Articolo di Eleonora Montesanti

Si è tenuta dal 18 al 20 ottobre nel prestigioso Teatro Ariston di Sanremo la quarantaduesima rassegna dedicata alla canzone d’autore dove, insieme agli artisti vincitori dei Premi Tenco 2018, si sono esibiti moltissimi artisti italiani e internazionali.
Il tema principale della rassegna, intitolata quest’anno Migrans, era il ruolo della musica nelle migrazioni. Un ruolo importantissimo perché è uno dei modi più potenti per annullare i confini, sia geografici, sia culturali. Ne sono stati testimoni significativi tutti gli artisti che si sono susseguiti sul palco dell’Ariston nel corso delle tre serate.

Giovedì 18 ottobre

E’ la voce di Elisa che interpreta Lontano Lontano di Luigi Tenco ad aprire, con un rito irrinunciabile, questa rassegna. La sua voce dolce e accogliente riscalda subito i cuori del teatro, in particolare nel momento in cui intona la hit che l’ha resa famosa al grande pubblico, proprio su quel palco: Luce.
Qualche problema tecnico per Neri Marcorè ed Edoardo De Angelis che non si perdono d’animo e improvvisano una versione acustica di Lella, la canzone di De Angelis che ha ispirato la murder ballad Contà l’inverni dei Baustelle.
Seguono Papìa e Curpuso, neonato progetto di due chitarristi eccellenti che, insieme, suonano quasi 21 corde!
Dopo di loro arriva uno dei gruppi più attesi della serata: lo Stato Sociale. Un Lodo Guenzi inedito fa un bel discorso riguardo l’importanza dell’accoglienza e poi, tra una vita in vacanza e l’altra, la band duetta con Morgan – che quest’anno al Tenco fa il presentatore insieme ad Antonio Silva – su uno dei suoi pezzi più belli e famosi: Altrove.
Gli ultimi due artisti di questo primo giorno sono Sighanda, una cantautrice siculo-belga che sorprende e colpisce molto il pubblico, e Zucchero, emozionatissimo perché nella sua lunga carriera non aveva mai suonato un concerto acustico.
A lui viene consegnato il Premio Tenco 2018.

Venerdì 19 ottobre

Per la seconda serata l’apertura della rassegna spetta a Davide Van De Sfroos, che di luoghi e persone in viaggio ha parlato molto durante la sua lunga carriera artistica.
Segue uno scatenatissimo Willie Peyote, introdotto da Morgan e Antonio Silva con una provocazione: “E se il rap fosse la nuova canzone d’autore?” I contenuti dei testi del rapper torinese, in effetti, aprono le porte a questa possibilità.
Il viaggio continua con Alessio Lega, insieme a Rocco Marchi e Guido Baldoni, che interpretano ambiziosamente e delicatamente una manciata di canzoni del cantautore russo Bulat Okudzava tradotte in italiano. Ospite dell’esibizione la cantautrice russa Elena Frovola.
E’ necessario, a questo punto, fermarsi un attimo a parlare di Tosca, perché – sebbene sia stata la più sfortunata dal punto di vista dei problemi tecnici – la sua esibizione è stata davvero notevole. Il suo nuovo disco Appunti musicali dal mondo stuzzica il piacere della scoperta.
Un solo brano, invece, per la cantautrice ligure Giua, che mette in musica una poesia di un intellettuale rumeno che ci ricorda di avere sempre un occhio di riguardo per chi sta peggio di noi.
Chiude la serata Simone Cristicchi con un’esibizione scarna e piuttosto debole.
Premiato Carlo Petrini di Slow Food.

Sabato 20 ottobre

Forse Adamo (Salvatore Adamo) era l’artista più atteso del Premio Tenco 2018. Sicuramente il premio alla carriera che gli è stato assegnato è meritatissimo.
E tocca proprio a lu
i aprire le danze per quest’ultima serata. Un’esibizione che, con una punta di nostalgia, attraversa il tempo con i maggiori successi dell’artista italiano naturalizzato belga e che si conclude con un inedito molto toccante, intitolato Migrant, interpretato in francese e tradotto simultaneamente da Morgan.
Si susseguono poi, con tre brani ciascuno, i vincitori delle Targhe Tenco: Giuseppe Anastasi (miglior Opera Prima), Mirkoeilcane (miglior Canzone singola), Francesca Incudine (miglior Album in dialetto), Motta (miglior Album) e Fabio Cinti (miglior Interprete), il progetto Voci per la libertà curato da Amnesty International (miglior Album a progetto).
Chiude la rassegna Pippo Pollina, cantautore palermitano trapiantato a Zurigo e molto famoso tra Svizzera e Germania.

Sono stati giorni magnifici e intensi nei quali è stato possibile vivere a stretto contatto con la musica e la cultura italiana, nella sua infinita varietà e nella ricchezza delle influenze provenienti da tutto il mondo.
Lunga, lunghissima vita al Premio Tenco!