Foja @ 75 Beat. Milano, 16 Gennaio 2014

Postato il Aggiornato il

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Live report a cura di Micol De Falco e Nadia Merlo Fiorillo

Band nata nel 2006, i Foja sono una delle realtà musicali partenopee più interessanti degli ultimi anni e il loro folk-rock, declinato nelle tante sfumature della melodia napoletana, ne identifica il sound e la creatività in modo esemplare.

Per chi non è avvezzo all’idioma di Partenope, ‘a foja è la foga, un’energia prorompente che esalta l’animo, quella nevrotica vitalità tipica di Napoli e del nostro tempo che i Foja esprimono nella loro musica già dagli esordi, datati 2009 – anno d’uscita del loro EP autoprodotto “Se po’ sbaglia’” –  e conclamata nel loro primo album, “’Na storia nova” del 2011, con cui hanno riscontrato un clamoroso successo.

Il 2013 è l’anno del loro secondo disco in studio, “Dimane torna ‘o sole”, accolto in maniera straordinaria dal pubblico e anticipato dal singolo “’A malia”, incluso nella colonna sonora de “L’arte della felicità”, film d’animazione presentato alla Mostra del cinema di Venezia per la regia di Alessandro Rak, che firma da sempre i video dei Foja.

Attualmente sono in tour e il live report che vi presentiamo è la cronaca entusiasta del loro recente concerto al 75Beat di Milano.

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Milano a volte, ma che dico, spesso non è propriamente accogliente. Piove assai da stamattina e ho la tosse.

Coraggiosa, ma consapevole, so che anche da sola questa serata non la voglio perdere.

Il 75 beat è fricchettone e colorato e stasera accoglie tante persone. Mi rendo subito conto che l’accento è familiare, le S trascinate, le E aperte e i dittonghi ampliati. Stasera ci sono i Foja e dopo diversi anni ancora mi stupisco di quanto la musica di casa, quella suonata col cùore, riesca ad abbattere barriere spaziali.

I Foja si sentono a casa – si vede – e per due ore ci torniamo pure noi, mica serve Italo.

Partono sicuri, non tengono i pezzi famosi per ultimi, ché tanto qui cantano tutti tutto.

E così come prima canzone, la chitarra di Dario Sansone intona “A malia”, della colonna sonora del film di animazione “L’arte della felicità”.

Si ride, si parla in dialetto, forzandolo un po’, quasi a volerlo sottolineare che siamo tutti cumpagn’, si balla, si battono i piedi a tempo.

Saluto facce conosciute… “Anche tu a Milano?”

Intanto la batteria incalza e “Vita” si fa notare per ritmo e armonia.

Sono di parte, me lo ripeto mentre sul palco, si alternano pezzi del vecchio e del nuovo album. E sono di parte anche  tutti quelli che sono qui, a coprire la voce di Dario con le loro, a cantare “O sciore e o’ vient” e a dedicare alla città che ci tiene stretti una “Tu m’accir”.

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E sono di parte anche quando sul palco sale Claudio Gnut Domestico, fratello adottivo ormai del gruppo e coprotagonista di un progetto parallelo, i “Tarall&wine”, che ruba il cantante sudato e movimentato giusto il tempo di ricordarci che l’importante è che stamm bbuon.

La serata finisce tra scalette cambiate, canzoni su richiesta, improvvisazioni.

‘O fridd ncuoll, e mica per il clima.

Sorrido a tutti ormai e tutti sorridono tra loro.

Sono di parte, me lo ricordo per l’ultima volta. Poi penso che ho passato tutto il concerto a fianco a due milanesi doc, che cantavano a squarciagola in un napoletano buffo.

E allora un po’ davvero penso che sta città, pioggia freddo e tutto, calore da darmi ce l’ha sempre.

E poi sicuro “Dimani torna ‘o sole

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Foto di Andrea Furlan

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