Live report ed immagini sonore di Elisabeth Petrone

A poche centinaia di metri dal Blue Note si staglia nel cielo il palazzo Unicredit, le sue luci rosse ad intermittenza che servono per segnalare la propria presenza preponderante ai piloti di un aereo, sono ipnotiche tanto quanto il concerto degli Stick Men che la sera del 4 marzo hanno calcato il palcoscenico del noto locale, che solitamente ospita artisti legati al Jazz, ma per questa volta ha fatto uno strappo alla regole e le regole si sa sono stimolanti se si possono trasgredire, trasgredire con classe.

E gli Stick Men di classe ne hanno parecchia, le atmosfere ricordano il film Sin City.
La serata parte con il pezzo ”Hide the Trees”e Pat Mastelotto alla batteria si fa già riconoscere con il suo modo di suonare energico, vitale, la punta delle bacchette è rossa e come dei fiammiferi attizzano il fuoco sul rullante e la fiamma rimane guizzante per tutta la serata accompagnando Markus Reuter alla chitarra touch e Tony Levin al suo Chapman Stickman in un clima spettrale.


Levin pronto con il suo strumento traccia impronte irreali per l’alternarsi di suoni vivacissimi e ritmici.
Alla chitarra touch Markus Reuter sembra Mel Gibson in “Braveheart”, un guerriero notturno, con i piedi ben saldati sul palco, petto in fuori, mento in su e mani sicure e decise a suonare la sua chitarra.
Alle spalle di Tony Levin e Marcus Reuter dominano due fasci di luce bianca, tese come le corde dei loro strumenti, creando così in scena un’atmosfera ancora più alienante.
Il percorso musicale di questo concerto spazia da un vecchio successo dei King Krimson come “Red” al più recente brano degli Stick Men “Prog Noir” che da anche il titolo all’album e dove possiamo anche ascoltare la voce di Tony Levin, a differenza di altri album prevalentemente strumentali.
Con il brano “Mantra” sembra di essere in mezzo a una tormenta, un brano che disorienta, che ti oscilla da una parte all’altra.


Una serata progressive rock piena di mistero e fascino allo stesso tempo, riuscirò a trovare la bussola per rientrare a casa?
Fuori dal locale dominano il freddo e aria di neve, il buio. Le luci a intermittenza del palazzo Unicredit diventano il mio faro, in cielo nessun aereo, solo stelle offuscate da qualche nuvola, al Blue Note solo stelle che hanno illuminato gli occhi degli spettatori.