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Nonesuch records

Devendra Banhart – Ma (Nonesuch, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Un dipinto ad olio raffigurante alcuni abbozzi di fiori colorati, su sfondo nero, con qualche sfumatura blu. Così si presenta il decimo album del cantautore Devendra Banhart, uscito il 13 Settembre con l’etichetta Nonesuch Records. Ma, l’album, racchiude in una semplice cover, realizzata dallo stesso Banhart, tutto il suo significato. Ma, come “mamma”. E, forse, sono proprio i fiori a rappresentare nel modo più appropriato il legame tra una mamma e la vita del suo bambino che, piano piano, germoglia dentro di lei. Quelli disegnati da Devendra sono di diverse forme e dimensioni, alcuni si slanciano verso l’alto, altri hanno le foglie pendenti verso il basso. Un po’ come qualsiasi rapporto tra madre e figlio. Ma la madre raccontata da Banhart in questo album ricco di allusioni, simboli e allegorie, assume molteplici sembianze. Senza avvicinarsi mai completamente al tema della maternità, il cantante lo contempla da più prospettive, riprendendolo in ognuna delle tredici tracce che compongono l’album.

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The Black Keys – Let’s Rock (Nonesuch Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Una storia pura, semplice, di quelle classiche da film.
Due amici, una cantina e un registratore a far da cornice a Dan Auerbach e Patrick Carney, nati e cresciuti nella cittadina di Akron, uniti dal destino quasi per caso. Nel 2001 Dan prenota lo studio di registrazione per la sua band, i The Barnburners, ma dei componenti non si presenta nessuno. Così Pat prende la palla al balzo, come quei treni della vita da prendere assolutamente, e scende le scale del suo scantinato, prende due bacchette e inizia una jam session rullando sulla batteria improvvisando e dando vita alla prima canzone targata Black Keys.

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Robert Plant – Carry fire (Nonesuch records, 2017)

Articolo di Giovanni Tamburino
1968: l’alba di una band destinata a cambiare definitivamente il corso della musica. Esorditi come rapida sostituzione degli Yardbirds, i Led Zeppelin hanno preso in mano il destino del rock, per poi modellarlo e accompagnarlo oltre le decadi e persino oltre loro stessi (onore e gloria a te, John Bonham).

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