Paolo Fresu @ Blue Note, Milano – 3 marzo 2018

Postato il Aggiornato il

Live report ed immagini sonore di Elisabeth Petrone

Come poter iniziare i festeggiamenti di questo 15esimo compleanno del Blue Note?
Con un concerto speciale capeggiato da Paolo Fresu Devil Quartet e il gruppo storico Quintet, con quest’ultimo alle spalle ci sono ben 35 anni di attività.
Questo concerto è stato una tempesta di emozioni, tanto quanto la neve che è caduta nella mattina, le note come fiocchi danzanti si sono posate sui timpani, prosperando piacere e stimolando l’immaginario.

Stasera la neve per le strade si è già sciolta ed io mi appresto ad afferrare le briglie della macchina fotografica per scattare le prime foto a Nick the Nightfly che intrattiene il pubblico parlando della programmazione di questo mese per festeggiare al meglio il compleanno dello storico locale milanese.
Il tempo di qualche scatto e mi accorgo che Paolo Fresu è proprio di fianco a me, a un metro di distanza, con il flicorno tra le mani pronto a salire sul palco con i suoi compagni di viaggio musicale.
Altre due battute di Nick, poi Fresu sale con il Devil Quartet e il Quintet per brindare prima dell’esibizione.

Giù i bicchieri, nell’aria le prime note, anzi i primi arpeggi della chitarra acustica di Bebo Ferra che apre una serata ricca di atmosfera.
Si congiunge Paolo Fresu e inizia un dialogo tra gli strumenti, a seguire batteria e contrabasso, ciò che scaturisce da ogni singolo pezzo suonato sia con il Devil Quartet che col Quintet è un forte legame.
E’ un concerto prevalentemente acustico, un’opportunità per presentare “Carpe diem”, il nuovo album del Quartet uscito il 16 febbraio.
Per l’occasione Bebo Ferra ha fatto costruire da un liutaio una chitarra acustica che prende in mano e la fa danzare in aria per presentarla, sembra leggera e delicata come una farfalla così come è leggero e delicato il suono che fa vibrare con grande maestria.
La scelta, invece del batterista è quella di usare le spazzole, creando così un’atmosfera dolce e sognante, e invece, Paolino Dalla Porta rimane fedelmente legato al suo personale contrabasso.
Paolo Fresu espone la difficoltà di portare in scena pezzi acustici, difficoltà che in studio, mentre si prepara l’album, non si presenta.

Ad ascoltarli non si direbbe, professionalità e passione fanno da padrona e Fresu ha la grande capacità, oltre a suonare la tromba e il flicorno in maniera impeccabile, di stabilire un dialogo differente rispetto al musicista con cui si relaziona. Con Roberto Cipelli al pianoforte sembra stabilirsi una gara di scherma, stoccate di note dove però alla fine entrambi i musicisti salgono sul podio, con Dalla Porta al contrabbasso si ha invece l’impressione di visualizzare una strada in mezzo ai boschi dove da lontano si intravede nellla nebbia una sagoma camminare verso chissà quale meta, il suono della tromba sembra l’eco dei passi, le corde del contrabbasso scandiscono passi veloci accompagnati da luci bianche e poi passi lenti e le luci si fanno rosse. Stefano Bagnoli abbandona la batteria e batte a tempo le mani sulle gambe, alternando queste battute con schiocchi di dita fino a dissolversi, anche l’eco dei passi della tromba Fresu si disperde lentamente lasciando le ultime note al contrabasso.
Silenzio.
Buio.
Applausi.


La serata si alterna tra i pezzi acustici del nuovo album dei Quartet a pezzi storici dei Quintet, per poi ritrovarsi a condividere il palco insieme a suonare “Only Women Bleed Live” in maniera sublime, parte un sottofondo di due contrabassi, corde pizzicate che diffondono suoni lenti, delicati, sensuali, si aggiungono poi le due batterie, una suonata da Ettore Fioravanti dei Quintet con le bacchette, l’altra da Stefano Bagnoli con le spazzole, in seguito pianoforte, chitarra acustica, tromba e infine si aggrega il clarinetto e Bagnoli sostituisce le spazzole con le bacchette rendendo così il pezzo sempre più trascinante.
Oltre all’ascolto, ci si può lasciare incantare da come Paolo Fresu resta lui in ascolto dei propri compagni mentre non suona, si inginocchia, sorride, li segue con lo sguardo, si rialza e riparte di nuovo la corsa delle sue mani sui tasti della tromba.
Si può dire che, questo compleanno del Blue Note, con queste due formazioni sul palco, sia stato coinvolgente e brioso e si è concluso con una performace indimenticabile di Nick the Nightfly che canta “Bye bye blackbird”.
Bye bye Blue Note, buonanotte.

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