Eugenio in Via di Gioia – Lorenzo Federici (Libellula, 2014)

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Eugenio in Via Di Gioia cover

Articolo di Eleonora Montesanti

Lorenzo Federici, il primo lp dei giovani torinesi Eugenio in Via di Gioia – uscito a dicembre dopo il già fortunato Ep Urrà (2013) – potrebbe benissimo racchiudere il risultato di un’analisi antropologica sulla società odierna e sulla condotta degli individui che vi abitano. Insomma, per dirla in soldoni, ascoltare Lorenzo Federici è come andare al parco, sedersi su una panchina e osservare quello che succede intorno.
Lo spirito critico di Eugenio Cesaro, che a usare le parole è eccezionale davvero, è basato principalmente su quattro elementi: realismo, irriverenza, amarezza e ironia. I testi delle dieci canzoni che compongono l’album sono geniali, pungenti e molto stimolanti dal punto di vista dell’interpretazione: illustrano con amara allegria i paradossi della modernità, dalla dipendenza dai social network (Noi adulti), al sovraffollamento delle spiagge (Zoo balneare), passando per il dominio del marketing sulle nostre teste attraverso le offerte del supermercato: andiamo a comprare cose in offerta anche se ce le abbiamo già (Pam).
Dal punto di vista melodico, invece, siamo vicini alla tradizione del folk cantautorale italiano (Giorgio Gaber, Fred Buscaglione, Enzo Jannacci, Rino Gaetano), quello delle balere per intenderci, quello che non sentivamo in maniera così autentica (ma anche incredibilmente attuale) da molto tempo.
Una chitarra e un basso acustici, una batteria minimale, una fisarmonica, dialoghi e pluralismi vocali, costituiscono le fondamenta su cui poi tutto ciò di cui abbiamo parlato fino ad ora si sviluppa in maniera naturale.

Eugenio In Via Di Gioia
Dalle sonorità già sorprendentemente consapevoli e mature si evince che, al contrario della maggior parte dei gruppi di oggi, gli Eugenio in Via di Gioia, prima di scegliere di fare un disco hanno suonato tantissimo e ovunque, iniziando dalla strada fino ad arrivare ai club, creandosi in questo modo un’identità precisa ed essenziale.
Il disco si apre con il primo singolo, Argh!, un pezzo festoso e scanzonato che non si spiega la moda dilagante – e deleteria – di far iniziare i concerti sempre più tardi. Sulla stessa linea sono anche Ottetto di stabilità, che ricorda molto la meravigliosa sfacciataggine di Gaber, e Troppo sul seriale, brano presumibilmente autobiografico, basato su una fisarmonica galoppante che riguarda il mestiere del musicista oggi: la creatività non è più sufficiente, bisogna ingegnerizzare e produrre, come fanno i presidenti delle multinazionali.
Non mancano nemmeno le ballate, vere preziosità di Lorenzo Federici. In particolare la pianocentrica Egli, un piccolo cortometraggio sulla storia di un uomo che guarda il tempo che passa, in silenzio, scrivendo poesie già sentite e proiettando ombre sui muri. Quelle stesse ombre, che a lungo andare, lo divoreranno.
Alla fine c’è anche una ghost track, Il mondo che avanza, ossia un riadattamento di All you can eat (appartenente a Ep Urrà) che chiude con efficacia questo disco. Lo scopo è quello di farci riflettere con un sorriso (a tratti amaro) stampato sul volto, poiché rappresenta l’apice del paradosso: padrone dacci fame, abbiamo troppo da mangiare / e non ci togliere abbondanza, dacci solo assuefazione / la sazietà non ci basta più.
Insomma, Lorenzo Federici (che per la cronaca è il nome dell’unico componente del gruppo che non compare nel nome della band: Eugenio Cesaro – voce e chitarra, Emanuele Via – pianoforte, Paolo Di Gioia – batteria, Lorenzo Federici – basso) è un album prezioso, stimolante, che sa colpire e affondare con eleganza e ilarità; uno specchio che riflette le caricature di noi stessi e ci costringe ad accettarne i difetti.

TRACKLIST:

01. Argh!
02. La cosa peggiore dell’universo
03. Ho perso
04. Non ancora
05. Ottetto di stabilità
06. Noi adulti
07. Egli
08. Pam
09. Troppo sul seriale
10. Zoo balneare
11. Il mondo che avanza (ghost track)

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2 pensieri riguardo “Eugenio in Via di Gioia – Lorenzo Federici (Libellula, 2014)

    […] loro disco d’esordio “Lorenzo Federici” (Libellula) è uscito a dicembre 2014 ed i giovani torinesi Eugenio In Via Di Gioia, già […]

    […] davvero bello, dunque, vedere che il loro è un cammino di enorme crescita: l’album di debutto Lorenzo Federici ha dato la possibilità di identificare i loro punti di forza, l’empatia, l’ironia, di […]

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