Gli Scordati di Joe – Vol. 29

Postato il Aggiornato il

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

Mountain Bird

Nome d’arte di Adam Öhman, di natali e residenza svedesi che propone il suo secondo Ep. Innegabile è l’influenza che l’ambiente circostante produca nell’ispirazione degli artisti. Nonostante il tutto sia molto filtrato da synth, ed elettronica, in generale si avverte un occhio di riguardo per la melodia e traspare anche una sorta di vena malinconica, che non toglie nulla ma aggiunge sensibilità a questo lavoro.

 

WorldService Project

Di origini britanniche, con un sound in bilico tra la disciplina jazz e l’apertura del punk; niente chitarre, ma strumenti più consoni a fare jazz, tra cui spicca il sax. Brani dall’impatto diverso, con una volontà di coinvolgere, che accompagnano l’ascoltatore anche meno sofisticato ad apprezzare incursioni sonore di tutto rilievo, con estrema semplicità e in modo naturale.

 

LeadtoGold

Secondo lavoro per i siciliani Sebastiano Longo, Giulia Serra e Sergio Longo; i primi due usano e alternano le proprie voci, a seconda del vestito da dare al brano, il terzo si occupa della parte ritmica. Un suono intrigante, ma acido allo stesso tempo, attraente ma quasi dedito a celare un’apparenza di tipo teatrale o cinematografica. Ciò non toglie nulla al lavoro, restituendo una sorta di immagine onirico psichedelica.

 

Inner Tongue

Un debutto dove ci sono tutti gli elementi utili, e nessuno superfluo. Si nota la meticolosità degli arrangiamenti, la loro essenzialità data dal peso di ogni strumento, senza lasciar nulla al caso, e senza esagerare. Ottimi i suoni, e le atmosfere che risultano celare una vena strana, che ammorbidisce e pone l’ascoltatore in una condizione più intima rispetto l’ascolto.

 

 

 

 

 

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