R E C E N S I O N E


Recensione di Sabrina Tolve

Con Animalerie, Sandri (al secolo Michele Alessandri) realizza il lavoro più completo della sua giovane carriera. Pubblicato per Pioggia Rossa, il disco è un viaggio in tredici capitoli che si muove tra cantautorato, rock, folk e improvvise distorsioni, mantenendo sempre una fortissima identità narrativa. Il titolo è già una dichiarazione d’intenti: se in lingua francese animalerie indica un negozio di animali, nella rilettura italiana diventa un neologismo, uno spazio dove convivono istinto e fragilità, rabbia e tenerezza. Animalerie vive di crepe, imperfezioni e spontaneità. Le canzoni sembrano nascere direttamente dalla terra da cui provengono, tra campi, animali, ricordi e paesaggi quotidiani che diventano metafore esistenziali. È un disco profondamente umano, costruisto su un linguaggio fatto di immagini, dialetto, natura e continue oscillazioni tra dolcezza e rumore.

Il cantautorato di Sandri dialoga con la tradizione italiana senza mai sembrare nostalgico. Possiamo cogliere echi di Dalla, Ivan Graziani, Andrea Laszlo De Simone e perfino delle aperture più visionarie dei Verdena, ma tutto viene filtrato attraverso una sensibilità estremamente personale. Anche la produzione contribuisce a questa autenticità. Molti passaggi conservano la freschezza della presa diretta, lasciando respirare strumenti e voce senza eccessive rifiniture. È una scelta che rende il disco vivo, quasi tattile, capace di trasmettere l’urgenza con cui queste canzoni sembrano essere nate. Il filo conduttore dell’album è la ricerca di una casa – luogo e rifugio dove far convivere tutte le nostre contraddizioni. Gli animali diventano continuamente simboli dell’istinto, della vulnerabilità e della libertà, mentre la campagna assume i contorni di un paesaggio interiore.

L’apertura dell’album, con Canta n°1, è sorprendente: una ninna nanna in dialetto romagnolo che introduce immediatamente il legame con la terra e con le radici. È un ingresso delicato ma già capace di definire l’universo poetico dell’intero disco.  Boy resta qui dà già un respiro diverso: alterna dolcezza e inquietudine, raccontando il bisogno di trovare un rifugio in mezzo al caos quotidiano. Il mago e l’indiano segue con essenzialità, costruendo una riflessione sull’amore come esperienza tanto salvifica quanto destabilizzante. Nina rappresenta uno dei momenti più poetici del disco – è una dichiarazione d’amore verso la terra e il senso di appartenenza. Il rapporto con il paesaggio diventa qui parte integrante dell’identità. Cose esplose, tra i singoli che hanno anticipato l’album, racconta come l’affetto e la vicinanza possano diventare un riparo dalle difficoltà della vita – segue Intermezzo 3, breve parentesi strumentale che permette al disco di respirare.

Neanche il tempo di una réclame pt.2 è invece una delle tracce più sospese e malinconiche del disco. L’arrangiamento minimale mette completamente al centro la voce e le immagini evocate dal testo. Continuiamo con Ninnananna della siepe, un’altra ninna nanna, ma questa volta più inquieta e oscura. Bye Bye Samurai / Vite è uno dei brani più rappresentativi del disco: sporco, terreno, attraversato da una forte componente istintiva, sintetizza perfettamente il dialogo continuo tra uomo e natura. Miss A. (pezzo per lei) si concede qualche apertura più rock, mentre il testo mantiene quella spontaneità che caratterizza tutto l’album. Notte dell’abbaiare di un cane è uno dei vertici narrativi del disco: attraverso una successione di immagini notturne apparentemente semplici, Sandri costruisce un piccolo racconto sospeso tra memoria, contrasti e quotidianità. Longiana, penultimo brano, è profondamente legato alle proprie radici. Chiude la title track  Animalerie, che chiude il viaggio riportando tutto al punto di partenza. Le “animalerie” diventano stanze dove convivono tutte le emozioni che il disco ha attraversato.

Animalerie costruisce lentamente un mondo sonoro riconoscibile, fatto di dettagli, immagini e piccoli gesti quotidiani che finiscono per assumere un significato universale. Sandri dimostra una maturità sorprendente nella scrittura, riuscendo a fondere tradizione cantautorale, ricerca sonora e sensibilità contemporanea. Il risultato è un album vivo, imperfetto nel senso più bello del termine, rendendo questo lavoro una delle chicche assolutamente più interessanti del nuovo cantautorato italiano.

Tracklist:
01. Canta n°1
02. Boy resta qui
03. Il mago e l’indiano
04. Nina
05. Cose esplose
06. Intermezzo 3
07. Neanche il tempo di una réclame pt2
08. Ninnananna della siepe
09. Bye bye samurai/vite
10. Miss A. (pezzo per lei)
11. Notte dell’abbaiare di un cane
12. Longiana
13. Animalerie

Foto © Marcella Magalotti

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