C O N F E R E N Z E


Articolo di E. Joshin Galani

In uscita il 5 Aprile DNA opera del collettivo musicale Deproducers (Gianni Maroccolo, Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Max Casacci) in collaborazione con AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Il collettivo Deproducers esce con il primo lavoro Planetario nel 2012 con la sua esplorazione del cosmo e degli astri. A seguire nel 2016 Botanica, il linguaggio segreto delle piante. In questo 2019 arriva DNA, i cui contenuti sono scientifici: la nascita della vita, le cellule, le loro modificazioni. Preziose le collaborazioni una con il filosofo Telmo Pievani per la raccolta dei testi raccontati, e come voce narrante nel disco (un racconto in realtà è letto da Eugenio Finardi). Pievani, affiancherà nei live i musicisti, narrando i singoli brani. A completare questo lavoro, le immagini di quello che viene definito “il quinto del collettivo” Marino Capitanio che ha curato la parte visuale, traducendo in disegni, animazioni i contenuti dei testi.

Ma che cos’è DNA? E’ la storia che tutti gli esseri viventi hanno in comune, dalle prime cellule ai temi più affascinanti della genetica con mutazioni positive e negative. E’ il valore della ricerca, delle risposte che ognuno cerca quando la mutazione è negativa e si presenta la malattia, il percorso di miglioramento di se stessi che passa dalla conoscenza. Non è un concerto musicale, non è una conferenza scientifica, è molto di più, è un momento di divulgazione, nell’interesse delle persone perché questo problema tocca un po’ tutti. Ci parla di questo progetto Vittorio Cosma:

Questo gruppo è nato come collettivo musicale, mi piaceva confrontarmi con musicisti in Italia che avessero inventato un suono, dopo tanti di produzioni e cantautorato. Mi piaceva capire cosa si poteva fare di nuovo, fare ricerca… ho coinvolto i miei amici, abbiamo suonato musica libera. Per questo progetto abbiamo trovato un tema, qualcosa di esterno a noi, una sintesi tra quattro capoccioni, siamo quattro amici con limiti e leggi. Abbiamo quindi allargato il campo, da quattro musicisti a qualcosa di oggettivo: la scienza vera. Abbiamo cercato gli scienziati  le persone che conoscevano l’argomento, e questo connubio funziona bene, il lato emotivo che veicola dei messaggi rigorosi, profondi. Siamo al terzo disco e siamo stupefatti. Il percorso fatto fino a qui ci ha fatto incontrare una fondazione, che, in maniera intelligente, ha captato di cosa stavamo  parlando. Il nostro esperimento che sembrava dovesse durare solo un capitolo, si è protratto e siamo molto felici di poter parlare di genetica,  dna e cancro in maniera onesta, oggettiva, scientifica, il nostro ringraziamento per l’AIRC Associazione Italiana Ricerca per il Cancro, che ci dato la possibilità di fare musica liberamente ma anche divulgazione, raccontare qualcosa in più su un problema che tocca un po’ tutti. Siamo un gruppo di auto aiuto di musicisti âgée, ma con tanto entusiasmo di stare insieme e fare musica. Ora si è allargato il collettivo, volevamo fare uno spettacolo che non avesse solo questi due elementi, c’è un quinto membro che da oggi fa parte del collettivo, un po’ come i Gorillaz, che riesce a far passare concetti così profondi ed emotivi con la parte visiva: Marino Capitanio. La sfida per DNA era di parlare, partendo dal punto di vista rigoroso scientifico, di dove derivano le mutazioni, sia positive come l’evoluzione della vita sulla terra, ma anche delle modifiche negative come il cancro.

Vittorio Cosma presenta il filosofo Telmo Pievani come il front man di DNA, il loro Freddie Mercury:

Non siamo ancora andati in scena ma questo progetto è stato fin qui un’esperienza bellissima. Ciascuno dei 9 brani è nato intorno ad un progetto scientifico. Ci siamo trovati in studio di registrazione, in momenti creativi e dinamici, discutendo di scienza ed origini della vita, delle mutazioni genetiche, cancro, evoluzione…  I brani nascevano con questi discorsi, ma non come colonna sonora dei racconti fatti nel disco, sono compenetrati, questa è una cosa eccezionale. L’altra esperienza bellissima è stata assistere alle prove generali, fanno litigi molto filosofici, di altissimo profilo, sull’oggettività! In questi giorni è nato proprio l’amalgama di questi tre linguaggi: le musiche, i miei racconti che si inseriscono nelle musiche, e la parte visuale molto emozionante di Marino. C’è magia, non esistono nemmeno a livello internazionale progetti così innovativi nel format. La scienza è sempre stata raccontata in modi tradizionali, qui il passo è avanti, è il futuro. Lo spettacolo dovrebbe dare ad un pubblico non abituato – quello dei teatri o dei giovani – l’essere sorpresi. Entrando nella narrazione, la divulgazione arriva verso un pubblico che non se lo aspetta e che ha un messaggio implicito: la ricerca e la cultura scientifica sono Cultura con C maiuscola, fanno parte del patrimonio, dobbiamo rispettarle, conoscerle e così come si va ad una mostra d’arte, si va a condividere un discorso legato alla scienza. Nel caso di AIRC è anche un discorso legato alla promozione ed al supporto della ricerca di base per arrivare attraverso la curiosità e la serendipità, trovare anche terapie innovative che ci permetteranno di rendere sempre più curabili i tanti tumori che ci aggrediscono. Questo è lo spirito del progetto.

