Articolo di Giuseppe Spanò Greco Immagini sonore di Antonio Spanò Greco
Una serata d’inverno può essere scaldata in molti modi, ma nessuno è economico come una serata di blues. Già. Quando ci si incammina per andare ad ascoltare gli Ardy Blues Band non sai mai cosa faranno, ma sei sicuro che ti scalderanno l’anima, il cuore e fin anche il corpo perché, ne puoi star certo, ci sarà ottima musica. Loro non fanno il solito blues e non sempre fanno blues. La loro musica, qualunque sia, è sempre impregnata di blues e anche quando affrontano una cover, non è mai scontata e soprattutto, non è mai uguale all’originale anche quando la riconosci. C’è sempre qualcosa che la contraddistingue, che la personalizza, che…non ti fa star fermo anche quando caschi dal sonno o dalla stanchezza. Ma quella sera ci avrebbero sorpreso.
Ti aspetti che interpretino il loro vastissimo repertorio o che si lancino negli assolo più sfrenati o che ti coinvolgano in qualche modo. Ma quella sera, in un teatro qualunque, come ce ne sono tanti nei nostri paesi, con un palco “apparecchiato” come un salotto di casa tra puf, chitarre, leggii, compreso un tavolo con annessi bicchieri e bottiglie di whisky e perfino un telo per diapositive alle spalle, arrivano i nostri. Al loro ingresso cominciamo a capire che non sarà la solita serata, e cessata la musica che accompagna l’entrata in scena di Damiano (chitarre, armonica e voce) inizia il racconto del blues. Com’è nato e, soprattutto, come è arrivato a noi. Poi entrano tutti gli altri. Dapprima Jc. Harpo (voce e armonica) e dopo un brano di R. Johnson suonato con Damiano Ardito arrivano anche Marco Ardito (chitarra solo) Amos Vismara (basso) e Lele (batteria). Con la Band al completo ecco snocciolarsi i magici brani, sempre presentati da Damiano, dei grandissimi Robert Johnson, Muddy Waters, Willie Dixon, Elmore James, Albert King, Little Walter, e dei meno noti ma egualmente importanti Mike Morgan, Magic Slim e del semisconosciuto Hollywood Fats. Un susseguirsi di introduzioni, aneddoti e musica che ha fatto crescere la serata tra il crescente entusiasmo del pubblico. Non poteva mancare un tributo a B.B.King che la Band ha scelto di fare da spettatori insieme al pubblico con un prezioso, divertente e commovente video del brano “One Shoe Blues” in cui, alla fine, il rimpianto Re scompare lasciando solo la sua “Lucille” sulla vecchia poltrona dove fino a poco prima stava seduto. La serata è scivolata via senza nemmeno accorgersi del tempo che passava. I brani introdotti da storie e aneddoti dei vari personaggi che hanno popolato e fatto la storia del blues magistralmente raccontate da Damiano sono stati interpretati dalla Band con la solita capacità di coinvolgere l’ascoltatore tra applausi, assolo di armonica e di chitarra, tra ipnotici fraseggi tra i vari musicisti e mani che ormai roventi scandivano il tempo.
Ecco che una normale, si fa per dire, serata di buona musica si trasforma in una seduta di apprendimento blues e si scoprono sensibilità nuove, atmosfere evocative di tempi andati che proiettano ancora luce nuova sul presente della musica e sul futuro. Una sorpresa per lo spettacolo, una conferma della stima verso dei musicisti cui manca solo la consacrazione tra i grandi interpreti della “musica del diavolo” ma che hanno tantissimi estimatori e non solo tra i fan, ma soprattutto tra i musicisti. Il brindisi di “chupiti” del Jack Daniel’s ha chiuso, dopo il bis celebrato con un sontuoso “Mojo Workin’ ”, una magnifica serata tra amici.
Lo spettacolo viene riproposto a tutti coloro che ne faranno richiesta. In internet si trova un sito – basta cercare alla voce Ardy Blues Band – in cui la Band chiede di essere ospitata per riproporre la grande antica e sempre attuale storia del blues. La musica, la bravura e la passione con cui suona la Band può attrarre anche chi non è digiuno di blues perché c’è sempre qualcosa che sorprende e qualche nome sconosciuto ai più che non è arrivato al clamore delle prime pagine dal quale i fratelli Ardito traggono spunto per proporre qualche brano semi dimenticato. E poi, chissà magari che non venga proposto qualche brano del nuovo lavoro della Band che, da indiscrezioni recentissime, pare verrà presentato nel mitico covo de “L’1&35circa” di Cantù entro la fine di Gennaio.











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