Articolo di E. Joshin Galani, immagini sonore di Claudio Modonese

La fisicità dell’American Utopia Tour di Bavid Byrne

Che David Byrne sia sempre stato mille passi avanti a tutti è un dato di fatto. L’ha confermato anche nella sua tappa  milanese di “American Utopia” Tour , album uscito a Marzo, dopo 14 anni di silenzio salvo le parentesi che l’hanno visto collaborare con Saint Vincent e Brian Eno. Che spettacolo è stato? Un concerto? Un musical? Un opera teatrale? E’ stato tutto questo insieme, con tutte le sottrazioni e addizioni possibili.

Siamo accolti con un cinguettio di uccelli come musica di sottofondo, il palco è completamente sgombro, grigio metallico. Genious Mr. Byrne inizia puntuale, seduto su  una sedia ad un tavolino, con un cervello in mano, impossibile non avere un richiamo alla famosa scena di Amleto. Si parte con Here, ovviamente, che parla delle funzioni delle aree della mente, ed indica con la mano le varie aree del cervello. Occupa il palco da solo, raggiunto successivamente da ballerini-coristi. E’ un piacere riascoltare la sua voce live, voce uguale a nessuna, a volte morbida, a volte nervosa e sincopata come sua caratteristica. E’ con Lazy che arrivano i musicisti, tutti vestiti in eleganti completi grigi esattamente come David, grigi come il colore del palco, con i loro strumenti addosso, alcuni fissati con delle imbracature.


Nessun filo collegato, nessuna postazione fissa, microfoni ad archetto. Credo che fisicità sia una delle parole chiave di questo spettacolo: i musicisti fanno corpo unico con lo strumento; fisicità dei corpi che si muovono incessantemente in svariate coreografie, due ballerini spesso ballano con David e tutti occupano in diversi modi gli spazi del palco con le regole dell’equilibrio teatrale. La fisicità è anche quella del contatto con il suolo, sono tutti scalzi. Undici artisti ad accompagnarlo, che alternano strumenti dalle percussioni alle chitarre che si muovono come un grande Grey Party, contrapposto al colore sfavillante della musica. Fisicità naturalmente anche musicale, afro music che fisica lo è di natura, abilmente unita al funk, pop, al folk ed elettronica. Sono felicemente rapita da questa miscellanea, il live mette ancora più in evidenza la genialità artistica di questo incredibile sessantaseienne. Chi aveva il timore che lo spettacolo potesse essere incentrato esclusivamente sull’ultimo album, è stato presto accontentato con un vecchio brano dei Talking Heads I Zimbra, contenuto in Fear Of Music del 1979. Altre canzoni delle Teste Parlanti sono state inserite , in particolare tre dal loro capolavoro mastodontico Remain In Light: Once In a Lifetime, Born Under Punches (And The Heat Goes On), The Great Curve. Boati del pubblicano restituiscono al palco degli Arcimboldi l’energia trasmessa.

Il ritmo scorre durante le canzoni, coreografie particolari per “I Dance Like This”, dove, dopo il buio totale delle prime note, il palco si illumina e  tutti (a parte il tastierista) sono sdraiati a terra, si solleveranno pian piano durante la canzone. Anche “Blind” ci regala una scenografia a palco buio, con luci sui musicisti che proiettano le lunghe ombre sulle tende a catenelle metalliche che delimitano il palco. Questo delimitare delle catenelle è stata un’altra trovata scenica dove i musicisti, stando all’interno, hanno attraversato questa barriera solo con gli strumenti musicali, mantenendo il corpo nascosto. David sa mettersi in primo piano con canto e ballo, fa pseudo ginnastica, ma sa anche farsi da parte per lasciare spazio ai suoi musicisti, scivolando nelle seconde file. C’è molto il senso del gruppo in tutta la serata, che si ritrova ad alternare strumenti e, in maniera tribale, eseguire dei brani in cerchio. Si salta, si balla, movimenti plastici ad accompagnare le note, viene conservata l’eleganza dei vestiti, con le giacche aperte sotto le ascelle per permettere gli ampi movimenti delle braccia. Finalmente tutti in piedi nei bis, con balli nelle prime file (ma immagino anche dietro) e gran finale con la cover di Hell You Talmbout di Janelle Monae. Una performance incredibilmente coinvolgente, un livello veramente alto di arte musicata, divertente, geniale… insomma lui è David Byrne, come avrebbe potuto essere diversamente?

Scaletta

Here
Lazy
I Zimbra
Slippery People
I Should Watch TV
Dog’s Mind
Everybody’s Coming to My House
This Must Be the Place (Naive Melody)
Once in a Lifetime
Doing the Right Thing
Toe Jam
Born Under Punches (The Heat Goes On)
I Dance Like This
Bullet
Every Day Is a Miracle
Like Humans Do
Blind
Burning Down the House

Bis

Dancing Together
The Great Curve
Hell You Talmbout