Lee Fields & The Expressions @ Serraglio, Milano – 30 Ottobre 2017

Postato il Aggiornato il

Live report ed immagini sonore di Stefania D’Egidio

In pochi possono vantare una carriera come quella di Lee Fields, attivo dal 1969, ha pubblicato album con tredici diverse etichette negli ultimi 47 anni, l’ultimo dei quali, SPECIAL NIGHT, uscito nel 2016 per Crown Records.
Lee Fields & The Expressions hanno fatto tappa al Serraglio di Milano, per l’unica data italiana del tour, e il loro pubblico ha risposto prontamente all’appello venendo da ogni parte d’Italia, qualcuno anche dall’estero.

In un mondo orfano di James Brown e Charles Bradley, Lee tiene alta la bandiera del soul con la sua voce roca, ma morbida; il paragone con i suoi illustri colleghi è d’obbligo, ci assomiglia anche fisicamente e nel look (giacca pitonata, stivali a punta e crocifisso sul petto), ma a lui il merito di aver creato un sound inconfondibile, non riconducibile a Philadelphia International, Chess o Motown, come se le raccogliesse tutte e le portasse verso una nuova direzione.
Una volta Stevie Wonder ha definito la musica soul come “la musica che viene dall’anima” e a giudicare dal trasporto con cui hanno suonato ieri sera Lee e la sua band mai definizione potrebbe essere più esatta, alla fine della serata saranno stremati e madidi di sudore.

Il concerto si è aperto con la Intro Mars dei The Expressions, fantastica la sezione fiati della band, per poi proseguire, con l’entrata in scena di Lee, con i brani Coming home, Work to do, Talk somebody.
L’atmosfera si fa caldissima quando il pianista intona il riff di Special night, la title track dell’ultimo album, una favolosa ballad che riporta indietro nel tempo, ma con una ritmica al tempo stesso così moderna che potrebbe essere campionata per un brano hip pop; non nascondo di averla cantata a squarciagola mentre scattavo le mie foto. Si prosegue con Just can’t win, Time e Don’t walk.
Il finale è da fuochi d’artificio con le bellissime Make the world e Faithful man, con un pubblico in estasi che accompagna Fields con i suoi cori .
Dopo una breve uscita di scena la band risale sul palco per il gran finale, con il bis tutto funky di All I need e Honey Dove.

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