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Edda e Marok – Noio; volevam suonar. (Contempo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

E chi lo fa un disco così sincero e genuino di questi tempi? Nessuna strana aspettativa, semplicemente Edda in tutta la sua originalità e il basso del grande Marok. Non state a cercare, il “discone” dell’anno, studiato e pensato a fondo, non fa parte delle loro corde né tantomeno di chi li apprezza e segue da sempre. Sì perchè se sei cresciuto con questi due intriganti musicisti che tanto hanno cavalcato la nostra cara musica italiana un po’ sotterranea, non puoi aspettarti altro che un meraviglioso tributo tra amici, un po’ schizofrenico, tutt’altro che ordinario, massima espressione di creatività e un po’ di follia, praticamente… un capolavoro.

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Gianni Maroccolo Senatore a vita – intervista a Edda e Marok

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Il suono di Marok e le liriche di Edda: due imprinting molto riconoscibili, due talenti singolari che si sono uniti dando vita ad un album Noio; volevam suonar. Inarrestabile il fermento musicale di Gianni Maroccolo che anche questa volta sceglie l’amore per la condivisione. La sua sensibilità e genialità musicale è arte prolifica, che si snoda in percorsi musicali condivisi anche al di fuori del “disco perpetuo” Alone il cui quarto capitolo “Mente” è uscito da pochi giorni. Altrettanto inarrestabile il flusso compositivo di Edda, che emerge senza freni in totale libertà, un’esplosione senza alcun compromesso. Sempre emozionante nella voce, in alcune liriche particolarmente toccante. Gianni Maroccolo e Stefano Edda Rampoldi, in piena quarantena, creano uno spazio artistico completamente libero, preparano un disco e decidono di regalarlo. Un disco dove si spazia dai centri sociali, ai Matia Bazar, dai mantra a Claudio Rocchi, passando per Don Backy. Di questo loro dono parla questa intervista, buona lettura

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Cristiano Godano – Mi ero perso il cuore (Ala Bianca/Warner Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Dopo una lunghissima carriera nei Marlene Kuntz, Cristiano Godano sente il bisogno di abbandonarsi ad una parentesi solista, un po’ come chiudersi in una stanza privata dove smontare pezzo per pezzo il proprio io, osservandone ogni aspetto per poi ricomporsi secondo canoni più slegati e trasparenti. Già durante il lockdown, seguendo le dirette facebook, avevo notato un cambiamento in lui, più voglia di esprimersi, di comunicare col suo pubblico con animo sincero. Probabilmente la grande ammirazione che il musicista e compositore piemontese nutre per il grande Nick Cave gli è stata di ispirazione nel suo rapporto con i fan, o forse più semplicemente ha intrapreso un percorso interiore molto sofferto che lo ha portato ad una nuova consapevolezza. Ricordavo Cristiano come un personaggio dall’apparenza “costruita”, il modo di proporsi trasmetteva la cognizione della sua straordinaria cultura e conoscenza quasi intimidendoti, contribuendo inconsapevolmente a porlo, insieme a Manuel Agnelli, tra i personaggi inscalfibili della scena detta “indipendente” italiana.

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Gianni Maroccolo – Alone vol. IV – Mente (Contempo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Non abbiamo nulla da invidiare alla musica internazionale, il nostro bel paese ha un ventaglio di musicisti di altissimo livello anche se purtroppo non abbastanza riconosciuti o valorizzati per il resto del mondo. Ma noi ne andiamo fieri e capita anche che il più grande bassista italiano abbia da due anni un progetto solista che prevede di ospitarne buona parte in ogni suo disco, dandoci così la possibilità di godere dell’estro che ognuno di loro porta, arricchendo in modo sempre più originale questo suo intenso disco perpetuo. Gianni Maroccolo, il fondatore dei Litfiba e dei C.S.I., oltre che bassista dei Marlene Kuntz tanto per citare le fasi più importanti della sua carriera, è un musicista perennemente ispirato, con una creatività in continuo divenire, a tal punto che dal 2018 ha concepito l’idea di una serie di pubblicazioni semestrali intitolate ‘Alone’ e ora è uscito per Contempo Records anche questo bellissimo ‘Volume IV’.

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Luca Gemma + Volwo feat. Edda – Prima di parlare (2020)

   V I D E O


Articolo curato da Luci

La storia personale ed artistica di Luca Gemma è variegata e interessante. A fine anni ’70, quando con la famiglia ha raggiunto la Germania in cerca di fortuna, ha vissuto sulla sua pelle il fatto che essere italiani significava occupare, insieme ai turchi e agli jugoslavi, l’ultimo gradino della scaletta sociale, con tutte le pesanti discriminazioni che ne conseguivano, pur essendo bianchi, europei, scolarizzati. Ritornato in Italia, prima di approdare alla musica è passato attraverso diversi lavori, la svolta è arrivata nel 1990 quando, insieme al cantautore Pacifico, ha creato il gruppo folk rock dei Rossomaltese.
Negli anni la sua carriera si è arricchita di numerose collaborazioni autorali ed il suo esordito da solista è avvenuto nel 2003. Un percorso che si è arricchito, nel 2015, con la pubblicazione di un disco completamente registrato in inglese, a coronamento del desiderio di portare la sua musica oltre i confini nazionali. 
In attesa dell’uscita, entro la fine del 2020 del suo prossimo lavoro, Luca ha realizzato una nuova versione di ‘Prima di parlare’ già presente nell’ultimo album ‘La felicità di tutti’.


