un suono che cerca una poetica connessione con la natura – intervista ai Llargo

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Articolo di Giovanni Carfì

Quattro elementi, una formazione non troppo classica con sonorità contemporanee e visionarie.
bB – (voce), Christian De Cicco – (chitarre), Lele Garro – (basso, contrabbasso), Silvio Centamore – (batteria).
Un connubio tra strumenti acustici ed elettrici, con un uso soppesato dell’elettronica, per creare la base perfetta di un cantato femminile molto dilatato ed etereo. Abile su sonorità acute, capace di arrotondare e dare calore a quelle più basse.
Nascono nel 2009, segue un primo EP nel 2013 con date che li portano anche all’estero. Si chiudono poi in studio nel 2015 per lavorare al nuovo album.

Approfittando di una sera d’estate, una location di tutto rispetto, lampadine e zanzare sparse, su un piccolo palco i Llargo si esibiscono in versione acustica, regalando anche qualche piacevole cover, naturalizzandone suoni e strutture secondo i loro canoni.
Decido di porre  qualche domanda, per capire cosa muove la loro voglia di fare musica.

Per dovere di cronaca, qualche domanda classica è d’obbligo. Ad esempio: come nasce la vostra formazione e cosa facevate all’inizio?
Christian: Il gruppo nasce nel 2009 quando, dopo anni di musica strumentale, decido di ritornare alla forma canzone e confrontarmi di nuovo col testo. Un recupero delle origini, dato che il mio percorso musicale è iniziato proprio da lì.

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Quali sono le vostre influenze, e come siete riusciti ad accomunarle per fare questo tipo di musica?
Christian:
Ognuno di noi ha influenze diverse che riversa  nella musica; spaziamo dal rock all’elettronica, dal folk a improvvisazioni di natura jazzistica. Gli arrangiamenti tengono sempre in considerazione le nostre inclinazioni personali.

In un’altra occasione, assistendo ad un vostro concerto,  erano presenti  videoproiezioni molto particolari che accompagnavano i brani; è una scelta che vi serve  per agevolare e coinvolgere lo spettatore, o è parte integrante della vostra musica?
bB: Siamo sempre più affascinati dalla fusione tra il visuale e il sonoro. Più in generale ci attrae la contaminazione fra mondi apparentemente diversi che, sfiorandosi, possono dar vita a percorsi ancor più personali. Per noi significa dare maggiore forza alla musica aggiungendo un’altra esperienza sensoriale, senza per questo toglierle importanza: vogliamo che il suono resti sempre in primo piano.

Curiosando sui profili social del gruppo, si nota molto un’attenzione particolare per le immagini. Contrariamente a molte band che usano foto quasi amatoriali, creando un accesso quasi familiare e voyeuristico al loro lavoro, nel vostro caso, le foto sono in posa, studiate e d’impatto. Serve a voi per decidere come, e cosa condividere con l’utente, è  una scelta stilistica, o semplicemente avete un ottimo fotografo a cui dovete sottostare?
bB: La stessa attenzione che poniamo nella nostra ricerca musicale viene messa nel dare una forma più completa al progetto Llargo. Quando crei musica crei un mondo che non si esaurisce nella musica, non più. Si tratta di un’attitudine naturale, non artefatta, che inevitabilmente si riflette in tutto ciò che facciamo. Le scelte stilistiche provengono spesso da noi: siamo appassionati di fotografia, grafica, design. Di certo privilegiamo la qualità alla quantità.

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Evito di chiedervi da cosa trae origine il nome del gruppo, e il perché della doppia “L” iniziale; ma se volete potete rispondere lo stesso.
Christian: Llargo ha origini diverse: prima di tutto è la nostra idea di spazio all’interno della musica, ma è anche un omaggio a un disco di uno dei miei artisti preferiti, Brad Mehldau.

So che state lavorando ufficialmente al vostro primo disco. Si scosta molto dal precedente EP, o potremmo considerarlo una sua estensione?
Christian: Il prossimo lavoro sarà un’estensione del nostro primo EP. Abbiamo iniziato a collaborare con un produttore segreto, che ci ha aiutato a sviluppare un suono più elettronico,  in contrasto con i nostri strumenti totalmente acustici, come il contrabbasso e la chitarra.

Come nasce e si sviluppa il processo creativo che sta dietro ai vostri brani? C’è chi scrive, e chi suona, o è una collaborazione a più mani?
Christian: Scrivo  musiche e parole solo con chitarra e voce, dopodiché inizio a lavorare con bB che di solito completa i testi. Infine,  porto queste demo al resto della band e insieme completiamo gli arrangiamenti.

Vi è capitato di esportare qualche vostra data all’estero; avete notato delle differenze rispetto al pubblico “nostrano”? C’era forse maggiore attenzione e meno “selfie”?
Christian: Torneremo in Inghilterra ad ottobre di quest’anno,  sarà una nuova occasione per confrontarci con un pubblico che parla la lingua utilizzata nella nostra musica. Personalmente non ho trovato grande differenza nell’atteggiamento, molto dipende dal contesto in cui si suona. Il problema della scarsa attenzione, sia in Italia che all’estero, si manifesta quando una band viene collocata fuori contesto. Per questo il lavoro dei promoter è sempre più importante.

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Ultimamente sono poche le occasioni di sentirvi suonare dal vivo, preferite concentrarvi sul lavoro in studio?
Christian: Abbiamo deciso di limitare momentaneamente i nostri concerti, in attesa della maturazione del nuovo suono che vorremmo proporre. Negli ultimi mesi abbiamo fatto alcuni concerti per iniziare a portare in giro questo nuovo sound. La risposta è confortante, il pubblico sembra apprezzare le nostre canzoni e le sperimentazioni che proponiamo, anche se in un primo momento resta spiazzato. Nel frattempo le registrazioni in studio procedono e  contemporaneamente stiamo lavorando ad alcuni video.

C’è qualcosa che in questi due anni vi ha ispirato maggiormente e  state utilizzando per i nuovi brani?
Christian: Sicuramente la presenza di più elettronica, sintetizzatori, il moog e maggiore processing sulla batteria. Questa è la direzione che abbiamo scelto.

Non volendo dare etichette di genere, ma pensando alla natura come definireste il vostro sound?
bB: Ricercato, essenziale, pulito, luminoso, una poetica connessione con la natura.

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