Selton – Loreto paradiso (Believe, 2016)

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Articolo di Iolanda Raffaele

C’è chi dice che non esiste, chi crede che non sia uno solo, ma di sicuro chi non ha chiuso gli occhi ha visto il paradiso, anzi “Loreto Paradiso”.
Questo è il titolo del quarto disco dei Selton, scritto e prodotto tra l’Italia, il Brasile e l’Inghilterra ed uscito il 18 marzo 2016, grazie al contributo di Federico Dragogna dei Ministri e la guida di Tommaso Colliva.
Una carriera tutta in salita per Daniel Plentz (percussioni, voce), Eduardo Stein Dechtiar (basso, voce), Ramiro Levy (chitarra, voce, ukulele), Ricardo Fischmann (voce, chitarra), che dal 2005 ad oggi vantano numerosi concerti, collaborazioni con artisti vari e l’esperienza come resident band nel programma di Deejay Tv “Tadà”.
Dopo “Banana à milanesa” (2008), “Selton” (2010) e “Saudade”(2012),  i quattro amici di Porto Alegre tornano con un cocktail divertente di sensazioni, sapori e tendenze, da sorseggiare in inverno o in estate e in ogni stagione dell’anima.
Loreto Paradiso” è il luogo in cui si intrecciano lingue diverse, si alternano arrangiamenti simpaticamente azzardati, in cui convivono indie pop, elettronica, bossa nova e beat hip hop. È una dimensione tutta interiore a dimostrazione che il paradiso è in ogni luogo in cui siamo disposti a vederlo, perché si può cambiare il luogo, ma non l’animo, quello viaggerà sempre con noi e difficilmente riusciremo a correre più veloce di lui. Il tempo a disposizione non è infinito, perciò, dobbiamo convivere bene con il nostro “io” e cercare di prendere le decisioni migliori, ma sempre con la consapevolezza dell’unicità degli attimi che non ritornano.
Questo è il filo conduttore del ciclo di 11 canzoni, aperto dai ritmi danzanti di “Loreto Paradiso” che, con poche battute canticchiate in portoghese, in italiano e in inglese, descrive l’incontro di due vite e ricorda che se “l’anima è buona non c’è bisogno di addolorarsi”.Toni disillusi ombreggiano in “Buoni Propositi”, un finto brindisi all’anno passato fatto di promesse, di storie raccontate a se stessi e di propositi puntualmente disattesi, tutto davanti ad un piatto che rispecchia il vuoto, che ci illudiamo che il tempo possa riempire.
Nostalgia e ironia, sogno e irrealtà colorano Voglia di infinito, una lettera ad un amore finito, l’ostentazione di orgoglio, la scelta di non chiedere perdono e viaggiare per ritrovare se stessi, ma anche l’idea che “l’amore è un’avventura”, un treno che non si sa mai dove porta e chi troveremo all’arrivo.
Con semplicità e allegria in Qualcuno mi ascolta? i Selton toccano anche il tema dell’incomunicabilità e dell’alienazione. In un continuo dialogare di “domande fatte a caso per parlare”, di visi di plastica, di facce da pesce, questo brano è un’occasione per riflettere sui rapporti umani, su quanto siano effimeri, nessuno voglia aprirsi e conoscersi davvero. Tuttavia, il giocoso siparietto di “Samba delle 6” regala la consolazione dei sogni, quelli per cui sembra che non abbiamo mai tempo, ma che sono vivi in noi tutte le volte che desideriamo “recitare il ruolo principale nel nostro film preferito per cambiare il senso della realtà e quello che non va”. Si finisce sulla scia romantica di “Hokkaido Goodbye”, fatta di melodie tenui, di lacrime, di abbandoni e, se un addio è sempre qualcosa di triste, l’amore resta sempre unico ed irripetibile, anche dopo aver spento la sua ultima fiamma.
Dunque, cuffiette e ipod in mano, si parte per un altro mondo: Loreto Paradiso!

Tracklist:
01. Loreto paradiso
02. Buoni propositi
03. Voglia di infinito
04. be my life
05. Don’t play with macumba
06. Junto separado
07. Settembre – Duty free romance
08. Qualcuno mi ascolta
09. Samba delle 6
10. Up to me
11. Hokkaido goodbye

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Un pensiero riguardo “Selton – Loreto paradiso (Believe, 2016)

    […] e Cochi e Renato. Arrivano dal Brasile, vivono a Milano e si sono formati nel 2005 a Barcellona. Loreto Paradiso, pubblicato a metà marzo di quest’anno, è il loro quarto album: un’interessante miscela che […]

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