Gianni Maroccolo @ Teatro Smeraldo, Sassari – 5 marzo 2016

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Articolo ed immagini di Savino Di Muro.

Gianni Maroccolo non è semplicemente un bassista, è un pezzo di storia del rock italiano, tassello imprescindibile di gruppi come i primi Litfiba, Csi, Pgr e Marlene Kuntz, per non parlare della sua attività di produttore e dei progetti condivisi, il più recente assieme a Claudio Rocchi.
Dopo le date di Cagliari e Oristano, si è concluso nel piccolo Teatro Smeraldo di Sassari il tour sardo di Gianni Maroccolo.
Nessun intento autocelebrativo per il musicista toscano che propone un tour dove parole e musica si alternano per raccontare 30 anni di musica vissuta.
Il set tenuto da Maroccolo, al confine fra rock colto, musica d’avanguardia e musica ambient, è incentrato e spazia tra i diversi periodi e band con cui ha collaborato attivamente, fino a “Vdb23 / Nulla è andato perso”, l’album scritto con Claudio Rocchi.
Si parte proprio da “Vdb23 / Nulla è andato perso”, disco pubblicato nel 2014 dopo la scomparsa dell’autore di Volo magico, avvenuta nel 2013, a cui Gianni ha voluto dare un seguito live, radunando una band d’eccezione: Simone Filippi degli Ustmamò (e Post CSI) alla batteria, Beppe Brotto, virtuoso del sitar e di molteplici altri strumenti a corda; l’amico di vecchia data Antonio Aiazzi, tastierista in quei Litfiba capaci di marchiare a fuoco gli anni ’80 con dischi come “Desaparecido” (1985), “17 Re” (1986) e “Litfiba 3”(1988).

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La voce è quella splendida di Andrea Chimenti, cantautore aretino che negli anni ’80 era leader dei Moda, band fiorentina della scena new wave italiana. Dopo lo scioglimento della band, ha intrapreso un’importante carriera solista segnata da grandi album come “L’albero pazzo” (1996), “Il porto sepolto” (2002), in cui ha messo in musica le poesie di Ungaretti, e il più recente “Yuri” (2015).
Il concerto combina bene astrattismo e fisicità; particolarissima e riuscita la versione quasi ambient-noise di Aria di Rivoluzione di Franco Battiato, tratto da “Sulle Corde di Aries” (73).
Non manca un omaggio a Capossela con SS. dei Naufragati.
È un’emozione sentire dal vivo le devastanti versioni di Peste e Versante Est dal repertorio della famosa trilogia dei Litfiba e la magnifica Inquieto, forse il brano di più lancinante bellezza scritto da Ferretti e soci. Segue LD7M (Les dernieres sept minutes de mon pere) con un bellissimo testo di Rocchi. Maroccolo suona, si racconta ed emoziona.
Molto belli i due pezzi di Andrea Chimenti: Cori descrittivi di stati d’animo di Didone da “Il porto sepolto” (2002) e Non accenderti, tratto dal suo ultimo lavoro “Yuri” (2015).
Nei diversi intermezzi tra i brani, Maroccolo descrive il proprio show e ne racconta i diversi aneddoti a cui sono legati. Non manca di sottolineare il suo particolare e attuale legame con la Sardegna, dove ha vissuto sino all’età di quattordici anni, e il suo omaggio all’amico musicista scomparso proprio in Sardegna, Claudio Rocchi.

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I bis propongono alcune sorprese: la bellissima versione di Annarella (c.s.i.) da “La terra, la guerra, una questione privata”; una versione acustica di No potho reposare, omaggio alla Terra Sarda, cantata quasi sottovoce da un pubblico emozionato. Con Maria Walevska termina un concerto-spettacolo a trecentosessanta gradi, dove oltre alla musica di altissima qualità, si unisce un contenuto culturale di spessore. Si affrontano temi come il senso della vita, la morte, poesia colta e grande musica popolare. Riferimenti alla luna, all’amicizia… il tutto con un unico filo conduttore: la speranza e la voglia di vivere.

Setlist
1. La realtà non esiste (Claudio Rocchi)
2. Rinascere Hugs suite
3. Nights & storms
4. Aria di rivoluzione (Franco Battiato)
5. SS. Dei Naufragati (Vinicio Capossela)
6. Peste (Litfiba)
7. Versante Est (Litfiba)
8. Inquieto (C.S.I.)
9. LD7M (Les dernierès sept minutes de mon Pere)
10. La battaglia (Litfiba)
11. Cori descrittivi di stati d’animo di Didone (Andrea Chimenti)
12. Non accenderti (Andrea Chimenti)
13. Nulla è andato perso

14. Annarella (C.S.I.)
15. No potho reposare
16. Maria Walevska (Litfiba)

 

 

 

 

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