Stefano Filipponi: “Scrivo canzoni per comunicare il mio mondo.” – l’intervista

Postato il Aggiornato il

filipponi

Articolo di Eleonora Montesanti

Se penso a Stefano Filipponi – cantautore, musicista, artista visuale – mi vengono in mente due parole: forza e delicatezza. Sono ormai anni che seguo il suo percorso artistico e personale con infinita curiosità. L’ho conosciuto ai tempi in cui, molti anni fa, è stato un concorrente di X Factor. Dopo quell’esperienza perlopiù cantautorale, Stefano si è trasferito a Milano dalle Marche e ha deciso che la sperimentazione è il modo più viscerale per trasmettere le sue emozioni e il suo mondo attraverso la musica. Così, tra le sue uscite, si possono trovare brani che in origine sembrano appartenere a stili e generi opposti, ma che, attraverso l’arte di Stefano – sia musicale, sia visuale – trovano un punto di contatto. All’inizio di dicembre 2016 è uscito Manifesto, primo singolo del nuovo ep di Stefano, che a me piace definire elettronico-intimista, e che vedrà la luce nei primi mesi del 2017. Per l’occasione ho avuto il grandissimo piacere di fare una chiacchierata con lui, la quale ha stimolato ancor più fortemente la mia curiosità nei suoi confronti. Buona lettura!

Stefano, iniziamo dal principio. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così centrale nella tua vita?
Non c’è stato un momento preciso. Sembra banale, ma l’ho sempre saputo, non ho un ricordo in particolare di quando ho deciso che la musica avrebbe rappresentato così tanto per me.
La musica è sempre stata una parte fondamentale della mia vita.
Da bambino cantavo senza tregua, mia madre mi racconta che ho iniziato prima a cantare che a parlare. Non auguro a nessuno di avere bambini canterini intorno, possono essere davvero snervanti.
Le ninna nanne, le sigle in TV, i canti di mia nonna per il raccolto, la banda alle processioni, il coro della Chiesa. La mia infanzia è stata profondamente segnata da questi ricordi sonori.

Oltre ad essere un musicista, hai anche una predisposizione all’arte visiva e concettuale. I tuoi videoclip musicali, infatti, quasi sempre hanno un’identità visuale molto forte. Credi ci sia un legame tra musica ed estetica?
Assolutamente sì. Credo ci sia un legame inscindibile tra musica ed estetica, suono e video, così come esiste tra brano e autore, tra arte e vita. Non si possono dividere tutti questi aspetti.
Secondo me, l’arte tocca tutti i campi, dalla musica al testo, passando dalla rappresentazione visiva alla performance artistica, fino ad arrivare alla moda.
Ogni brano ha un messaggio e un’identità ben precisi, pertanto credo che un artista debba occuparsi di tutto questo, a 360 gradi.

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo, Manifesto, brano al contempo elettronico e poetico che affronta il tema dell’amore e quello della perdita. Per te le canzoni sono anche una sorta di auto-terapia?
Per molti artisti, tra cui io, scrivere canzoni è come un’auto terapia.
Il potere catartico di mettersi al piano e scrivere sullo spartito un’esperienza, un ricordo, un tassello della propria vita, positivo o negativo che sia, è così grande che a volte funziona più di un pianto o di una lunga chiacchierata col terapeuta. Nelle mie canzoni, spesso, parlo delle mie paure e dei miei dolori più profondi – mi accusano di essere pessimista – ma in realtà lo faccio per esorcizzare questi sentimenti, perché ho iniziato a scrivere canzoni proprio per comunicare il mio mondo.

A breve uscirà il tuo nuovo ep, la cui produzione è stata co-affidata a Giacomo Carlone degli Egokid. Come è avvenuto il vostro incontro? E com’è lavorare insieme a lui? 
Il nostro nostro incontro è avvenuto in modo casuale, ci siamo conosciuti grazie alcuni amici in comune.
Ci siamo studiati, piaciuti e stimati reciprocamente. Lavorare con lui è molto stimolante. Siamo molto in sintonia con i vari riferimenti musicali, sperimentali e internazionali.
Ci aiutiamo a scoprire musicisti sconosciuti.
Insieme ascoltiamo e analizziamo sigle di anime giapponesi – entrambi siamo molto nerd – e artisti di ogni genere, dal classico all’elettronico.

