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Gianni Maroccolo

Post-CSI – Breviario partigiano (Tannen records/Universal 2015)

Digipack 01

Articolo di Sabrina Tolve.

Ascolto l’album e necessito di cinque minuti buoni in cui rimettere in sesto i pensieri, prima di scriverne a riguardo.
Sono cresciuta e maturata ascoltando i CCCP. Quando ho iniziato ad ascoltarli, erano già finiti, avevano già dato i natali ai CSI e ai PGR, ma ovunque posassi l’orecchio e ogni ascolto mi concedessi, tutti e tre i gruppi mi hanno sempre dato l’impressione di essere estremamente coerenti con sé stessi, come se ci si approcciasse all’infanzia, all’adolescenza e poi alla maturità di un essere con una personalità propria che continuava a dire quel che c’era da dire, senza mezzi termini, con una posizione ben precisa che accoglieva la mia negli estremismi della gioventù. E del mio presente, anche.

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Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi – Vdb23 / Nulla è andato perso (Ala bianca, 2015)

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Articolo di Nadia Merlo Fiorillo

Via dei Bardi 32, a Firenze, è l’indirizzo della nascita dei Litfiba fondati da Gianni Maroccolo, anima della band fiorentina, produttore dei CCCP, bassista dei CSI prima e dei PGR poi, dei Marlene Kuntz e producer di Diaframma, Yo Yo Mundi e Statuto, tra gli altri. Marok è stato la storia della migliore cultura underground musicale italiana e sigillo di importanti progetti indipendenti, quando ancora il termine indie possedeva una reale vocazione alternativa, storia che nelle sue intenzioni doveva confluire in un disco solista, Vdb32 – Storie di un suonatore indipendente.

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