Eugenio in Via Di Gioia: Live esilaranti, da buskers a Torino ai sold-out su e giù per l’Italia

Postato il Aggiornato il

EugenioInViaDiGioia1

Intervista di E. Joshin Galani

Il nome curioso che portano richiama un romantico sentiero verso la felicità da conquistare… in realtà Eugenio in Via Di Gioia è un mix tra nomi e cognomi dei componenti del gruppo; non è contemplato nel nome Lorenzo Federici che si è aggiunto successivamente, ma che per par condicio ha avuto intitolato l’ultimo cd.
Per capire il senso del loro nome basta vederli in azione sul palco – la prossima data milanese è prevista per il 4 marzo all’Ohibò, ma consiglio di seguirli anche nelle date successive nelle principali città italiane*. Si sono meritati il primo posto come rivelazione live 2014-2015 nella classifica KeepOn. Molti sold out per questo tour che dura da un anno che li ha visti protagonisti anche delle classifiche di Spotify.
Qualche domanda ad Eugenio Cesaro, voce e chitarra del gruppo…

Vi siete dati un nome che è un mix dei vostri nomi e cognomi. E’ escluso Lorenzo, ma per par condicio gli è stato intitolato il vostro ultimo album. Traspare una grande attenzione al senso del gruppo, quali sono le vostre dinamiche relazionali lavorative e non?
In base alla scelta del nome del gruppo e dell’album traspare una cosa chiara: siamo amici e ci vogliamo veramente bene. Anche questo ci aiuta nel mondo lavorativo e riusciamo a dividerci i compiti in modo equo. Ogni tanto, come i veri amici, scappa qualche litigio, ma viene subito sedato e si ritorna con la stessa armonia di sempre.

Siamo in pieno boom del ritorno alle atmosfere cantautorali, voi siete l’antitesi del cantautore schivo e impacciato, sembrate nati sul palco, attivate comunicazioni efficaci ed esilaranti, siete così aperti da sembrare quasi teatrali. Quanto c’è di inclinazione personale, quanto esperienziale dal passato busker?
Ci possiamo ritenere cosi esuberanti sul palco soprattutto grazie alla nostra esperienza da buskers. Iniziare a suonare per le strade di Torino ci ha insegnato tanto e ci ha fatto crescere per arrivare nei locali convinti di quello che stavamo suonando. Poi in realtà di carattere siamo anche molto estroversi e questo è un aiuto ulteriore alla nostra resa sul palco.

EugenioInViaDiGioia4

Sembrate distanti dalla preoccupazione di una comunicazione dell’immagine, vi presentate in semplicità, la vostra forza è sicuramente l’apertura massima verso il pubblico, arrivate freschi, sfrontati, divertenti, con voi si ride. Come avete visto cambiare le reazioni del pubblico, dal selciato al palco?
Siamo molto contenti del pubblico che ci segue, perché capisce da subito la nostra semplicità che si manifesta in modo naturale. A noi piace molto parlare con loro e molto spesso siamo anche riusciti a diventare amici. Vediamo molte persone che hanno iniziato a seguirci quando suonavamo per strada, che continuano a farlo anche sotto un palco. C’è affetto reciproco e secondo noi è la cosa più importante.

Nei giochi di bambini c’è quello di fare due movimenti opposti con le mani per sviluppare la concentrazione. Eugenio, tu riesci a cantare e risolvere il cubo di Rubik, facendotelo scompigliare prima dal pubblico. (Quest’estate, in un live milanese, hai dovuto in contemporanea combattere con le zanzare amazzoniche. :-)) Mi racconti di questa scelta e di questa abilità?
Da sempre sono appassionato ai rompicapo e agli indovinelli di logica e passo giornate intere a cercare di venirne a capo. Nel caso del cubo di Rubik è successo che un’estate mi sia ritrovato con il gesso alla gamba e con il cubo come unico passatempo. Da quel momento me ne sono innamorato e ho imparato col tempo a risolverlo in meno di un minuto. Circa un anno fa siamo stati chiamati da “Italia’s Got Talent” per partecipare al programma. Mentre cercavamo di capire se andare o meno ho provato questo piccolo “gioco di prestigio” per essere davvero originali e mi sono accorto che riuscivo! Alla fine abbiamo deciso di non andare al programma tv, ma il gioco l’abbiamo portato sul palco.

