L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin

Continua con forte coinvolgimento la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Vicenza che riesce a fondere un notevole interesse nelle proposte che coprono il periodo barocco, il classicismo, fino a giungere al Novecento. Per indisposizione del maestro Giuseppe Mengoli la serata ha visto una variazione con la presenza di Filippo Lama come konzertmeister e la giovanissima e talentuosa Yuki Serino al violino.
Il programma è parzialmente modificato con il Concerto n. 5 in La maggiore per violino e orchestra che sostituisce quello n. 3 in Sol maggiore: un concerto che vede Wolfgang Amadeus Mozart come protagonista.

La giovane violinista romana, vincitrice da poco del secondo premio e del premio del pubblico all’International Mozart Competition, è a suo perfetto agio; la serata si apre con il Concerto per violino e orchestra n. 5 in La maggiore K 219.
La maestria della giovine violinista si manifesta al meglio, esprimendo ciò che Mozart stava introducendo, cioè l’autonomia e la definizione della possibilità timbriche di alcuni strumenti, come violino e pianoforte, che in questo periodo prendono una propria definizione e vengono valorizzati.

La forma-sonata inizia la sua enunciazione proprio con Mozart e  vedrà il perfezionamento con Beethoven, l’Orchestra la esegue con attenzione sottolineandone i virtuosismi attraverso la guida sicura di Filippo Lama.
La sinfonia n. 25 in Sol minore K 183 è una delle opere giovanili del musicista austriaco e propone già il vigoroso forte e influente tema esposto nell’Allegro con Brio che poi verrà ripreso nei successivi movimenti. Si definisce anche qui la forte caratterizzazione dell’autonomia della sinfonia che trova nel ‘700 la sua forma quasi definitiva che verrà poi ripresa dagli autori romantici e per poi rivelarsi a fine ottocento con delle forme smisurate (Bruckner e Mahler).

Una serata che scalda gli animi con una musica che sa riunire in se la messa in atto di diversi stili musicali e valorizza, come ricorda Giovanni Bietti nel libro La musica della luce: Dal Flauto magico alla Nona Sinfonia, riferendosi al ‘700: “… il contrasto  tra il modo minore e il modo maggiore, una delle caratteristiche fondamentali del sistema tonale classico.”

Foto dell’Orchestra del Teatro Olimpico per gentile concessione dell’Ufficio Stampa della Società del Quartetto di Vicenza.

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