R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Ecco la trentasettesima produzione per nusica.org, associazione culturale che promuove e supporta artisti innovativi: Sambèło da ròcoło del gruppo Anatemah. Il trio è composto da Alessandro Fedrigo al basso elettrico fretless, Michele Tedesco alla tromba, flicorno e trombino, Gian Ranieri Bertoncini alla batteria e all’elettronica. Il gruppo per l’occasione ha chiamato un chitarrista del calibro di Frank Martino, che ha sempre fatto dell’esplorazione tra generi la propria cifra stilistica. Suono potente, energico e nervoso il suo, sempre in bilico tra rock (hard, metal, noise), jazz, avant, dark jazz e… crossover insomma!    

C’è la macchina dello sgraffiatore
E quella del soffiatore di lupini
Mettendole insieme, sai che cosa ne viene?
Un tremendissimo ululato tutto da sgranocchiare
(J.T. Alexander, Quando la macchina smise di masticare)

Anche se i titoli dei brani sono molto ironici il gruppo non scherza affatto! Non c’è traccia dello spirito sornione, ad esempio, di un Frank Zappa o di un Daniele Sepe. Il quartetto Anatemah ha un assetto compatto, produce un suono molto affilato, dinamiche precise e nette che infliggono di continuo sferzate all’orecchio dell’ascoltatore. Una continua sollecitazione con cambi di ritmo e accenti, mood che variano a ogni traccia. Album che preme sull’acceleratore brano dopo brano.

-Taci, t’ho detto, taci e va’ innanzi.
-Ma io ho fame e ho mangiato solo un tozzo di pane
-E il resto, quello che ti avevo dato?
-Un tizio ha mollato il cane che s’è sbranato tutto quanto.
-Questo è un bel casotto.
-Bello? Semmai brutto
(J.T. Alexander, Sambèło del boja can)

Dàghei apre le danze con un marcato jazz rock, la tromba infuocata trascina si intreccia con la chitarra graffiante, mentre le ritmica sferraglia. Casòto si apre in modo più sospeso: tastiere e drumming elettronico dilatano lo spazio entro cui si muove la tromba. Alcuni lavori del bassista e produttore Bill Laswell possono aver ispirato questo brano e il finale lasciato al basso fretless di Alessandro Fedrigo ne raccoglie forse il testimone. Rénto e frasche paga pegno nell’incipit al Miles Davis elettrico, giusto un pegno che è come un pugno per ottenere quel groove che permette di scagliarsi tutto quello che sta loro davanti. Le corde affilatissime di Martino fanno fare un salto carpiato nell’hard rock. Con No s’ciàpo de osèi il gruppo di prende un breve momento di rilassamento, si fa per dire. Gli effetti elettronici, che vengono applicati anche alla tromba, e il suono morbido del basso vengono affiancata dal suono secco della batteria. Un contrasto davvero efficace.  

Sambèło da ròcoło contiene suggestioni e ritmi, tra acustica ed elettronica. Un viaggio al termine dell’essenza umana, nel solco di una tradizione che fa del dialetto una porta d’accesso all’invisibile, che ci siamo sentiti matericamente addosso. Plauso al gruppo e a nusica.org che segna un altro prezioso tassello del proprio catalogo.

Tracklist:
01.
Dàghe! (04:44)
02. Casòto (03:45)
03. Àspexe (05:25)
04. Tàsi e tira (03:42)
05. Rénto e frasche (05:54)
06. No s’ciàpo de osèi (02:53)
07. Pan e sałado (03:54)
08. S’ciòpo con rincuło (03:25)
09. Moła el can (05:21)
10. Ła guardia forestàłe (03:29)
11. Àreo el tordo (05:27)
12. Mimetizà (03:13)

Una risposta a “Anatemah – Sambèło da ròcoło (nusica.org, 2025)”

  1. […] di Dell’Anna è completato da Alessandro Fedrigo al basso elettrico – leggi qui e qui – e da Luca Colussi alla batteria – vedi qui, qui e infine qui – con la produzione e la […]

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