L’Orage @ All’1&35circa – Cantù (Co) 31 Marzo 2016

Postato il Aggiornato il

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Articolo e immagini sonore di Roberto Bianchi 

Ho sentito parlare molto bene di questo gruppo, l’ho ascoltato su disco, ma questo è stato il mio battesimo live. L’Orage  è un ensemble  d’origine valdostana composto da sei elementi:  Alberto Visconti (voce solista e chitarra acustica), Remy e Vincent Boniface (polistrumentisti ad ampio raggio), Memo Crestani alle chitarre elettriche, Florian Bua alla batteria e Marc Magliano al basso. Sono insieme da dieci anni con piccole variazioni di formazione e propongono un validissimo progetto che  è un alchimia di composizioni d’autore, radici, folk-rock ed innovazione.

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Ho la fortuna di sedermi in prima fila davanti al piccolo palco dell’1&35circa che, per l’ennesima volta, propone un immancabile appuntamento di qualità! Mancano gli artisti, ma gli spazi sono presidiati da una marea di strumenti affascinanti: violini, ghironda, fisarmoniche antiche, flauti, saxofono, clarino e tastiere vintage! Mi chiedo se ci sarà spazio per tutti e sono accontentato al momento del loro ingresso.  Eccoli disporsi tre davanti e tre di dietro: prima linea per Alberto, Remy e Vincent,  nelle retrovie, ma non meno importanti,  gli altri tre. Si inizia con Non risparmiare energia che vede Remy al violino e Vincent al flauto, sostenuti dal resto del gruppo. Alberto ha un cappello molto “Capossela” che si addice perfettamente al locale.  Basta poco per scaldare il pubblico, l’energia non si risparmia, anzi è contagiosa: i suoni scorrono fluidi ed il ritmo è coinvolgente. I brani sono saltuariamente introdotti da qualche siparietto del bravo e simpatico Vincent ed alcune prefazioni (leggermente più seriose) di  Alberto, che non tolgono spazio alla bellezza dei suoni. Remy e Vincent passano con una scioltezza disarmante da uno strumento all’altro deliziandoci con i suoni della ghironda, delle fisarmoniche, dei violini, dei fiati, guidandoci lungo un magico sentiero di luce.

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La scaletta include una giusta miscela di brani contenuti nei loro recenti album: L’età dell’oro (2013) e Macchina del Tempo, uscito a fine gennaio di quest’anno. Le composizioni sono splendide e rimangono in testa:  alcune sono danzerecce come La canzone dell’orecchino,  Giulio Verne,  La gelosa,  I piedi più belli del mondo, altre sono dolci ballate come A LorelayCom’è  come  non èVolevo andarmene, TemporaleLa bella estate. I testi di Alberto sono intelligenti, mai banali. Le musiche dei fratelli Boniface e dello stesso Visconti riescono ad unire tradizione ed attualità. Il risultato è difficilmente etichettabile: splendidamente originale. Una nota particolare merita la cover  Il panorama di Betlemme, bellissima canzone minore di Francesco De Gregori, a parer mio abbellita dall’arrangiamento dell’Orage. La tradizione è rispettata nell’esecuzione di L’Orage (1960), composta da Georges Brassens, maestro della canzone d’autore. L’interpretazione è estremamente viva,  moderna, ed esalta la qualità della chanson originale. Skyline, dedicata alla leggendaria figura dell’alpinismo mondiale Walter Bonatti, è un altro momento da ricordare. Credo che la nitidezza dei loro suoni si possa incrociare con i profili della roccia e lo splendore del cielo azzurro. Chissà se grazie alla Macchina del Tempo Bonatti potrà ascoltare questa canzone!

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Il pubblico è entusiasta, spesso canta i ritornelli dei brani più conosciuti e tributa le esecuzioni con lunghi e calorosi applausi. Inevitabile la richiesta del bis dopo novanta e più minuti di ottima musica. Ed ecco che rientra Alberto, che omaggia Gianmaria Testa con una toccante e rarefatta La Ca’ sla Colina. Il resto del gruppo lo raggiunge proseguendo con Le Storie di Ieri di De Gregori ed un trascinante finale che parte da Povero Diavolo e si conclude con la splendida Come una festa. Ho coinvolto una coppia di amici che non conosceva assolutamente L’Orage. Sono rimasti entusiasti chiedendomi: “quando suoneranno ancora dalle nostre parti?” Credo che questa domanda finale possa rispecchiare la qualità del concerto e la capacità del gruppo di coinvolgere e trascinare gli ascoltatori. Bravi ragazzi, è stato un onore potervi ascoltare!!!

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