Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Giovedì 5 aprile al Santeria Social Club di Milano si è svolto il concerto dei Bud Spencer Blues Explosion per la presentazione del nuovo album “Vivi Muori Blues Ripeti”, a distanza di tre anni dal precedente lavoro.

In apertura il bravo cantautore Leo Lazz per un totale di sei canzoni tratte dall’album “Sai chi ti saluta, Vol 1”, a metà tra l’allegria di Baccini e la profondità di Dalla; il tempo scorre veloce e piacevole, la serata promette bene.
Giusto il tempo di cambiare strumenti e salgono sul palco Cesare Petulicchio e Adriano Viterbini, accompagnati per l’occasione da Tiziano Russo, percussioni e piano, e Francesco Pacenza al basso.
Come preannunciato le canzoni del nuovo lavoro la fanno da padrone, a partire da “Enduro”, con cui aprono lo show, a “E tu ?”, da “Duel” a “Allacci e sleghi”, poi “Di fronte a te, di fronte a me” fino al classico “Miracoli”.

Qualcuno dal pubblico invoca a gran voce Nic Cester, con cui Viterbini ha condiviso l’esperienza di The Milano Elettrica, si mormora sia in sala; Adriano è incontenibile: chitarrista dalla tecnica sopraffine, suona, canta e salta per tutto lo spettacolo, mentre Cesare è quasi nascosto dietro la sua batteria, si intravede solo il viso tra i piatti,ma in compenso si fa sentire eccome, pestando duro senza sosta.
I due si cercano con gli sguardi e si trovano con il sound potente e il ritmo incalzante dei loro brani in un impatto sonoro che rimbomba nelle casse toraciche, un blues che esplora territori mai calcati in Italia, fino a sconfinare nell’elettronica e nella psichedelia, in un’esplosione di suoni quasi catartica.

Special guest della serata Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con la sua immancabile maschera, che presta la sua voce per “Io e il demonio”, cover italianizzata di un brano di Robert Johnson, presente anche nel disco. La temperatura del locale sale con “La donna è blu” e “Calipso”, che chiudono la prima parte del live, ma la sensazione è che il meglio debba ancora venire e, infatti, dopo un breve pit stop, i quattro risalgono sul palco per i fuochi d’artificio finali.
Sulle note di “Hey boy,hey girl” dei The Chemical Brothers il pubblico si scatena in un pogo selvaggio, mentre io cerco di mantenere la mia posizione in trincea per immortalare gli ultimi attimi.

Escono di nuovo, ma i fans continuano a richiamarli e, generosamente, Adriano e Cesare si concedono di nuovo per un secondo bis; qualcuno ha fatto sparire il bottleneck costringendo Viterbini a fare un appello:
”se mi ridate il bottleneck facciamo un altro pezzo” …ma niente, il bottino di guerra è al sicuro nella tasca di qualche jeans e allora ci si arrangia come si può per la cover di Blind Willie Johnson “Dark was the night, Coldwas the ground” che chiude la serata. Un’ora e mezza di grande musica in cui il duo romano si conferma tra i gruppi più interessanti della scena alternative italiana e, a mio parere, anche europea, al pari di nomi ben più osannati dalla critica, come i Royal Blood. Adriano Viterbini per tecnica e grinta è sicuramente tra i migliori chitarristi attualmente in circolazione e Petulicchio con la potenza della sua batteria ne è la spalla ideale, un sodalizio artistico perfetto che si spera continui ancora a lungo.

LEO LAZZ