Nada – L’amore devi seguirlo – Intervista e live report

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Intervista e immagini sonore di Roberto Bianchi

Nada Malanima è un’artista in costante evoluzione, che dal lontano 1968 si presenta al pubblico con il coraggio di chi mette in discussione il proprio passato e si reinventa con grande qualità e infinita energia.

Musicalmente si è trasformata da interprete a songwriter, muovendosi con disinvoltura tra pop, musica d’autore, rock e sonorità indie. A gennaio di quest’anno ha pubblicato il suo nuovo disco: l’interessante L’Amore Devi Seguirlo (Santeria/ Audioglobe), che promuove da qualche settimana, con una serie di concerti, accompagnata dal gruppo A Toys Orchestra.

Questa sera, 24 giugno 2016, saranno sul palco di Villa Tatti Talacchini a Comerio (VA) nell’ambito della splendida rassegna Microcosmi organizzata da Vittorio Cosma.

Sono riuscito a contattare Nada, tramite il marito Gerri Manzoli (indimenticabile bassista dei Camaleonti), ed è stato possibile incontrarla per un’intervista dopo il soundcheck del pomeriggio.

Nada si è dimostrata affabile ed estremamente cortese, regalandomi una piacevole conversazione.

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Ti faccio i miei complimenti per la tua carriera, e per la costante crescita artistica! Nel tempo ci hai regalato successi che hanno scalato le Hit Parade, hai inciso diciotto album e pubblicato quattro romanzi. Sei anche attrice di teatro: hai regalato tanto al pubblico, pensi di aver finito di stupire?

Che ti devo dire? Belle tutte queste cose che hai detto, ma ci saranno ancora sorprese, molte cose nuove più avanti, è naturale che sia così. Anch’io ho preso tanto dalla gente, fare musica è un lavoro meraviglioso. Cantare, suonare, creare ti dà un senso nella vita, e le persone che vengono ai concerti mi trasmettono enorme energia.

Musicalmente hai collaborato con autori e musicisti di grande spessore: Francesco Migliacci, Piero Ciampi, Ron, Adriano Celentano, Venditti, Cocciante, la Reale Accademia di Musica, Paolo Conte, Renzo Zenobi, Ennio Morricone, Mauro Pagani, Cristina Donà, Marina Rei, Paola Turci e Carmen Consoli.  Negli ultimi anni hai lavorato prevalentemente con musicisti Indie: Gli Avion Travel, Tetes de Bois, Massimo Zamboni, Les Fleurs The Maladives, The Zen Circus, Criminal Jockers, i Sacri Cuori e Massimiliano Larocca … ora dal vivo con A Toys Orchestra. Quanto hai trasmesso a questi artisti, e quanto hai ricevuto da loro?

Diciamo che nel passato, a parte Piero Ciampi, gli artisti che ho incontrato sono stati occasionali.
Le vere collaborazioni sono nate con gli Zen Circus, i Criminal Jockers, Zamboni e con altri. Sono scambi che succedono quando incontri qualcuno che condivide le tue idee musicali, è vicino a quello che fai. Negli ultimi tempi sono stata scelta da questi nuovi gruppi indipendenti, ed è stata una scoperta musicale interessante che mi ha profondamente arricchito.

Non voglio parlare del tuo passato artistico, ma vorrei fare una piccola eccezione:
1930: Il Domatore delle scimmie
, inciso con La Reale Accademia Di Musica è un disco sottovalutato, pubblicato nel 1973, forse nato con venti anni d’anticipo. Oltre alla voce quanto c’è di tuo in quel lavoro?

E’ un lavoro eccezionale, parliamo di tanti anni fa, io scrissi il testo di Sexy Rosa, comunque con il gruppo c’era una frequentazione molto forte. Anche se la musica era prevalentemente composta da loro, nasceva da una convivenza, un pensiero unico, che era anche il mio. Chissà, io non amo riprendere le cose del passato, però, visto che è un disco molto particolare, mi piacerebbe risuonarlo.

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Parlando dei tuoi colleghi toscani, conosco e apprezzo Cesare Carugi, Massimiliano Larocca, Stefano Barotti: esiste una nuova corrente artistica nella tua regione?

La corrente artistica risale a un passato molto remoto: è una terra di pittori, scultori, scrittori, noi siamo dei lavoratori della musica, ce la mettiamo tutta, cerchiamo di fare delle cose belle, ma non credo che la Toscana abbia questo primato, assolutamente no. Ormai non esistono più toscani, milanesi, siciliani, la musica è bella perché unisce tutti.

Un’esperienza molto interessante sono stati i laboratori The Dreamers, dove hai suonato per, e con, ragazzi mentalmente disabili.

Si quella è stata una cosa veramente carina, grazie a Max Larocca, che è un musicista bravissimo ed è una persona stupenda. Mi ha chiamato per fare questo lavoro, per me abbastanza insolito, da cui è nata La Canzone dell’Amore. Lui continuava a dirmi che era bella, e, in effetti, aveva ragione, l’ho presa in considerazione, ho visto che piaceva a tante altre persone, e mi sembrava che fosse anche una motivazione umanamente importante, quindi non solo l’ho messa nel disco, ma è stata la prima canzone che ho pubblicato, il primo singolo, e sono stata molte felice della scelta.

Molti dicono che “l’abilità diversa” può essere un’elevata fonte d’ispirazione artistica (Dino Campana, Ligabue, Van Gogh etc.), tu cosa ne pensi?

Ma chi sono i matti? È difficilissimo definire chi sono i matti e chi sono i sani! Diciamoci la verità, un po’ di pazzia ci vuole, vuol dire che le persone sono più libere, più interessanti da scoprire, più creative.

