The Magic Numbers – Outsiders (Black Candy Records, 2018)

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Recensione di Cinzia D’Agostino

La prima volta che ascoltai un pezzo dei Magic Numbers correva l’anno 2005 e il brano era “Forever Lost”. Ne rimasi incantata  e ciò che maggiormente mi colpì dell’album di esordio della band fu la serenità e la spensieratezza che trasudava. Le melodie e la voce sincera di Romeo Stodart mi portavano una ventata di freschezza e di energia positiva.

Poi guardando i componenti della band la simpatia crebbe a dismisura. Quattro ragazzoni, due maschi e due femmine che scoprii in seguito essere due coppie di fratello e sorella: Romeo (voce e chitarra) e Michele Stodart (basso), Sean (batteria) e Angela Gannon (tastiere). Apparivano come quattro “nerd” un po’ sovrappeso, fisicamente fuori dal comune, look un po’ anni ’70 insomma… delle autentiche anti-rock star! Per questo, quando ho appreso dell’uscita dell’ultimo loro lavoro intitolato proprio “Outsiders” uscito l’11 Maggio su Black Candy Records, tramite l’etichetta della band Role Play Records, ho sorriso affettuosamente perchè l’ho letto come una coronazione al loro modo di essere e di fare musica.
Perchè i Magic Numbers sono una di quelle band genuine che non pubblicano singoli “furbate” per scalare le hits, suonano quello che detta la loro passione. Come dichiara Romeo “Per noi, la musica è tuttoFare canzoni contro corrente, non volendo semplicemente mettersi in fila, è anche mettere il tuo cuore e la tua anima in qualcosa in cui credi” e ascoltandolo ne ho avuto ulteriore conferma. Rispetto agli esordi e alle successive produzioni, questo album è sicuramente più elettrico pur mantenendo il rock pop melodico e armonioso che li ha sempre contraddistinti. E’ un disco “corale”, dove il disagio, la sensazione di non sentirsi all’altezza che si annida in molti di noi diviene una forza, una consapevolezza che ci accomuna e ci fa stare meglio. Un po’ mi ha fatto tornare in mente il ritornello “One plus one is one together” di Badly Drawn Boy nella sua indimenticata “Year of the rat”.

L’album scivola via come il piede sull’acceleratore in una strada senza limiti di velocità in rincorsa verso la libertà. Parte alla grande con il ritmo coinvolgente di “Shotgun Wedding” e l’energia prosegue su “Ride against the wind” dove il quartetto inglese riesce a farci riaffiorare la voglia di cavalcare il vento, di correre senza meta verso il brivido. “Runaway” è invece per me il pezzo migliore del disco, sia come sonorità che per contenuti, perchè siamo tutti un po’ “merce danneggiata” e abbiamo una fame che continua a spingerci più lontano. La magia continua con il secondo pezzo più di pregio del nuovo lavoro, “Sweet Divide” dove le chitarre ringhianti ci riportano un po’ indietro nel tempo e ci fanno ballare con gli occhi chiusi travolti dai suoni elettrici che diventano la “voce” del brano. Con “Wayward” la band ci regala invece sonorità più country per poi rimandarci in corsa con la forza di “The Keeper” che chiude la prima parte del disco perchè con “Dreamer”e “Power Lines” entriamo in momenti più melodici e sognanti. La bellissima ballata “Lost Children” mantiene alto il pathos con tratti voce e chitarra che mi hanno riportato ad alcune atmosfere  del “live at Sin-é“ di Jeff Buckley. La tensione resta carica fino all’ultimo brano “Sing me a Rebel Song” che chiude il disco con eleganza e gran trasporto emotivo su struggenti note di pianoforte.
I Magic Numbers dopo 13 anni mantengono la loro purezza e la loro sincerità cavalcando un’onda più rock. Tornano a portarci serenità, sono la mano che si allunga per farci rialzare in piedi dopo una caduta, a non farci sentire soli perchè essere fuori dagli schemi, inadeguati, non è necessariamente un difetto.
Perché ora è il momento per le persone di essere di più se stesse e non farsi ingabbiare. Ecco perché i testi hanno tutti il trend ‘together’: siamo tutti dei grandi loser fottuti che cercano di dare un senso a qualunque cosa. Siamo sempre stati ‘Outsiders’.”

Tracklist:

01. Shotgun Wedding
02. Ride Against the Wind
03. Runaways
04. Sweet Divide
05. Wayward
06. The Keeper
07. Dreamer
08. Power Lines
09. Lost Children
10. Sing Me a Rebel Song

 

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