Ulver @ Santeria Social Club, milano – 22 novembre 2017

Postato il Aggiornato il

Articolo di Simone Nicastro

Quanto una band può essere così confidente di sé da poter e voler affrontare quasi qualsiasi genere musicale senza sentirsi mai inappropriata o sopraffatta? È molto semplice avere una risposta concreta, basta chiedere ai norvegesi Ulver. Una band che nel corso degli ultimi 25 anni è riuscita ad esprimersi artisticamente in ambiti musicali differenti e virtualmente distanti quali black metal, ambient, avant-garde ed elettronica, senza cedimenti e con una qualità sempre invidiabile, anche per gruppi indicati come leader dei suddetti generi.
Ogni album degli Ulver è una scommessa tra la loro “mano” e il nuovo sound a cui hanno deciso di dare la propria interpretazione. Tanto per non farsi mancare nulla, quest’anno i norvegesi sono riusciti a realizzare probabilmente il miglior album electro dark del 2017, imponendosi in un genere discretamente più pop rispetto ai precedenti ma senza rinunciare alla loro particolare scrittura concettuale e oscura.

Il live del 22 novembre alla Santeria Social Club di Milano non ha fatto che ribadire la capacità e la potenza espressiva della band davanti ad un pubblico abbastanza numeroso e partecipe. È probabile tra l’altro che molti degli accorsi siano stati persuasi proprio da questo nuovo percorso degli Ulver.
Infatti non c’è stato minimamente spazio per la storia, i ricordi e le altre “incarnazioni”: in ombra sul palco dall’inizio alla fine, sorretti visivamente esclusivamente da faretti laser e visual sullo sfondo, il live si è dipanato solamente sui pezzi dell’album di quest’anno, “The Assassination Of Julius Caesar”, e sull’Ep, uscito proprio in questi giorni, dal titolo “Sic Transit Gloria Mundi”, al cui interno si trova anche una cover dell’hit “new romantic” senza tempo, “The Power of Love”, ipotizzabile come documento programmatico del nuovo corso di Kristoffer e compagni.

A partire da quella “Nemoralia”, primo brano anche nell’album, perfetta nella sua cadenza evocativa e languida, la band si è imposta  da subito sul pubblico con una sequenza di pezzi rasenti la perfezione nell’esecuzione dal vivo, dove la voce non ha dato mai adito a cedimenti e l’impianto sonoro si è rivelato particolarmente potente e calibrato. “Southern Gothic” e “1969” hanno fatto la felicità di questo emozionato fan della dark anni 80 quale il vostro umile scrivano, per poi raggiungere probabilmente l’apoteosi già alla quarta esibizione con una delle canzoni, a mio avviso, più belle composte quest’anno: “So Falls The World” riunisce praticamente tutto quello che purtroppo non sono riuscito a trovare nell’ultimo Depeche Mode.

La suite lunga di “Rolling Stone” è risultata ancora più suadente e trascinante che sul lavoro in studio mentre la nuova e bellissima “Echo Chambers (Room Of Tears)” ha rimarcato, se ci fossero ancora dubbi, di come gli Ulver siano perfettamente a loro agio in queste atmosfere “coldwave”. “Transverberation” gira sfiorando i miglior Duran Duran mentre “Bring Out Your Dead”, dopo una liturgica ed eterea “Angelus Novus”, ha spinto l’ambiente e i presenti verso un lato maggiormente dance e meravigliosamente synth vintage.

Infine c’è stato spazio per l’ipnotica “Coming Home”, ricca di sequenze tetre e beat profondi, per poi concludere il tutto con la commovente e già citata “The Power Of Love”. La grandezza della band scandinava è ormai leggendaria ben oltre i loro confini e questo live ha lanciato una sfida per il raggiungimento a maggior popolarità anche presso il popolo italiano, dove esiste da più di 30 anni una parte molto recettiva e attiva sul versante gothic/elettronico. Alla prossima.

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