Vorrei avere più tempo per parlare dei tuoi interessanti libri, mi limito alla più recente pubblicazione: Leonida (Edizioni di Atlantide -2016).
In questo libro, ancora una volta la protagonista è donna, e riproponi la tematica dell’infanzia con la presenza di una figura materna ingombrante ….

….. diciamo subito che non è un romanzo autobiografico, certo io m’immedesimo nei personaggi che racconto, questo è normale. Penso che le donne riescano a interiorizzare molto quello che è il vivere in tutti i vari aspetti, mi viene naturale raccontare al femminile, però in questo libro ci sono tante figure maschili importanti, che ruotano intorno a questa donna. Quasi tutti uomini positivi, tranne uno!

Leonida scappa: una fuga dal proprio passato accompagnata da un apparente distacco, finché un dono inatteso richiama la luce. Qual è stato il dono che ti ha sorpreso di più nella vita?

Beh! La vita stessa direi che è già un dono. Spesso non ci rendiamo conto di che dono sia, siamo circondati da tante cose meravigliose, che ci sembrano ovvie e banali.
Tempo fa un’amica mi disse: “Io ero felice e non lo sapevo”. Noi viviamo e dobbiamo essere felici di vivere: questo è il dono più grande.

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Torniamo alla musica. Ho intervistato recentemente Max Larocca che parlandomi del suo disco Un Mistero Di Sogni Avverati, mi ha segnalato il brano preferito, La Sera di Fiera, ed ha aggiunto: “C’è la presenza di Nada e, anche se non canta, la sua voce è un mondo; sentire lei che recita una poesia di Campana mi provoca forti emozioni”.

Max è troppo buono, troppo buono. Io non ho fatto niente, ho solo recitato quelle meravigliose parole di Dino Campana. Ho fatto questo regalo a Max, come lui ha fatto con me con La Canzone dell’Amore, sono felice di aver collaborato con lui.

Sul palco questa sera ti accompagneranno A Toys Orchestra, un gruppo che apprezzo molto. Gli arrangiamenti sono cambiati rispetto al disco? Ci sarà spazio anche per le loro composizioni?

Gli arrangiamenti rispettano il disco, altri brani della scaletta sono leggermente cambiati, ma non stravolti. Loro sono la mia band e suonano le mie canzoni.

Ti senti più musicista o scrittrice?

Tutte e due! (grande risata)

Qual è il musicista che non ti stancheresti mai di ascoltare?

Mi cogli di sorpresa, ce ne sono tanti, uno su tutti? Lou Reed, è un’emozione ascoltare le sue canzoni.

(leggo un piccolo estratto del suo romanzo La Grande Casa)

E le rane non sanno più cosa sono
Hanno perso l’identità
Si credono ragni
E si arrampicano sui soffitti
Ed io mi chiedo
Chi sarò domani
Se sarò
Chi sarò?

Sono passati otto anni! Chi sei oggi?

(Altra sincera risata) Sono ancora lì a chiedermi chi sarò!

Grazie di cuore, è stato un piacere parlare con te, e complimenti per il tuo nuovo disco!

Grazie a te! Ti aspetto questa sera al concerto.

Un ringraziamento particolare a Massimiliano Larocca che, grazie alla sua squisita disponibilità, ha reso possibile questa intervista.

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Il concerto:

Nello splendido parco della Villa Tatti Talacchini di Comerio alle ore 23,30 i ragazzi di A Toys Orchestra salgono sul palco, anticipando l’applauditissimo ingresso di Nada.

Si comincia con Aprite Le Città, ipnotica ed eseguita con molta carica.
La prima parte del concerto è dedicata al nuovo album L’Amore Devi Seguirlo, musicalmente eclettico e arricchito da testi intelligenti, che parlano di razzismo, ambiente, amore ironico, amore maledetto, femminicidio.

Tra i brani eseguiti meritano una citazione particolare Una Pioggia Di Sale con una base musicale avvolgente e melodica; l’energica La Canzone Dell’Amore, di cui abbiamo parlato in precedenza; Non Capisci Più con sonorità anni ’70 che rinnovano l’amore di Nada per Lou Reed e La Bestia nobilitata da un testo toccante, introdotto dalla stessa Nada.

Nella seconda metà del concerto si da spazio al passato recente: sono riproposti con grande classe brani come Guardami Negli Occhi, Occupo Poco Spazio, Tutto l’Amore Che Mi Manca.

A Toys Orchestra sostiene la grintosa voce di Nada con una precisa sezione ritmica, grazie al basso di Raffaele Moretto e la batteria di Andrea Perillo. Il tappeto sonoro delle tastiere e synth di Ilaria D’Angelis e Julian Barrett è di pregevole qualità. La chitarra è affidata al talentuoso Enzo Moretto. I background vocali arricchiscono le armonie e si amalgamano perfettamente con la voce della protagonista.

La considerazione di Nada per la propria band emerge quando intona le note della splendida Celentano, scritta dal gruppo. Un piccolo gioiello!

L’inevitabile tributo al passato remoto è concretizzato con una moderna esecuzione di Ma Che Freddo Fa, seguita da Amore Disperato. Il numeroso pubblico tributa l’artista con calorosi e sentiti applausi.

Ci sono spazio ed energia per il richiestissimo bis, che include Inganno, L’Amore è Fortissimo, e Senza Un Perché.

Novanta minuti di ottima musica, interpretata da una Signora che ha l’energia di una ragazzina e un’invidiabile grinta che si abbina a un’elevata qualità artistica!

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