L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Natascia Caronte

La serata al Magnolia si apre con un’aria elettrica: il ritorno di Marlon Magnée come solista, un artista che rientra nel proprio corpo dopo anni trascorsi a guidare l’universo caleidoscopico di La Femme. Quando sale sul palco, non c’è teatralità superflua. C’è invece un’energia grezza, diretta; un paesaggio sonoro che mescola rockabilly, punk, cold wave e psychobilly psichedelico. È un linguaggio personale, riconoscibile. Il concerto ruota attorno al suo album d’esordio Dark Star. Il set dura circa 75 minuti. Le influenze sono evidenti — Velvet Underground, The Stranglers, The Cure, Gainsbourg. Marlon tiene la tensione altissima, quasi come se fosse un DJ set live suonato interamente da lui. L’effetto ipnotico è esattamente quello cercato, un mix tra un rave psichedelico e una performance d’arte contemporanea.

Il Magnolia, con la sua dimensione raccolta nella sala interna, annulla ogni distanza. Marlon non rimane “sul palco”, ma si proietta costantemente verso le prime file. Chi sta davanti si trova a pochi centimetri da lui, immerso nel suo carisma un po’ folle e molto fisico. La sensazione è quella di partecipare a una festa privata piuttosto che a un concerto formale. Visivamente ipnotico. Luci stroboscopiche, fumo denso e Marlon che si muove come un dandy elettrico con un’estetica molto curata ma volutamente “sporca”, tipica del suo stile trasgressivo. Accompagnato da un polistrumentista/sound Engineer fidato ricorda molto i momenti più alti dei live dei La Femme, ma con un tocco più cupo ed elettronico.

Il pubblico è composto da persone che sembrano uscite da un video della band: outfit ricercati, occhiali da sole scuri anche dentro e molta voglia di sperimentare, un mix tra fan storici della band francese e curiosi attirati dal passaparola sul suo nuovo sound. Un muro di suono che non ci permette di stare fermi. Alterna francese e inglese con naturalezza, mantenendo quell’attitudine punk che lo contraddistingue. Marlon, un frontman che sembra uscito da un film degli anni ’70 non si risparmia, interagendo con le prime file e trasformando il Magnolia in un club parigino underground.

immagini sonore © Natascia Caronte

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