Sainkho Namtchylak – Like a bird or spirit, not a face (Ponderosa, 2016)

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Front.Like A Bird

Articolo di ElleBi

E’ in un villaggio di Tuva, nella Siberia centro meridionale, lungo il confine con la Mongolia, che nasce Sainkho Namtchylak, la più apprezzata cantante gutturale dell’intero panorama musicale.
Genitori insegnanti, avi nomadi, fin da bambina ha manifestato un notevole interesse per il canto armonico locale, del quale ha appreso le basi dalla nonna, poiché lo studio era riservato solo alla popolazione maschile. A Mosca ha completato una formazione classica iniziata al conservatorio della città natale. I suoi studi comprendono le tradizioni siberiane lamaiste e sciamaniche, così come gli stili di Tuva e della Mongolia di canto Xöömej diplofonico. Quest’ultimo è caratterizzato da una tecnica molto particolare, consistente nella simultanea emissione di due suoni e che in Italia solo Demetrio Stratos è riuscito ad approcciare al meglio. Il debutto come cantante è avvenuto con il Tuvan State Folk Ensemble. Successivamente ha preso parte al Tri-O, formazione sperimentale con la quale ha avuto modo di farsi conoscere in occidente, entrando così in contatto con diverse correnti di musica improvvisata e contemporanea. Dal 1997 vive fra Vienna e Dublino ed ha al suo attivo la realizzazione di una decina di album, nonché di una carriera concertistica che l’ha portata ad esibirsi un po’ in tutte le parti del mondo.
Da pochi giorni è stato pubblicato “Like A Bird Or Spirit, Not A Face”, l’occasione, inaspettata, per dare vita a un desiderio accarezzato da tempo, ovvero incontrare e lavorare con musicisti nordafricani.

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Approfittando di un paio di giorni liberi dal tour di Said Ag Ayad e Eyadou Ag Leche (sezione ritmica dei Tinariwen), Sainkho si è data appuntamento in uno studio nel Sud della Francia. Con naturalezza si è immersa nella suggestione dei loro suoni, ha provato ad immaginare una terra e un modo di vivere per lei sconosciuti e per questo ancor più affascinanti. Grazie all’espressione di una musica che sa parlare al cuore, andando oltre le incomprensioni di idiomi differenti, ha portato con sé da questo “viaggio” parole e melodie universali che, per sua stessa ammissione, “forse da tempo aspettavano di essere cantate“. E’ nata così una jam session con l’ausilio basilare di basso, chitarre, percussioni e loop, di cui le dieci canzoni scelte, con testi scarni ed essenziali in lingua Tuva, Russa e Inglese, sono il risultato delle migliori registrazioni. Un percorso dell’anima con il quale la voce di Sainkho, intrecciandosi fra tradizione e modernità, è riuscita anche ad esprimere al meglio tutta la sfumatura dei sentimenti che la legano alla terra d’origine, ai suoi ricordi d’infanzia. Impressionanti le acrobazie tonali, le capacità espressive che propone in ogni singolo pezzo: si va da suoni dolci, soavi, trasparenti, talmente “di testa” da raggiungere sfumature celestiali (legate ai ricordi di lei bimba se non addirittura infante, come rivela un accenno di risata), per poi precipitare gradualmente, ma anche repentinamente nell’età adulta. Torna così nitido e prorompente il senso di solitudine, rimpianto, nostalgia. Si raggiungono toni densi, scuri, cavernosi, talmente aspri da risultare quasi disturbanti, ancor più amplificati da melodie a tratti ripetitive, dilatate, epiche, oppure energiche e tribali. Un ascolto impegnativo, di certo particolarmente adatto a chi ha già raggiunto una maturità emotiva tale da riuscire a confrontarsi con leggerezza anche con le parti più oscure di sé. All’interno di un tour che toccherà tutta Europa, avremo modo di conoscere da vicino anche in Italia questa originalissima artista in un concerto che si terrà il 2 febbraio, presso il teatro dell’arte di Milano. Un’occasione davvero unica, in un tempo così bulimico che rischia di divorarsi il nostro mondo interiore. La preziosa possibilità di prendere una pausa in cui tornare in contatto con quel lato spirituale che, più o meno “ascoltato”, comunque appartiene ad ognuno di noi…

Tracklist:
01. Nomadic mood
02. The road back
03. Dushkan ezim to
04. So strange! So strange!
05. Worker song (nomads dance around the fire)
06. Erge chokka to
07. Melody in my heart
08. Nomadic blues
09. The snow fall without you
10. Nostagia to

*Photographs by Marilena Delli

 

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