Questa idea non sarebbe nata se non ci fossero stati dei dati, delle verità profonde. I Deproducers si sono avvalsi di consulenze scientifiche, grazie alla collaborazione di un grande ricercatore sulla genetica in Italia, il Professore Pierpaolo di Fiore:

Il divertimento che nasce da questa situazione è quello di poter rendere fruibile il messaggio scientifico. La spaccatura che si è verificata tra l’esistenza di una cultura umanistica ed una scientifica, sono elementi che abbiamo bisogno di superare. Non esiste una differenza sostanziale tra le culture, sono forme del sapere, sono attività umane che tendono a cogliere, fotografare la stessa cosa con prospettive diverse. Il problema è come sintetizzare questa cosa. La spaccatura è antica, filosofica, sintetizzare è molto difficile. Forse l’uovo di Colombo è l’arte, è una tradizione del sapere umano, esattamente come il pensiero umanistico; anche l’arte persegue la voglia di fotografare e comprendere la realtà, usando lenti diverse da quelle che usa il filosofo e da quelle che usa lo scienziato. Ha un quid differente, che parla direttamente alla componente emotiva e profonda, ancestrale, limbica, il sistema più antico del nostro cervello. Riesce quindi a parlare a tutti quanti, agli scienziati, a chi ha una mentalità rigorosa a chi ce l’ha più creativa, a chi non capisce niente di scienza e letteratura e filosofia. Tutti possono essere colpiti dal messaggio dell’arte quindi forse l’arte è il luogo per ri-sintetizzare tutte queste esperienze, riportandole in modo in cui non sia più l’intelletto a dare la conoscenza, ma che sia l’emozione a far nascere la voglia di conoscenza.

Nei live troveremo l’anima ritmica di Simone Filippi alla batteria e percussioni; con lui hanno collaborato al disco Simone Padovani – percussioni, Tullio de Piscopo – batteria su “Abiogenesi e “Storia Compatta della Vita”, Coro Mongioje diretto da Ezio Vergoli – cori su “Caso e Necessità” e “Cellula”, Eugenio Finardi – voce narrante.

Gianni Maroccolo ci parla della casualità e della composizione di un brano:

La casualità, la ragione principale per cui faccio parte di questo collettivo. Cercavo altro e casualmente ho incontrato loro, tutto mi aspettavo, tranne che un progetto del genere in quel momento della mia vita. Nella composizione il momento più bello nel processo creativo è la prima gemma, quello che crea l’humus di una composizione, tutto ciò che accade dopo mi interessa sempre meno. Poi però lo devi finalizzare, qualsiasi sia il mondo sonoro artistico che decidi di percorrere, devi metterci la testa. Con questo non intendo razionalizzare a priori ma dare un senso a quello che fai. Nel momento in cui parte il momento di ispirazione (ognuno di noi quattro lo vive in maniera completamente diversa) parte ovviamente da qualcosa di istintivo, che sei costretto a razionalizzare. Parti da una suggestione che ti ispira, credo che questo abbia a che fare con la sensibilità di ognuno di noi, anche la trasmutazione della suggestione iniziale. Queste suggestioni che sono comuni per tutti, sono però nella realtà e nella pratica compositiva, vissuta in maniera diversa da ognuno di noi 4. Si viene a creare un’alchimia dove ognuno viaggia in questo percorso, in base alla sua sensibilità. E’ la cosa più bella per il collettivo musicale, non sono processi automatici; chi suona da trenta, quarant’anni vive di piccole certezze, che fanno parte dell’esperienza accumulata in anni. Per me è stato difficile fare un sacco di passi indietro, non è  semplice da spiegare.

Riccardo Senigallia spiega il processo creativo di DNA:

Su DNA abbiamo deciso di avere per la prima volta i testi; sui testi finiti, abbiamo deciso di fare delle composizioni musicali. Da quel momento abbiamo rimesso tutto in gioco, può succedere qualsiasi cosa, anche che il testo sparisca. Sul brano DNA abbiamo eliminato il testo perchè Max ha fatto una fantastica composizione elettronica, ha sintetizzato tutto con quattro basi, abbiamo sentito che la cosa migliore da fare era quella, tenere una base totalmente elettronica, che poi noi abbiamo ri – interpretato. I testi sono fatti di frasi molto scientifiche, razionali, che diventano poetiche più di qualunque tipo di approccio sentimentale artistico o letterario, sono cose che non scriviamo noi, ci vengono suggerite… è poesia! Nel primo disco “Planetario” era scommessa da novizi, più un esperimento, l’approccio è stato fare prima musiche e poi i testi. In “Botanica” il lavoro è stato di testi e musica. In questo nuovo progetto “DNA” ancor di più un lavoro organico di testo e musica che apre scenari interessanti.

Molto curato il packaging del cd, formato 17×17, carta da zucchero con una bella catena dell’acido desossiribonucleico. All’interno troviamo delle schede (volendo staccabili) con infografiche dei temi trattati nelle canzoni. Un’altra accortezza per rendere fruibili concetti scientifici in maniera chiara ed accattivante.

Tracklist DNA:

01) Abiogenesi

02) Storia compatta della vita

03) Caso e necessità

04) DNA

05) Suite cellulare

– cellula

– monocellulare / pluricellulare

– nascita del sesso

– suicidio cellulare

06) L.U.C.A.

07) Cancro

08) Serendipità

Ecco i primi appuntamenti del  tour.

BRESCIA, 9 aprile – Teatro Grande

ROMA, 11 aprile – Parco della Musica

MANTOVA, 18 maggio – Food and Science Festival