Scott Matthew – End of days (2018)

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Articolo di ElleBi

Ci sono artisti che sin dal primo ascolto rivelano di essere in sensibile, completa armonia col mio “sentire”…
Così è successo nel 2008 col cantautore australiano Scott Matthew, la cui voce mi è arrivata da subito come naturale estensione della sua anima… un luogo solitario, “buio”, profondo (proprio come quello sguardo che ho avuto il privilegio di incrociare nel 2014 in una tappa italiana del suo tour al Biko di Milano), spesso dolente, in cui sin dagli esordi ha trovato rifugio e ispirazione, soprattutto nei momenti di tristezza.

Da allora ho seguito costantemente il suo percorso musicale, ogni uscita di un disco per me è un po’ come una festa, perché so che potrò ritrovare un fedele compagno di  emozioni struggenti, intime e viscerali…
“End Of Days” è il singolo che anticipa la pubblicazione, il giorno 20, del sesto album dal titolo “Ode to the Others”.
La clip che lo accompagna, diretta da Mario Lombardo e Daniel Breuer è stata davvero una gioiosa sorpresa per me…
Su uno sfondo cangiante dal nero, al rosa, al grigio, e con l’ausilio di accattivanti giochi d’ombra, mi ha accolta una versione del tutto inedita di Matthew ballerino…
La sua danza si svolge in totale libertà, con movimenti che nella loro estrema naturalezza creano una coreografia divertente e divertita; in questa occasione poi, anche dagli occhi, a tratti, traspare un sorriso rilassato e allo stesso tempo vagamente ammiccante…
Le note della canzone danno la sensazione quasi di una marcetta dolce, delicata, eterea, con il violoncello che regala momenti di stemperata malinconia, aggiungendo al tutto un’intensità che comunque rimane leggera…

Il testo è un’ode alla resistenza civile, diretta in questo caso contro la politica del Presidente americano Trump…

“We resist even though the abyss may compel us to stray
We take stance none of these lies make sense”

(resistiamo anche se l’abisso ci può costringere a smarrirci, prendiamo posizione, nessuno di questi ha senso)

Un invito a fare ognuno la propria parte, che allo stesso tempo trasmette un forte messaggio positivo, richiamandoci alla necessità di rimanere generosi e solidali.

“While they pray hate we’ll say
Love, oh sweet love
Oh sweet love
May you guide us today”

(Mentre pregano odio noi diremo amore, o dolce amore, che tu possa guidarci oggi)

La voce di Scott diventa, ancora una volta un potentissimo strumento emotivo, col quale renderci consapevoli di quanto l’amore rimanga un sentimento universale che, come tale, con la sua forza inestinguibile, può continuare a fare la differenza, anche in giorni come questi, dominati dalla paura…
Conquistata e anche incuriosita dal brano, che mi è sembrato rivelare una possibile svolta “privata” rispetto ai lavori precedenti, sono andata in cerca di anticipazioni circa l’album in uscita fra pochi giorni…
Ho avuto così la conferma che di tutti i dischi scritti fino ad ora da Scott, questo, pur mantenendo un senso di romanticismo, non riguarda l’amore in senso romantico personale.
Qualcosa di nuovo e di bello accaduto nella vita sembra aver contagiato anche la sua musica, portandolo a cambiare la prospettiva di uno sguardo che, dall’interno, è passato a rivolgersi anche all’esterno.
Così, se da una parte ha “reso onore” alla famiglia, agli amici, ai luoghi che fin dall’infanzia sono nel suo cuore, dall’altra ha composto anche un’ode dedicata a chi è stato vittima innocente di un massacro (quello in cui nel giugno 2016, ad Orlando, un singolo uomo ha fatto irruzione nel club Pulse uccidendo 49 persone, la maggior parte dei quali membri della comunità gay).
“Pubblico” e privato, piccole e grandi cose, passato e presente si sono fuse in un racconto che rimane intimo ma stratificato, grazie anche alla collaborazione con il chitarrista, co-autore e produttore di Scott, Jürgen Stark che ha arricchito gli arrangiamenti musicali, portando ad un risultato complessivo decisamente vario come suono e sempre ben orchestrato.
Matthew a maggio inizierà un tour europeo ricco di date. Resto quindi in entusiasta attesa, sperando che presto possa tornare a fare tappa anche dalle nostre parti, per rinnovare l’incontro con un artista che davvero sento come un “amico dell’anima” …

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Scott Matthew – End of days (2018)

    Andrea Righi ha detto:
    22 aprile 2018 alle 09:52

    Omg..lo hai descritto perfettamente in questo belissimo articolo ….condivido ogni tua emozione in particolare quella del suo sguardo che incrociato dal vivo e’ realmente molto penetrante..
    Dal suo primo album uno dei miei artisti preferiti….dopo Bowie forse quello che amo di piu’ .
    Aspettando il suo tour…
    un abbraccio..
    grazie ♡
    Andy

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