Articolo ed immagini sonore di Roberto Bianchi
Nora Jones ha poco più di trentacinque anni, ha venduto più di 40 milioni di dischi nel mondo e ricalca le scene dal 2002. A tre anni di distanza da Foreverly, condiviso con Billy Joe Amstrong, ha da poco pubblicato Day Breaks che, dopo un lungo percorso di ricerca e sperimentazione, la riporta alle origini. Il disco contiene una sapiente miscela di pop, jazz e canzone d’autore. Nove tracce originali, scritte a quattro mani con Sarah Oda ed il tastierista Pete Remm, e tre cover: Peace di Horace Silver, Don’t Be Denied di Neil Young e African Flower di Duke Ellington.
L’uscita del nuovo album coincide con un tour internazionale che include due date a Milano e Padova.
La sede milanese è il Teatro degli Arcimboldi, 2500 posti a sedere (sold-out) e un’ottima acustica. Purtroppo sono molto lontano dal palco, ma dall’alto si vede tutto, e si sente benissimo!
Poco prima delle 21 sale sul palco Josh Lattanzi, frontman dei The Candles, gruppo newyorkese che richiama sonorità care ai Gin Blossoms, Ryan Adams e Ben Kweller. Si aggiungono gli altri musicisti, e insieme ci regalano una mezz’ora di gradevole Alternative Country Rock. Li ascolto con interesse, ripromettendomi di approfondire il sapere su di loro.
L’ingresso di Norah Jones è tributato da un caloroso applauso, insieme alla protagonista riecco The Candles, che l’accompagnano dal vivo dal 2012. Norah si siede al pianoforte ed inizia con la title-track del nuovo disco Day Breaks, delicato brano smooth jazz che evidenzia le qualità vocali dell’artista, la padronanza dello strumento e la perfezione del sound. La formazione prevede Jason Roberts alla chitarra, Josh Lattanzi al basso e contrabbasso, Pete Remm all’organo Hammond e tastiere e Greg Wieczorek alla batteria.
Norah saluta il pubblico con qualche parola in italiano, che provoca sentiti applausi; durante il concerto si limiterà a pochissime introduzioni lasciando parlare la musica.
I primi brani proseguono il cammino iniziale e i suoni sono rarefatti, jazzati: le canzoni sono belle e le interpretazioni di alto livello, ognuna degna di nota!
Il primo cambiamento di ritmo arriva con I’m Gonna Be, da Fall (2009) , forse il disco più rock di Norah, seguito dalla splendida Tragedy, che evidenzia l’eccellente binomio pianoforte / hammond, in perfetto stile Procol Harum, o più recentemente Blue Rodeo.
Con il medley Don’t Know What It Means (Hey You) & Down By The River l’artista imbraccia la chitarra e viaggia in direzione country rock: suona con disinvoltura l’acustica e l’elettrica, per poi ritornare al piano.
Impossibile rinunciare a Come Away With Me, che è avvolta da un caloroso tributo da parte del pubblico: è un classico, non smetterà mai di emozionare.
Black, a metà strada tra Morricone e gli Eagles ci regala un altro momento magico, così come Stuck, ballata elettrica altamente evocativa che offre un grande assolo di Jason Roberts, egregiamente assistito dalla chitarra di Norah.
Le nuove canzoni sono giustamente le protagoniste della linea guida, ma il tributo al passato è sapientemente distribuito nella scaletta programmata. Senza cadute di tono si arriva al momento intimo di My Dear Country (2007) con la sola Jones sul palco, voce e piano: un tempo l’ambiente si sarebbe ulteriormente scaldato con il fuoco degli accendini.
La ballata Don’t Be Denied, scritta da Neil Young nel 1973, rinasce con i nuovi arrangiamenti, che ne esaltano la bellezza. Non è però possibile distrarsi, l’ennesimo attimo di elevazione arriva con le note di Don’t Know Why, la voce di Norah è uno strumento aggiunto che delizia gli ascoltatori.
Le ottime, e recentissime, Flipside e Carry on ci guidano verso il finale di un live set di altissimo livello, ma le sorprese non sono finite: Norah e la Band sono richiamati calorosamente sul palco, e si presentano in prima linea per “l’encore” acustico, che comprende Sunrise, Creepin’in e How Many Time Have You Broken My Heart?, tributo all’indimenticabile Hank Williams.
La classe non è acqua! Norah Jones è tornata, solida come non mai ha maturato la grande capacità di emozionare il pubblico, incantandolo con disarmanti sorrisi e ammalianti note.
Set List:
| Day Breaks | 2016 | Day Breaks |
| I’ve Got to See You Again | 2002 | Come Away With Me |
| Out on the Road | 2012 | Little Broken Hearts |
| Burn (What Am I To You) ?? | 2016 | Day Breaks |
| Sinkin’ Soon | 2007 | Not To Late |
| It’s Gonna Be | 2009 | The Fall |
| Tragedy | 2016 | Day Breaks |
| Don’t Know What It Means (Hey You) + Down By The River | 2014 | No Fools, No Fun’ for Diffuser |
| Come Away With Me | 2002 | Come Away With Me |
| Black | 2011 | Rome …Featuring Norah Jones |
| Stuck | 2009 | The Fall |
| Rosie’s Lullaby | 2007 | Not To Late |
| Sleeping Wild | 2016 | Day Breaks |
| Little Broken Hearts | 2012 | Little Broken Hearts |
| My Dear Country (piano solo) | 2007 | Not To Late |
| Don’t Be Denied (Neil Young cover) | 2016 | Day Breaks |
| Don’t Know Why | 2002 | Come Away With Me |
| Flipside | 2016 | Day Breaks |
| Carry On | 2016 | Day Breaks |
| Encore: | ||
| Sunrise | 2004 | Feels Like Home |
| Creepin’ In | 2010 | …Featuring Norah Jones |
| How Many Times Have You Broken My Heart? | 2011 | The Lost Notebooks of Hank Williams |
P.s.: un grazie particolare all’amico Gianni Zuretti, che ha gentilmente condiviso la set list della serata.











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