L I V E – R E P O R T


Articolo di Alessandro Tacconi, immagini sonore © Daniela Pontello

Un pubblico delle grandi occasioni e appassionati ha stipato il locale Santeria 31 venerdì 17 aprile per un concerto di oltre due ore completamente sold out, anche per la gioia dell’organizzatore Ponderosa, che li ha riportati in Itala dopo il successo di gennaio a Perugia, per una doppia replica nel capoluogo lombardo e a Bologna. I Tortoise sono considerati uno dei gruppi musicali più influenti degli ultimi quarant’anni, emergendo dal mare magnum di quello che viene definito “post rock” (ah, queste dannate etichette!). Il gruppo ha avuto un impatto di vasta portata sulla scena musicale contemporanea su decine e decine di gruppi. La loro musica attinge e generi differenti perfettamente assimilati e rielaborati: minimal, trance music, krautrock, soundtrack, noise, dub, industrial,jazz rock…
Per il concerto milanese la formazione era composta dagli storici membri del gruppo Dan Bitney, John Herndon, Douglas McCombs, John McEntire e James Elkington che ha sostituito in maniera più che lodevole Jeff Parker.

Hanno pubblicato il loro nuovo album Touch (il primo inedito del gruppo dal 2016!), questo autunno: il 24 ottobre 2025. Il nuovo disco è stato prodotto da International Anthem e Nonesuch Records, due etichette che hanno sempre fatto della ricerca musicale la propria cifra stilistica: ogni direzione inconsueta è la via privilegiata. Il singolo principale Layered Presence unisce un ritmo malinconico a un tema melodico risonante e introspettivo. L’album riconferma quello che per anni il gruppo ha affermato con forza senza concedersi a facili compromessi: scomporre, riassemblare, riproporre in forma organicamente e sonoramente differente. Si tratta di un continuo spostamento del suono dall’elettrico all’elettronico, dal suono pulito a quello saturo e disturbante di matrice industrial. Pulsano i beat e il doppio drumming in cui si inanellano le linee di synth che confluiscono in strumenti liquidamente percussivi come il vibrafono.

Il concerto rinuncia a qualsiasi orpello visual e si concentra unicamente sulla qualità del suono. Le composizioni sono dei racconti che trasportano ogni volta in una storia differente. I musicisti, che non hanno certo l’aspetto dei rocker, semmai di nonni, imbracciano più strumenti. I cinque musicisti sono infatti degli abili polistrumentisti: è perfino divertente vedere come si scambiano gli strumenti a ogni brano. La chitarra, ad esempio, può rievocare atmosfere da film western all’italiana (perché li si chiama “spaghetti western” se vi si mangiano fagioli e salsicce?!), incardinandosi nel doppio drumming che s’intreccia ai synth o al vibrafono. Le tastiere prediligono linee oblique creando sospensioni e tensioni.

Per la scaletta del concerto milanese il gruppo ha proposto, oltre ad alcuni brani dell’ultimo album, alcuni di quelli celebri: Night Gang, Monica, In Sarah, Mencken, Christ and Beethoven There Were Women and Men, I Set My Face to the Hillside, Promenade à deux, Vexations, Works and Days, Layered Presence, Ten-Day Interval, Gigantes, Axial Seamount, Crest. Per i bis: Prepare Your Coffin, Dot/Eyes. I Tortoise sono tornati in Europa dopo quasi 10 anni per una serie di spettacoli a gennaio e aprile 2026. Sono previste alcune partecipazioni a festival estivi e in autunno.

Immagini sonore © Daniela Pontello

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