Intervista curata da Eleonora Montesanti

Le nuvole si spostano comunque è il nuovo disco di Edoardo Chiesa. Dieci canzoni di cantautorato pop estremamente delicate e semplici, ma al tempo stesso molto potenti. Il disco ci è piaciuto particolarmente e abbiamo voluto saperne di più, così abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Edoardo.

Edoardo, raccontaci la tua relazione con la chitarra…
E’ lo strumento con cui riesco a tradurre le mie idee in musica, la tavolozza con cui dipingo i paesaggi che fino ad un attimo prima di prenderla in mano riesco solo ad immaginare. Quasi tutte le canzoni che ho scritto sono nate con la chitarra alla mano e in tutti i concerti che ho fatto l’ho usata per accompagnarmi. È il mezzo con cui creo e quello con cui rifinisco.

Le nuvole si spostano comunque è il tuo secondo disco da cantautore. Chi è per te, al giorno d’oggi, il cantautore?
Cantautore è una definizione che riassume in un’unica parola due mestieri. Quello dell’autore e quello del cantante. Cantautore è oggi, come allora, chi “se la scrive” e “se la canta” descrivendo il mondo che lo circonda o raccontando il proprio mondo interiore.

Il concept che sta alla base di Le nuvole si spostano comunque è il raggiungimento della serenità, a discapito dell’inquietudine causata dalla mania di controllo di cui – chi più, chi meno – tutti un po’ soffriamo. Anche per te è stata una conquista?
In realtà questo disco non è un concept, ma una raccolta di canzoni. Il titolo come spesso accade l’ho scelto all’ultimo cercando tra le righe dei testi che avevo scritto. E ho scelto quella frase perché mi sembrava essere un augurio / invito da offrire a tutti quelli che si sarebbero imbattuti nel disco, e a me stesso naturalmente. Una sorta di “…don’t worry, be happy…” per intenderci.

Parliamo un po’ delle canzoni che compongono il disco. Ci sono dei dettagli che ritornano spesso: occhi, fili, tempi, porte… E’ davvero tutto collegato?
Lo è e non lo è. Come ti dicevo prima non si tratta di un vero e proprio concept, ma di una raccolta di canzoni. Queste canzoni sono nate tutte nello stesso arco di tempo, ed è come se fossero sorelle. Ci sono quindi tematiche, elementi e sonorità che ricorrono spesso all’interno del disco.

Altri due brani, invece, si intitolano Se fossi in te e Un’altra vita. Ti piace immaginarti in panni diversi dai tuoi?
Certo! Scrivendo molto la fantasia mi porta ad indossare i panni più disparati e a guardare le cose da punti di vista a cui non sono abituato. Devo ribaltare costantemente la mia visione delle cose e metterla in discussione. Le due canzoni che hai citato in effetti ribaltano il punto di vista e lavorano “al contrario”.

Un’altra cosa interessante del tuo disco è la copertina: un frutto essiccato di fronte a un panorama stilizzato dipinto. Cosa rappresenta?
Si tratta del particolare di un quadretto dipinto da Marta, la mia ragazza. Mi piace perché a mio parere rappresenta perfettamente il tipo di sonorità che si trovano all’interno del disco. Calde, sinuose e setose. Come un tramonto sul finire dell’estate.

Se la tua musica avesse un colore, quale sarebbe? E perché?
Mi ricollego a quello che ti ho detto poco fa per la copertina. Sarebbe un arancione intenso e un poco opaco, striato di giallo e di rosso.

Dividi rappresenta per te il palcoscenico?
E’ l’incontro con l’altro. Il momento più intimo tra te e l’ascoltatore.

Quali sono i prossimi appuntamenti in cui potremo venire ad ascoltarti in concerto?
08 Giugno – Varazze @ Polisportiva
21 Giugno – Ceriale @ CCCP
23 Giugno – Nizza Monferrato @ Fans Out Festival
07 Luglio – Cassano D’Adda (MI) @ Notte bianca
11 Agosto – Diano Marina (IM) @ Circolo dei Gorleri
13 Agosto – Varazze (SV) @ Notte bianca