L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore © Daniela Pontello
Mercoledì 24 giugno 2026 il Circolo Magnolia di Segrate ha accolto uno dei concerti più attesi della programmazione estiva: il live dei Múm, collettivo islandese che da oltre vent’anni rappresenta una delle voci più originali dell’elettronica sperimentale europea. Il Magnolia, con i suoi alberi e l’atmosfera sotto le stelle, è stata la cornice perfetta per il loro sound magico e malinconico. La data milanese rientra nel tour estivo della band, che torna in Italia a pochi mesi dal giro autunnale dello scorso novembre, sempre a supporto dell’ultimo album History of Silence, un disco arrivato dodici anni dopo il precedente e pubblicato a ventotto anni dalla nascita del progetto.

Formatisi nel 1997, i Múm hanno attraversato numerose trasformazioni, ma sempre fedeli alla propria identità, una miscela di ricerca sonora, delicatezza melodica e sperimentazione elettronica. Dall’esordio Yesterday Was Dramatic, Today Is OK ai successivi Finally We Are No One e Summer Make Good, considerati da molti capolavori del genere, la band ha costruito un immaginario unico. Oggi la formazione vede sul palco i fondatori Gunnar Örn Tynes e Örvar Þóreyjarson Smárason, affiancati dalla cantante Sigurlaug Gísladóttir (Mr. Silla) e dal percussionista finlandese Samuli Kosminen. Una line‑up “snella”, come spesso accade nei tour recenti, ma capace di restituire tutta la complessità del repertorio.

Nonostante il caldo quasi tropicale, un giugno che sembrava agosto, la platea del secondo palco si è riempita rapidamente, in attesa dei Múm, che sono saliti sul palco intorno alle 21.30. Il cuore del concerto è stato History of Silence (2025), un album che esplora il silenzio come spazio di respiro, come materia viva che modella la musica. I Múm alternano strumenti tradizionali e toy instruments, loop, glitch, melodie infantili e atmosfere oniriche, costruendo un paesaggio sonoro che sembra respirare. Sul palco non si limitano a suonare: scambiano gli strumenti, sperimentano con i suoni campionati sul momento, sorridono ed evocano immagini. I brani scorrono come piccole storie sussurrate. Le voci, fragili, infantili, quasi trasparenti, si intrecciano con strumenti che sembrano uscire da una soffitta: armonium, toy keyboard, percussioni minute, oggetti che diventano ritmo. L’elettronica non domina mai: pulsa, vibra, si insinua. È un organismo vivo, non un effetto.

La scaletta ha intrecciato i brani del nuovo album con i capisaldi del repertorio come Green Grass of Tunnel, ancora oggi clamorosa, un manifesto della loro estetica; We Have a Map of the Piano scelta come chiusura, The Colourful Stabwound dal penultimo Smilewound (2013); Miss You Dance uno dei brani più emotivi della seconda fase della loro carriera. Sigurlaug Gísladóttir, che divide le linee vocali con Örvar, ha confermato una presenza scenica solida e personale: una voce più “normale” rispetto alle gemelle Valtýsdóttir, ma perfettamente integrata nel nuovo corso della band.
Il live dei Múm al Magnolia non ha puntato su effetti scenici o artifici visivi: è stato un concerto di suono, di dettagli, di sfumature. Una performance che ha ricordato perché il collettivo islandese è considerato un ensemble di culto da quasi tre decenni: per la capacità di trasformare fragilità, silenzi e micro‑gesti in un’esperienza emotiva potente. Il ritorno della band a Milano è stato un viaggio attraverso la loro storia e il loro presente: un concerto multiforme, intimo e sorprendentemente vitale. Una serata che ha confermato come, anche dopo tanti cambiamenti, la band continui a cercare nuove strade senza perdere la propria anima.











immagini sonore © Daniela Pontello





![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)
Rispondi