Waxahatchee @ Serraglio, Milano – 16 settembre 2017

Postato il Aggiornato il

Articolo di Giovanni Tamburino, immagini sonore di Stefania D’Egidio

Settembre è arrivato, portando novità e pioggia. Questa sera principalmente pioggia. Nonostante ciò, una discreta folla ha comunque sfidato la bufera per dare il benvenuto sotto le luci del Serraglio alla star del momento nel mondo dell’indie rock a stelle e striscie: Waxahatchee, progetto musicale della giovane cantante e compositrice Katie Crutchfield, impegnata nel tour promozionale di Out In The Storm, uscito a luglio per Merge Records a luglio.

Ad aprire la serata sono proprio le sue compagne di palco, con la gemella Allison in testa a presentare il proprio disco, Tourist In This Town. Incede con la sua voce chiara tra sonorità pop, batterie e distorsioni che sfiorano il fresco punk degli anni ’80 e ’90 e chiude la prima parte della serata con una versione molto energica di Feel What I Feel dei Gotthard.

Il tempo di un cambio d’abito e la formazione di Waxahatchee sale sul palco in tenuta “scolaresca” con camicie e cravatte, mentre Katie fa la sua comparsa in vestaglia bianca.
L’intro è lasciata alle tastiere di Recite Remorse, a cui subito si aggiunge la voce solista, che sembra seguire le orme dell’indimenticabile Dolores O’Riordan. Lentamente si risvegliano le chitarre, mentre batteria e basso iniziano la loro marcia, per raggiungere l’apice nelle successive Silver e Poison dove, nella tempesta elettrica di suoni distorti, le voci delle gemelle si fondono alla perfezione e si fanno largo come la luce di un faro.

Canzoni fatte per funzionare, per essere trascinanti nella semplicità di percussioni, a volte serrate e altre lente e scandite, e di accordi che non semplicemente assecondino la voce, ma le diano supporto e sfondo, per poi saperle subentrare nei momenti migliori per non far calare la tensione. La band e la propria leader prendono fiducia col palco e col pubblico, i movimenti si fanno più sciolti e il sorriso di Katie si fa largo dietro il microfono. Cade lembo dopo lembo il velo di timidezza con cui si era presentata sul palco e ci troviamo di fronte ad una Katie dai movimenti energici, che segue, filtra la musica con tutto il corpo prima che arrivi a noi.

I toni si placano quando imbraccia la chitarra acustica per regalarci qualche minuto di sogno ad occhi aperti con Sparks Fly. Solo un attimo, prima di passare al giro vagamente country di 8 Ball e ai ricordi di Brother Brian.
Lo stile ignora qualunque sofisticatezza a favore di un suono immediato, indispensabile affinché il cantato possa esprimere sempre al meglio le proprie potenzialità, liberando atmosfere sempre diverse e “scenografiche” rispetto al testo, alla storia nascosta dietro ogni canzone.

Dopo Never Been Wrong singolo estratto dal nuovo album, Katie e compagne si danno quasi alla fuga dal palco sotto uno scroscio di applausi che non si ferma fino a quando non tornano per un’ultima manciata di pezzi, dalla nuova Bass Bream, dove la polifonia delle Crutchfield dà l’ennesima dimostrazione che questo duo è fatto per funzionare, a Under a Rock del precedente album, Ivy Tripp.
Il suo ultimo saluto è un sorriso genuino, non scontato e tanto atteso da dare il colpo di grazia per conquistarci tutti.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...