Liede – Stare bravi (Costello’s Records, 2016)

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cover

Articolo di Eleonora Montesanti

Uscirà l’11 novembre il disco d’esordio di Liede, cantautore torinese che amalgama il songwriting col dream-pop e l’elettronica parlando degli stati d’animo di un’intera generazione, quella con barbe folte e gonne corte.

Si tratta davvero di un esordio interessante: seppur musicalmente si trovi molto vicino all’attuale ondata della riscoperta di sintetizzatori e sonorità eighties, la forza di Liede – una parola senza senso, ma che potrebbe racchiudere i significati di canzone e amore (dal tedesco Lied e Liebe) – si sprigiona soprattutto nel suo linguaggio, realistico e concreto, che non si prende mai troppo sul serio.

Il disco si apre con la title track, una sorta di manifesto, o meglio ancora uno specchio in cui chi è vicino ai trent’anni – me compresa – riesce a riflettersi perfettamente. C’è una ricerca di libertà, filtrata però dall’effimeratezza e dall’apparenza: abbiamo la possibilità di fare qualsiasi cosa, ma non riusciamo a barcamenarci in tutta quest’ampiezza, complice la paura di rimanere soli.

Sorridendo, però, riusciamo a portarci avanti, almeno fino allo schianto successivo. Nel frattempo si può anche andare al mare: Corsica è un brano nostalgico, dall’atmosfera ovattata, quasi atemporale. Per questo sarà sempre un (non)luogo dove potremo rifugiarci.

Il pezzo più bello di Stare bravi mi sembra senza dubbio E’ stata soltanto un’idea. Non arriva subito, ma appena ce ne si accorge fa restare a bocca aperta per il suo tappeto sonoro variegato e sorprendente. Suona vagamente baustelliano e sì, da solo vale tutto il disco.

Non mancano poi episodi più leggeri, come Finte intellettuali (che ricorda un meraviglioso pezzo contenuto ne La Sirenetta  – cartone animato imprescindibile per la generazione di cui qui si narrano le gesta), oppure Maschi, il cui contenuto è un’ulteriore descrizione dell’ansia esistenziale e dell’amore di cui, alla fine, questa condizione finisce per impregnarsi.

Il disco si chiude con due brani molto diversi tra loro, ma che ruotano attorno alla fine di una storia d’amore. Sono sommerso, pezzo che profuma un po’ dei Beatles di Across the universe, ha un ritornello disperatamente euforico. Una fine diversa, invece, somiglia più a una ballata, basata su piano e voce, e cela un romanticismo piuttosto originale.

Bravo, Liede, che ci ricorda com’è che si fa a guardarci dentro con un bel sorriso stampato sulla faccia!

TRACKLIST:
01. Stare bravi
02. Sorridendo
03. Finte intellettuali
04. Corsica
05. E’ stata soltanto un’idea
06. Maschi
07. Acqua frizzante
08. Sono sommerso
09. Una fine diversa
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