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Edda @ Santeria Toscana 31, Milano – 28 marzo 2019 [opening Manitoba]

L I V E R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Alessandro Pedale

Arrivo al Santeria che i Manitoba sono nel pieno del loro set. La band toscana, uscita un anno fa con “Divorami”, ci dà dentro alla grande col suo rock potente e di chiara derivazione nineties. Sicuramente bravi ma è una proposta che, declinata in quel modo, mi lascia indifferente.

In fondo al locale, nel frattempo, vicino al banchetto del merchandising, un Edda visibilmente gioviale e su di giri, è intento a salutare e ad abbracciare chiunque gli si presenti vicino, tanto che più che un artista prossimo a salire sul palco, appare come un padrone di casa intento a trattenere gli ospiti. Riflesso naturale di un processo di maturazione e direi di quasi ringiovanimento, che nel giro di poco meno di dieci anni lo ha fatto passare da un quasi completato processo di autodistruzione ad una definitiva rinascita artistica.

Inutile parlare di lui come dell’ex cantante dei Ritmo Tribale. Inutile anche cercare segni di una possibile reunion coi suoi ex compagni (che da pochissimo sono tornati, con ottimi risultati, a scrivere canzoni), men che meno aspettarsi che ripeschi qualche episodio del suo passato durante i concerti. Arrivato al quinto disco, Stefano Rampoldi non ha perso un briciolo della sua sana follia, quel suo essere perennemente sopra le righe e fuori dai ranghi, ma allo stesso tempo appare un uomo in pace con se stesso e, soprattutto, pacificato con il proprio mestiere di musicista (che è davvero un mestiere, ormai, visto che da qualche anno è tornato a fare il professionista a tempo pieno).

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Edda – Fru Fru (Woodworm label, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Thomas Maspes

Edda sa come farci godere. E non solo con le dita (“Guarda come sono fatta…fammi godere con le dita”). E sa anche come sorprenderci. Lo fa benissimo con questo suo nuovo disco, un’evoluzione di quel Graziosa Utopia uscito un paio d’anni orsono. Ci sorprende e ci dona piacere con il suo gusto sempre azzardato di saper cantare con quel timbro di voce beffardo e irriverente, che nella mia mente spesso associo a quello di una persona che ti sussurra all’orecchio frasi sconce per farti arrossire o per darti quella piccola scossa di piacere che poi attraversa tutto il tuo corpo. Ma per poter ottenere questo risultato ci vuole complicità. E allora Edda veste i suoi versi intrisi di una sessualità spinta e non convenzionale, con degli abiti dai colori sgargianti, abiti pop, “sgarzolini”, per l’appunto “fru fru” (lui dice che adorava mangiare dei biscotti così leggeri che venivano propriamente chiamati così).

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Mauro Ermanno Giovanardi “la mia generazione tour” @ Santeria Social Club, Milano – 10 maggio 2018

Articolo di Simone Nicastro immagini sonore di Stefania D’Egidio

Doveva essere una festa e una festa in effetti è stata. Il “Giò” è tornato nella sua Milano per una data del “La Mia Generazione Tour” (a seguito dell’album omonimo dell’anno scorso – recensito qui – e tra l’altro inserito anche nella mia classifica dei migliori album del 2017) con l’intento non solo di celebrare dal vivo quel decennio musicale fenomenale che furono gli anni 90 in Italia, ma di condividerlo sul palco proprio con molti di quegli artisti che lo resero grande e fondamentale (come fatto sul disco del resto).
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Edda, Giorgio Poi, Gazzelle, Canova – Le tante facce dell’indie @ Woodoo Fest, Cassano Magnago, 23 Luglio 2017

Articolo di Marco Mazzucchelli, Immagini sonore di Stefano Rescaldani

Il Woodoo Fest, ormai alla sua quarta edizione, è sempre stato un’ottima vetrina per i gruppi emergenti e un’opportunità per vedere in che direzione il panorama indie si sta muovendo.

Domenica sera la line up comprendeva infatti Giorgio Poi, Gazzelle, i Canova (tre gruppi giovani con all’attivo un solo disco) ed Edda, che invece è tutto tranne che un novellino, ma che evidentemente è stato inserito nel maxi-contenitore della musica indie dagli organizzatori.

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