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Gianni Maroccolo

Gianni Maroccolo: Alone è anche inteso in italiano, l’aura che c’è intorno ad ogni persona [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

È uscito per la Contempo Records Alone Vol. 2 – Abisso di Gianni Maroccolo, secondo capitolo del “disco perpetuo”, che vede le collaborazioni di Marco Cazzato, Michele Bernardi, Mirco Salvadori e diversi ospiti: Angela Baraldi, Howie B., Marina Rei, Alessandra Celletti, Adriano Viterbini, Beppe Brotto, Andrea Cavalieri, Francesca Bono, Life in The Woods. L’argomento è il naufragio della F174 nel Natale del 1996. Una nave di legno sovraccarica all’inverosimile di persone provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka affonda causando la morte di 283 persone. In viaggio verso la morte questi passeggeri, attraversano le fasi della speranza della partenza, ma anche la paura, il sovraffollamento, gli odori di umanità e di mare e poi l’acqua che entra, la speranza dell’aiuto che si risolverà invece in tragedia. L’abisso, forse non è solo quello in cui sono caduti i migranti, ma la non sensibilità di chi li mette in quelle condizioni, l’abisso della non conoscenza…. È potente questa idea di Gianni Maroccolo, una scelta carica di umanità, ed in un momento in cui Gianni raramente rilascia interviste, ho il privilegio di parlare intensamente con lui di questo suo nuovo capitolo musicale. Buona lettura

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Deproducers : la magia dalla scienza attraverso la musica, passando per le arti visive

C O N F E R E N Z E


Articolo di E. Joshin Galani

In uscita il 5 Aprile DNA opera del collettivo musicale Deproducers (Gianni Maroccolo, Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Max Casacci) in collaborazione con AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Il collettivo Deproducers esce con il primo lavoro Planetario nel 2012 con la sua esplorazione del cosmo e degli astri. A seguire nel 2016 Botanica, il linguaggio segreto delle piante. In questo 2019 arriva DNA, i cui contenuti sono scientifici: la nascita della vita, le cellule, le loro modificazioni. Preziose le collaborazioni una con il filosofo Telmo Pievani per la raccolta dei testi raccontati, e come voce narrante nel disco (un racconto in realtà è letto da Eugenio Finardi). Pievani, affiancherà nei live i musicisti, narrando i singoli brani. A completare questo lavoro, le immagini di quello che viene definito “il quinto del collettivo” Marino Capitanio che ha curato la parte visuale, traducendo in disegni, animazioni i contenuti dei testi.

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Angela Baraldi – Tornano sempre (Woodworm, 2017)

 

Articolo di Luca Franceschini.

Negli ultimi anni Angela Baraldi si è occupata soprattutto di impreziosire con la sua voce progetti di altri artisti. Dalle collaborazioni con Giorgio Canali (il duetto su “La solita tempesta” nell’ultimo disco in studio del cantautore emiliano, nonché il tributo ai JoyDivision che i due portano in giro ormai da diverso tempo) a quelle con Massimo Zamboni relative al repertorio dei C.S.I, sfociate più recentemente in “Breviario partigiano”, il prodotto che ha riportato in vita la storica formazione, pur senza Giovanni Lindo Ferretti alla voce, e sotto il monicker di Post C.S.I.

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Stazioni Lunari – Carroponte, Sesto San Giovanni (Mi), 21 luglio 2016

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Articolo di Giovanni Carfì, immagini sonore di Andrea Furlan

Giovedì 21 luglio, seconda data per il decennale del progetto ideato dal pianista, compositore e arrangiatore Francesco Magnelli; la cornice è quella del Carroponte di Sesto San Giovanni.
Il progetto ruota intorno alla figura della cantante fiorentina Ginevra Di Marco, unica presenza fissa sul palco. Intorno a lei, alcune postazioni sopraelevate accolgono differenti ospiti, che possono liberamente interagire con improvvisazioni, armonizzazioni o, se a loro aggrada, anche restando fermi.

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Post-CSI – Breviario partigiano (Tannen records/Universal 2015)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Ascolto l’album e necessito di cinque minuti buoni in cui rimettere in sesto i pensieri, prima di scriverne a riguardo.
Sono cresciuta e maturata ascoltando i CCCP. Quando ho iniziato ad ascoltarli, erano già finiti, avevano già dato i natali ai CSI e ai PGR, ma ovunque posassi l’orecchio e ogni ascolto mi concedessi, tutti e tre i gruppi mi hanno sempre dato l’impressione di essere estremamente coerenti con sé stessi, come se ci si approcciasse all’infanzia, all’adolescenza e poi alla maturità di un essere con una personalità propria che continuava a dire quel che c’era da dire, senza mezzi termini, con una posizione ben precisa che accoglieva la mia negli estremismi della gioventù. E del mio presente, anche.

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Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi – Vdb23 / Nulla è andato perso (Ala bianca, 2015)

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Articolo di Nadia Merlo Fiorillo

Via dei Bardi 32, a Firenze, è l’indirizzo della nascita dei Litfiba fondati da Gianni Maroccolo, anima della band fiorentina, produttore dei CCCP, bassista dei CSI prima e dei PGR poi, dei Marlene Kuntz e producer di Diaframma, Yo Yo Mundi e Statuto, tra gli altri. Marok è stato la storia della migliore cultura underground musicale italiana e sigillo di importanti progetti indipendenti, quando ancora il termine indie possedeva una reale vocazione alternativa, storia che nelle sue intenzioni doveva confluire in un disco solista, Vdb32 – Storie di un suonatore indipendente.

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