Nei vostri concerti non manca il coinvolgimento del pubblico. Che sensazione vi ha lasciato quella sorta di stage diving col canotto?
Forse la sensazione più bella della nostra vita. Tutta quella gente lì per noi che ci “sorregge”, in tutti i sensi!

“Argh” potrebbe essere tranquillamente l’inno di chi passa le serate a sentire live musicali, firmereste una petizione “concerti puntuali per tutti” ? 🙂
Subito! Portateci inchiostro e calamaio!

EugenioInViaDiGioia3

Fate parte della celebrata “Scena Torinese” , chi sono i colleghi che catturano le vostre orecchie e che tipo di ascoltatori siete quando andate ai concerti degli altri artisti?
La scena torinese è veramente ricca di artisti e noi siamo soliti andare ad ascoltare parecchi concerti. Apprezziamo molto Bianco, i Nadàr Solo, i Marie and the Sun e diversi altri. Noi abbiamo due regole quando andiamo ad un concerto:
1-Stare in silenzio.
2-Aprire le orecchie.

Nei vostri testi ci trovo un carnevale, sia sopra che sotto la maschera, con alternanza tra scherzo, divertimento, ironia e l’amarezza della realtà nuda e cruda. Ne “Il mondo che avanza” c’è una sorta di implorazione: “Padrone dacci fame abbiamo troppo da mangiare, Padrone dacci un po’ di fame, La sazietà non ci basta più” Avete rinunciato a delle abbondanze nella vostra vita per sentire una qualche sana fame?
Si può dire che tutti i giorni cerchiamo fame. Metaforicamente parlando, la scelta di percorrere la via lenta e lineare della “strada”, piuttosto che la scorciatoia del talent show, è un modo per riuscire a crescere a piccoli passi senza perdere mai l’entusiasmo di un traguardo, la ricerca di nuovi stimoli!

Il tema del tempo torna in diversi brani, qual è il vostro rapporto col tempo?
Si può dire che io (Eugenio) sia inconsciamente ossessionato dal tempo, tema che ritorna spesso nelle mie ispirazioni. Il tempo è quello che manca, quello che scorre, quello che se è troppo, si perde. Forse è proprio la paura di non averne abbastanza il motore più forte che mi ha fatto scrivere la maggior parte dei brani.

Siete vincitori del premio della critica al concorso “Sotto il cielo di Fred”. La cover che avete proposto per il tributo è caduta su “Buonasera Signorina”, preferenza che mi ha stupito, avrei pensato più ad allineamento al lato ironico di Buscaglione, come mai questa scelta?
Abbiamo scelto “Buonasera signorina” perché è un grande classico e volevamo renderla nostra. In molti l’hanno coverizzata e questa è stata un’ulteriore sfida per trasformarla alla “Eugenio in Via Di Gioia”.

I vostri live hanno segnato un deciso incremento di pubblico. Il successo vi ha fatto deviare dalla via del Pam a quella di Eataly? 🙂
Hahahah non lasceremo mai le vie del Pam, siamo nati lì dentro e continueremo a rifornirci solo li dentro!

* queste le date del tour di marzo:
02.03.16 Bronson (Ravenna) w/Guido Catalano
03.03.16 Premio Buscaglione @ Officine Corsare (Torino)
04.03.16 Arci Ohibò (Milano)
17.03.16 Cortile Cafè (Bologna)
18.03.16 Jazz Club (Firenze)
19.03.16 Le Mura (Roma)
22.03.16 La Vigna di Porta Santi (Cesena)

 

 


 

 

Annunci

Un pensiero riguardo “Eugenio in Via Di Gioia: Live esilaranti, da buskers a Torino ai sold-out su e giù per l’Italia

    […] d’esordio “Lorenzo Federici” (Libellula) è uscito a dicembre 2014 ed i giovani torinesi Eugenio In Via Di Gioia, già vincitori del premio della critica al Premio Buscaglione 2013, hanno fatto parlare parlare […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...