Articolo di Cinzia D’Agostino, immagini sonore di Nicolò Corsetti

Siamo a Roè Volciano, comune sul lago di Garda che domina dall’alto lo splendido Golfo di Salò, suggestivo territorio dove ogni estate da diversi anni ha luogo uno di quei festival italiani davvero belli, che non dovremmo mai smettere di ringraziare per la tenacia costante nell’organizzazione, la dedizione di persone che impiegano tanta energia lavorando nel proprio tempo libero e durante le ferie, per farci respirare qualche serata di musica e libertà.

Eccoci dunque a Restart Musicando, sono le 20 e nemmeno la splendida location immersa nel verde ci dà refrigerio dal caldo afoso di questo inizio Agosto, però il richiamo del rock non ferma nessuno. Lo splendido prato, gli stand gastronomici e le bancarelle presto sono gremite di persone, accaldate ma con voglia di stare in compagnia e sfogarsi perché stasera suonano i Sick Tamburo!
Aprono gli Otomono FC, gruppo che non conoscevo, di cui mi colpisce lo stile psichedelico.

Dopo i tempi tecnici di cambio palco ecco che le luci si abbassano e l’adrenalina sale perché vediamo comparire sul palco l’inconfondibile band mascherata, l’immancabile divisa dei Sick Tamburo che, con il nero dei passamontagna e degli abiti fa spiccare l’unica sfumatura di rosso delle cravatte e della camicia della bassista. Iniziano con una potenza inaspettata, le chitarre e la batteria risuonano nel petto, l’inconfondibile stile ripetitivo quasi ossessivo e le loro movenze da manichini ipnotizzano letteralmente gli spettatori. Gian Maria Accusani è sempre in gran forma, sa dominare la scena con estrema naturalezza sia con la sua fisicità che con la sua voce magnetica, senza nulla togliere al resto della band che lo segue con una forza straordinaria. Stasera Elisabetta Imelio non c’è, tuttavia la bravissima Miss Understanding con il suo basso e la sua voce dà una nota femminile, sensuale e aggressiva all’esibizione. Ad un certo punto la pioggia prova a fare da protagonista ma l’amore per la musica e la trascinante energia dei Sick la tramutano solo in piacevole comparsa, perché il pubblico continua a ballare e cantare senza riserve.

Non so se è l’aria di Pordenone o il fatto di esibirsi a volto coperto, ma questi gruppi friulani, come anche i TARM, hanno sempre il potere di trasmettere una forza incredibile e liberatoria durante i live che diventano immancabilmente eventi unici e indimenticabili.
Serata perfetta quindi, chiusa nel migliore dei modi facendo quattro chiacchiere con Gian Maria, entusiasta del concerto e della calorosa risposta del pubblico. Lui e Elisabetta con i Prozac + prima e con i Sick Tamburo oggi, si sono sempre contraddistinti per aver inaugurato uno stile nuovo, originale e coinvolgente, impreziosito da testi mai banali ma diretti, che sparano in faccia la verità.

Scaletta:
01. Quando bevo
02. Ho bisogno di parlarti
03. Sei il mio demone
04. Con prepotenza
05. Intossicata
06. Qualche volta anch’io sorrido
07. Parlami per sempre
08. Il più ricco del cimitero
09. Un giorno nuovo
10. Dimentica
11. Ti amo (solo quando sono solo)
12. A.I.U.T.O.
13. E so che sai che un giorno
14. La mia mano sola

Bis:
15. Un fiore per te
16. Il mio cane con tre zampe
17. La fine della Chemio
18. Meno male che ci sei tu