e controllata, sembrava arrivare da molto più vicino di quanto fosse fisicamente. Alcune fan, soprattutto nelle prime file, erano visibilmente commosse già ai primi brani più delicati. SYML, con la sua naturalezza, sembrava quasi accorgersene: ogni tanto sorrideva, ringraziava, lasciava spazio alle emozioni senza mai forzarle. “SYML”, che in gallese significa “semplice”, riflette l’estetica essenziale e profondamente emotiva che caratterizza il suo lavoro.

La sua musica, costruita attorno a melodie pianistiche e atmosfere rarefatte, ha trovato un pubblico internazionale grazie a brani come Where’s My Love, diventato un successo globale anche grazie alla diffusione in film e serie televisive. Tra i titoli più apprezzati figurano anche Fear of the Water, I Wanted to Leave e The Day My Father Died, quest’ultimo tratto dall’album omonimo del 2023, uno dei progetti più personali dell’artista. Nel corso della sua carriera solista, SYML ha pubblicato diversi lavori, dal debutto del 2019 fino al più recente Nobody Lives Here del 2025.

Insieme a SYML c’erano i suoi compagni di viaggio: Brian Eichelberger al violino e tastiera, Kyle Moore alla chitarra e Matt MCCaughan alla batteria. A metà concerto, proprio mentre stava introducendo un brano più intimo, c’è stato un attimo di confusione. Una ragazza nella parte centrale della sala ha avuto un malore ed è svenuta. Il pubblico si è subito aperto per far arrivare i soccorsi, e SYML ha interrotto immediatamente l’esibizione. Per qualche minuto la musica si è fermata, ma la sala non ha perso la sua delicatezza. Quando tutto si è risolto, un applauso spontaneo ha riempito la Santeria, quasi a voler abbracciare la ragazza e ringraziare l’artista per la sua sensibilità.

Una delle parti più sorprendenti della serata è stata l’interazione diretta con il pubblico. SYML non si è limitato ai classici “come state?”, ma ha aperto veri e propri momenti di dialogo improvvisati. Le persone gli chiedevano: il significato di alcuni brani, come nascono certe melodie, aneddoti del tour. Lui rispondeva con un tono semplice, quasi timido, ma sempre sincero. A volte scherzava, altre volte si prendeva qualche secondo per trovare le parole giuste. Era come assistere a una conversazione tra amici, non a un monologo da palco.

Quando ha intonato gli ultimi brani, la sala era completamente sua. Non c’era più distanza tra palco e pubblico: solo un unico flusso emotivo. Le ultime note sono state accolte con silenzio, seguito da un applauso lungo, caldo, riconoscente.

Setlist:
Carry No Thing
Please Slow Down
Girl
Careful
I was Stone
Mr.Sandman
Symmetry
The bird
True
WDWGILY
When the party’s over
I Wanted To leave
Flags*or*Heartbreakdown
You and I
TWLOTM
Sweet Home/believer
Meant to Stay Hid
Heavy Hearts
Ferar of the water
Nobody lives Here
Where’s my love

immagini sonore © Natascia Caronte

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