Il tuo percorso artistico è molto variegato. Dal cantautorato più classico, alla rivisitazione di brani particolari e quali la bizzarra A me me piace la Nutella e la struggente Salve Rociera, passando per incursioni liriche e pop, fino a giungere alla nuova veste elettronica. Qual è il fil rouge che unisce tutte le tappe del tuo percorso?
Il fil rouge sicuramente è la comunicazione di un messaggio.
Ogni lavoro che ho fatto corrisponde ad un’esigenza diversa, di buttar fuori un sentimento, raccontare una storia, descrivere un determinato mondo o trattare un argomento. Ogni mio progetto ha richiesto uno specifico arrangiamento, video musicale e, soprattutto, un modo diverso di approcciarmi alla musica e al canto.

A tal riguardo, mi viene da farti un’altra domanda: per te è importante collocare la musica in maniera definita nei diversi generi, oppure è un modo per superare confini anche da questo punto di vista?
Credo la musica sia un modo per superare tutti i confini, anche nei diversi generi.
Nel mio nuovo progetto ho attinto a fonti diversissime. In Manifesto, ad esempio, abbiamo voluto proporre le struggenti dissonanze dei cori bulgari, con la leggerezza vocale di Grimes, il ritmo tribale dei tamburi africani, le nenie melodice dei Sura del Corano.
La musica è liquida, e si può spaziare in ogni genere.

stefanofilipponi1

Quali sono, in generale, le personalità artistiche / letterarie / sociali che ti ispirano di più?
In realtà ce ne sono moltissime, per la musica direi M.I.A., Anohni e Grimes.
Per la vita, mi posso ispirare da un personaggio particolare di una serie TV, da un’anime, un video musicale, anche una canzone può ispirare! Ultimamente credo sia lampante l’esempio di Beatrice Vio, lei è una personalità che mi ha ispirato molto.

Un incursione nel passato. Qualche anno fa hai partecipato al talent show X Factor, arrivando quasi in finale. Qual è la cosa più positiva che ti sei portato a casa da quell’esperienza?
Sicuramente la cosa più positiva che mi sono portato a casa da X Factor IV è stata il mettere il piede fuori dalla mia zona di comfort. Da quel momento ho lasciato casa mia e mi son trasferito dalle Marche a Milano, lontano dalla mia famiglia. Solo un’esperienza così forte poteva farmi cambiare vita in modo così radicale.

Quali sono i tre dischi che più hai ascoltato quest’anno?
AIM di M.I.A.
Hopelessness di Anohni
Joanne di Lady Gaga (purtroppo devo ammetterlo, la mia classifica su spotify me lo grida chiaro e tondo)

Cosa c’è nel tuo futuro breve? E come ti vedi, invece, da qui a dieci anni?
Nel mio futuro breve ci sono tantissimi progetti artistici e musicali! Sono pienissimo di lavoro e non so bene se riuscirò a fare tutto, come piace a me. Comunque, da qui a qualche mese, mi vedo molto impegnato, spero di trovare un po’ di tempo per me stesso, che è fondamentale.
Tra 10 anni invece non ne ho la più pallida idea: potrei essere sempre a Milano a lavorare alle mie cose, oppure dall’altra parte del mondo a fare il barbone, sono sempre positivo riguardo il mio futuro. Non mi faccio piani, ho diverse ambizioni ma la vita mi ha insegnato a non vedere molto in là, cerco di sopravvivere alla giornata.

stefano-filipponi-03

Annunci

Un pensiero riguardo “Stefano Filipponi: “Scrivo canzoni per comunicare il mio mondo.” – l’intervista

    wwayne ha detto:
    7 gennaio 2017 alle 09:43

    Da quello che scrivi mi sento di consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2015/09/20/voglio-farcela/. Per noi amanti della musica è davvero imperdibile. L’hai già visto?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...